La riedizione di una finale europea trasformata in un problema logistico è qualcosa che fa male alla pallacanestro. È attorno a questa argomentazione che il Partizan ha protestato per lo spostamento della partita di Eurolega con la Virtus, che è stata posticipata di ventiquattro ore, esattamente all’11 marzo, rispetto a quanto precedentemente stabilito.
In una nota, il club bianconero ha sottolineato come tale spostamento ha creato dei problemi di carattere logistico, che oltre ad avere ripercussioni sul calendario e sulle finanze del Partizan ha caratterizzato anche una mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi.
Le autorità italiane, come lamentato dalla compagine di Belgrado, hanno infatti vietato la vendita di biglietti a persone non italiane, de facto impedendo la presenza alla partita di tifosi serbi che, con anticipo, si erano già organizzati per la trasferta.
“Non siamo stati coinvolti”
“Secondo la procedura ordinaria, e secondo le regole dell’Eurolega, per qualsiasi rinvio che avvenga più di 15 giorni prima dell’inizio della partita è necessario il consenso di entrambi i club, cosa che in questo caso particolare non è avvenuta” riporta la nota del Partizan.
“Purtroppo, a causa di un malinteso da parte delle autorità, la partita tra i due ex campioni d’Europa si è trasformata in un problema logistico, anziché essere una vacanza all’insegna del basket per i tifosi locali e ospiti nella città del basket di Bologna” continua il comunicato di Belgrado.
La concomitanza col calcio
Come sottolinea la nota del Partizan, ad essere singolare è la motivazione che ha portato allo spostamento della partita, ossia la concomitanza con l’incontro di calcio tra Bologna e Roma.
A lasciare perplesso il club serbo è in particolare l’incapacità per le forze dell’ordine locali di gestire due eventi sportivi in contemporanea, per la quale a pagare sono come spesso accade i tifosi.
Un invito a riflettere
La posizione del club di Belgrado solleva una questione inerente alle procedure che, in Italia, sta portando a ripetuti divieti di trasferte, applicati ufficialmente per ragione di ordine pubblico.
La nota del Partizan aiuta il pubblico italiano a riflettere sulla inadeguatezza di chi deve garantire le condizioni di sicurezza, le cui decisioni stanno pesando in maniera notevole sui club, siano essi il Partizan, la Virtus o altri.
Secondo rinvio
Per il Partizan, quella con la Virtus è la seconda partita di Eurolega a cambiare di calendario, dopo quella, programmata per oggi alla Štark Arena contro il Dubai, posticipata a data da destinarsi per via della situazione in Medio Oriente.
Ad oggi, il Partizan occupa la penultima posizione nella classifica della massima competizione europea per club, con un bilancio di nove successi e venti sconfitte.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Aleksa Radanov del Partizan. Credits: ABA League/ Dragana Stjepanović