Quattro vittorie nelle prime quattro partite ed una sconfitta pesante al quinto incontro è il bilancio maturato dal Partizan dalla dipartita di Željko Obradović, con Belgrado a cadere sul proprio campo alla Štark Arena contro la difesa di una Virtus Bologna (68:86) che ha rigettato i bianconeri nella crisi di gioco e di idee di inizio stagione, togliendo una ad una le certezze sulle quali coach Mirko Ocokoljić aveva finora vinto tutte le gare disputate tra Eurolega e Lega adriatica.
Ritrovata una buona intensità difensiva, il Partizan si era ripreso anche grazie ad una solida circolazione di palla che la difesa di Duško Ivanović ha azzerato costringendo Belgrado a commettere ben 20 palle perse, 4 delle quali messe a referto da Shake Milton e Sterling Brown, con 3 effettuate dal terzo portatore di palla della compagine bianconera, Nick Calathes.
Anche la produttività dalla lunga distanza, che aveva permesso al Partizan di vincere soprattutto il derby di Belgrado con la Stella Rossa, non ha trovato risposte dinnanzi alla difesa perimetrale di Duško Ivanović, che oltre ad avere tenuto i padroni di casa ad un 36,36% dall’arco ha permesso ai lunghi di posizionarsi in maniera ottimale sotto le plance, catturando 37 rimbalzi contro i 33 fatti propri dai padroni di casa.
Significativo è stato anche il crollo che il Partizan ha accusato nel terzo periodo, nel quale il parziale di 2:13 che ha permesso alle vu nere di indirizzare la partita ha ricordato le croniche mancanze di concentrazione che, proprio nella terza frazione di gioco, aveva sistematicamente portato Belgrado a perdere partite dopo partite in Eurolega.
I fischi a Paspalj e il ‘fantasma’ Peñarroya
Al netto dei meriti della difesa della Virtus, a togliere certezze al Partizan è stato soprattutto l’aspetto mentale, fortemente condizionato dalle voci inerenti alla situazione della panchina e, più in generale, ad un rimaneggiamento del roster sul quale la dirigenza bianconera sta apertamente lavorando.
Oltre al ‘fantasma’ di Joan Peñarroya, allenatore catalano dato per prossimo alla firma col Partizan, che alcune testate locali hanno dichiarato essere già arrivato a Belgrado, a pesare sono state le considerazioni su alcuni giocatori chiave espresse dal GM Žarko Paspalj, che non a caso è stato clamorosamente fischiato dal pubblico di casa.
Paspalj, una leggenda del club belgradese, ha reso chiaro di non considerare nel suo progetto sportivo né coach Ocokoljić, né il tandem di guardie composto da Nick Calathes e Shake Milton, entrambe fortemente volute da Željko Obradović, ma che il GM bianconero ha ritenuto non funzionali al gioco veloce ad alto numero di possessi che il nuovo corso bianconero dovrebbe adottare.
La dirigenza al bivio
Per Belgrado, chiamato già venerdì ad affrontare lo Žalgiris nella non facile trasferta di Kaunas, alla quale il Partizan si presenta con un bilancio di sei successi in sedici incontri disputati, la situazione è alquanto turbolenta.
Da un lato, la società bianconera potrebbe infatti decidere di continuare sulla propria strada, ed avvalersi della prestazione opaca contro la Virtus come pretesto per effettuare quei drastici movimenti di mercato preannunciati dal GM Paspalj, ma criticati dalla piazza.
D’altro lato, proprio la disapprovazione dei tifosi, che avrebbe già spinto Andrea Trinchieri a rifiutare la chiamata del Partizan all’indomani della dipartita di Željko Obradović, potrebbe spingere la dirigenza a tornare sui propri passi, astenendosi dal rivoluzionare panchina e roster in maniera impopolare.
Partizan vs. Virtus 68:86 – statistiche
Matteo Cazzulani
Nella foto: il capitano del Partizan Vanja Marinković (in maglia nera) e Carsen Edwards della Virtus (in maglia bianca). Credits: Partizan BC