BOLOGNA – Alla Virtus Bologna l’impresa resta a metà: davanti a oltre 8.000 spettatori, capaci di tributare un lungo e sentito applauso finale nonostante il risultato, la squadra di Dusko Ivanovic cede per 85-80 al Fenerbahce al termine di una partita di intensità altissima, giocata costantemente sul filo dell’equilibrio e decisa soltanto da dettagli millimetrici. È stata una gara vera, fisica, mai risparmiata, in cui gli episodi hanno finito per fare la differenza: alcuni canestri bianconeri usciti dal ferro nel momento chiave, quelli turchi entrati, e soprattutto i due tentativi del possibile pareggio nei secondi finali di Carsen Edwards, che non tolgono nulla a una prestazione comunque monumentale del numero 3. Il contesto è stato reso ancora più complesso dalle assenze su entrambi i fronti: la Virtus si è presentata senza Vildoza, Diarra e Smailagic, con Francesco Ferrari tenuto a riposo precauzionale dopo il colpo subito contro Treviso, mentre il Fenerbahce ha dovuto fare a meno di Baldwin, Colson, Wilbekin e Silva.
L’approccio della Virtus è stato praticamente perfetto: ritmo alto, attacchi fluidi, continui cambi di soluzione per non offrire riferimenti alla difesa turca, che solo quando è riuscita a schierarsi ha provato a togliere linee di passaggio ai bianconeri. Nei primi dieci minuti Bologna ha persino toccato la doppia cifra di vantaggio, cavalcando un Edwards incontenibile e costringendo Sarunas Jasikevicius a intervenire sulle rotazioni. Il Fener è rimasto aggrappato alla partita proprio nel momento di massima difficoltà e, dopo il 19-9 firmato da Edwards in appena cinque minuti e mezzo, ha trovato nuova linfa con l’ingresso di Talen Horton-Tucker, chiudendo il primo quarto sul 25-22. Anche nel secondo periodo la Virtus ha continuato a dettare il ritmo con Morgan ed Edwards, respingendo il tentativo di rimonta degli ospiti e andando all’intervallo avanti 47-40.
Il crocevia del match arriva però al rientro dagli spogliatoi. Per la Virtus il canestro diventa improvvisamente stregato: per sette lunghissimi minuti i bianconeri non trovano punti dal campo, mentre il Fenerbahce ne approfitta piazzando un parziale di 9-1 che ribalta l’inerzia e vale il primo vantaggio turco sul 49-48. Bologna si sblocca solo con il 2+1 di Edwards, ma gli ospiti restano avanti e, sospinti da un Horton-Tucker sempre più protagonista, iniziano a giocare a “scappare”. Al 30’ il tabellone dice 65-60 per il Fener, con la tripla sulla sirena di Hall a certificare il momento favorevole agli uomini di Jasikevicius.
Come spesso accaduto in questa stagione, però, la Virtus non smette di lottare. Continua a giocare, resta agganciata alla partita e si guadagna un finale punto a punto, in cui emergono la freddezza e la lucidità dei turchi. Nell’ultimo quarto il Fener risponde colpo su colpo ai tentativi di rientro bianconeri, ma a 40 secondi dalla fine il distacco è minimo (76-75). A chiudere definitivamente i conti è ancora Horton-Tucker, con la tripla a 23 secondi dalla sirena che spegne le speranze di rimonta. Finisce 85-80 per il Fenerbahce, che capitalizza il blackout offensivo della Virtus nel terzo quarto e la propria maggiore precisione nei possessi decisivi.
Per Bologna resta il rimpianto di una serata giocata alla pari contro una delle squadre più solide d’Europa, ma anche la consapevolezza di aver messo in campo tutto. La prestazione monstre di Carsen Edwards, autore di 35 punti, è il simbolo di una squadra che non ha mai mollato; vanno in doppia cifra anche Matt Morgan e Derrick Alston Jr con 14 punti ciascuno. Sul fronte turco spiccano i 28 punti di Horton-Tucker, i 15 di Tarik Biberovic e i 12 di Nando De Colo. Ora, archiviata questa sconfitta di misura, la Virtus è chiamata a voltare subito pagina: venerdì arriva la sfida con la Stella Rossa, un appuntamento cruciale in chiave play-in di EuroLeague, in cui trasformare il rimpianto di oggi in nuova energia.
QUI le statistiche complete del match
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Carsen Edwards, foto Ciamillo-Castoria