BOLOGNA – Se una risposta serviva, questa è arrivata forte e chiarissima. La Virtus Bologna, dopo la deludente prestazione in semifinale di Coppa Italia, davanti al proprio pubblico ritrova identità, energia e convinzione. Alla Virtus Arena le V Nere superano il Barcellona per 85-80, interrompendo la striscia di tre sconfitte consecutive in EuroLeague e rimettendo in carreggiata morale e classifica. Una vittoria pesante, costruita con carattere nonostante le assenze di Alessandro Pajola e Daniel Hackett: due pedine fondamentali in cabina di regia, la cui indisponibilità ha accorciato le rotazioni e aumentato responsabilità e minutaggi sugli esterni disponibili.
La serata si apre nel segno degli ex. Tornike Shengelia, MVP delle ultime LBA Finals, riceve l’abbraccio caloroso del popolo bianconero, mentre per Will Clyburn l’accoglienza è più fredda. Poi la palla a due cancella emozioni e lascia spazio alla battaglia. L’avvio è equilibrato, con Kevin Punter da una parte e Carsen Edwards dall’altra a colpirsi colpo su colpo. Il Barcellona però sfrutta i tanti rimbalzi offensivi e prende il primo margine, chiudendo il primo quarto avanti 28-20.
La Virtus non si disunisce. Nel secondo periodo cresce l’intensità difensiva, aumentano pressione e aggressività sulle linee di passaggio, arrivano palle recuperate che si trasformano in punti in transizione. La squadra di Ivanovic alza il ritmo, attacca meno a difesa schierata e trova fluidità offensiva. Prima ricuce lo strappo, poi mette il naso avanti. All’intervallo il punteggio dice 47-43 per Bologna.
Al rientro dagli spogliatoi le V Nere sono ancora più rabbiose e ciniche. La difesa continua a generare vantaggi, l’arena si accende trascinata dalle scorribande bianconere. Momo Diouf è prezioso su entrambi i lati del campo, Alen Smailagic ritrova la sua miglior versione e Edwards cresce di possesso in possesso. La Virtus prova l’allungo e al 30’ conduce 68-57, dando la sensazione di poter controllare l’inerzia.
Ma il Barcellona non è squadra da arrendersi. Nell’ultimo quarto i catalani piazzano un parziale di 12-0 che ribalta nuovamente la gara e rimette il naso avanti. È il momento più delicato, quello in cui le rotazioni accorciate in regia rischiano di pesare. La Virtus però tiene nervi saldi e lucidità. Come nei migliori film, il finale è un thriller risolto dal suo protagonista: Carsen Edwards segna due canestri consecutivi, pesantissimi, che spaccano definitivamente la partita. Finisce 85-80 tra l’esplosione della Virtus Arena.
Per la Virtus arrivano 22 punti di Edwards, 19 di Smailagic e 10 di Vildoza. Per il Barcellona non bastano i 27 di Punter, i 16 di Shengelia e i 14 di Laprovittola. Una vittoria che vale più dei due punti: è un segnale forte, di carattere e identità ritrovata.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Momo Diouf, foto Ciamillo-Castoria