Il 99-92 della Dubai Basketball sulla Olimpia Milano si spiega prima di tutto attraverso le statistiche di squadra, che raccontano una gara equilibrata ma indirizzata dalla maggiore efficacia interna dei padroni di casa. Milano chiude con il 48% da due e un ottimo 43% dall’arco, ma paga il divario vicino a canestro contro il 58% da due di Dubai. A fare la differenza sono anche i liberi (81% Dubai contro 71% Olimpia) e il controllo dei rimbalzi (39-33), fattore che garantisce ai padroni di casa seconde opportunità preziose nei momenti chiave.
L’Olimpia prova a compensare con una migliore circolazione di palla, chiudendo con 20 assist contro i 15 di Dubai, e con una gestione attenta del possesso (6 palle perse per entrambe). Numeri che fotografano una partita decisa più dall’efficacia che dal ritmo, e che fanno da cornice alle prestazioni individuali raccontate dalle pagelle.

Olimpia Milano

Nico Mannion – NE

Lorenzo Brown – 6 In poco più di un quarto porta energia e punti (9) con mano calda dall’arco (3/4). Utile quando chiamato, anche se l’impatto resta circoscritto ai minuti concessi.

Quentin Ellis – 5,5 9 punti e 4 rimbalzi, ma il suo +/- racconta una serata in chiaroscuro. Alterna buone letture a passaggi a vuoto difensivi.

Devin Booker – 6 Solido e concreto: 10 punti con percentuali pulite e presenza a rimbalzo. Manca però continuità nei momenti chiave.

Armoni Brooks – 5,5 Parte bene, poi si spegne a intermittenza. Chiude con 9 punti e due triple, ma senza incidere davvero quando la partita si decide.

Zach LeDay – 6,5 Il più costante: 12 punti, 6 rimbalzi e tanta fisicità. Prova a tenere Milano agganciata anche quando l’inerzia gira.

Giampaolo Ricci – 5,5 Fa il suo nei minuti a disposizione: ordine, una tripla importante e atteggiamento sempre positivo.

Marko Guduric – 6,5  11 punti, 7 assist e 7 rimbalzi, qualche buona scelta e qualche forzatura. Non sempre preciso, ma dentro il match.

Shavon Shields – 6,5 14 punti con buone percentuali e responsabilità offensive. Manca lo strappo decisivo, ma è tra gli ultimi ad arrendersi.

Josh Nebo – 6,5 Doppia cifra (15) e presenza vicino al ferro. Bene al tiro da due, meno ai liberi, ma è uno dei riferimenti offensivi più affidabili.

Leonardo Totè – NE

Bryant Dunston – NE

Coach Peppe Poeta – 5,5 Milano resta in partita a lungo nonostante una partenza veramente complicata e trova buone risposte da diversi interpreti, segno di una squadra preparata e dentro il piano gara. Le rotazioni però non riescono a dare continuità difensiva e nel finale l’Olimpia fatica a trovare soluzioni alternative quando Dubai alza il ritmo e la fisicità. Gestione complessivamente ordinata, ma senza la mossa capace di cambiare l’inerzia negli ultimi minuti.

 Dubai Basketball

Nemanja Dangubic – NE

Dwayne Bacon – 7,5 Il faro offensivo: 25 punti, tanta iniziativa e capacità di prendersi tiri pesanti. Non sempre efficiente, ma decisivo. Ci aggiunge 8 rimbalzi 

Awudu Abass – 6 Gara di sacrificio: pochi tiri, lavoro sporco e attenzione difensiva. Utile nell’economia del match.

Klemen Prepelic – 5,5 Serata complicata al tiro e impatto limitato. Rimane comunque pericoloso per il solo fatto di essere in campo.

Davis Bertans – 5,5 Percentuali altalenanti e poco ritmo. Prova ad allargare il campo, ma senza lasciare il segno.

Justin Anderson – 6 Energia e intensità, 5 punti e presenza difensiva. Fa quello che serve senza strafare.

Sertac Sanli – NE

Mfiondu Kabengele – 7 17 punti e 8 rimbalzi: fisicità e presenza costante nel pitturato. Una delle chiavi del successo.

Trevor Armstrong – NE

McKinley Wright IV – 8 MVP di serata: 19 punti, 9 assist e dominio atletico. Spacca la partita con le sue accelerazioni e la sua versatilità.

Filip Petrusev – 7 13 punti con grande efficienza e solidità sotto canestro. Sempre al posto giusto.

Kenan Kamenjas – 6 Minuti ordinati, contributo silenzioso ma utile a dare respiro ai lunghi.

Coach Jurica Golemac – 7,5 Partita letta e condotta con lucidità. Dubai concede qualcosa, ma non perde mai davvero il controllo emotivo del match e cresce alla distanza, affidandosi ai suoi riferimenti senza rinunciare alla coralità. Ottima la gestione dei lunghi e delle spaziature, così come la scelta di cavalcare Wright e Bacon nei momenti chiave. Vittoria costruita con pazienza e idee chiare.

Eugenio Petrillo