Doppio turno di Eurolega amaro per l’Olimpia Milano che crolla contro il Partizan Belgrado sul punteggio di 82-69 alla Stark Arena. L’Olimpia rimane così ancorata al fondo della classifica con appena quattro successi e ben nove sconfitte. Partita a due volti quella della squadra di Ettore Messina, quasi perfetta per 27 minuti, ampiamente rivedibili invece gli ultimi tredici minuti delle scarpette rosse. L’Olimpia, ancora senza Nikola Mirotic, vola sul +15 (45-60) a tre minuti dalla fine della terza frazione, da lì è un assolo della squadra serba che piazza un parziale di 32-7 e ribalta completamente l’inerzia della partita portando così un successo prezioso a casa. Se da Monaco la squadra italiana si portava a casa perlomeno buoni segnali per il futuro, non può dirsi lo stesso della gara odierna, dove soprattutto nel finale Milano è apparsa stanca, con poche idee e incapace di dare una svolta alla propria gara, che si era fatta all’improvviso più difficile del previsto. Continuano a stupire ancora una volta i tanti cali che ha l’Olimpia all’interno della partita, non riuscendo ad avere la giusta costanza per tutti i 40′ su entrambe le metà campo ed i finali diventano sempre più un problema. Se due giorni fa a tradire Milano era stata la difesa degli ultimi minuti, oggi è stato un attacco che si è bloccato improvvisamente, non riuscendo a giocare con la giusta pazienza sul +15 e non trovando più soluzioni all’aggressività avversaria nel quarto periodo. Per Milano arrivano 19 punti di Shavon Shields e 12 punti di Maodo Lo. Dall’altra parte può gioire il Partizan, che trova la settima vittoria della sua stagione europea e viaggia spedita verso i playoff della competizione. La squadra di Obradovic dimostra ancora una volta di saper reagire ai vari momenti di difficoltà all’interno delle partite e come accaduto pochi giorni fa contro il Monaco di avere una grande lucidità nei finali di partita. A risultare decisiva è stata la difesa, che quanto contava è salita di colpi, mettendo in crisi l’attacco meneghino e questo si è trasformato in maggior fiducia nella metà campo offensiva. Per il Partizan 19 punti di Punter, 16 di Caboclo e 15 di Leday.
LA CRONACA
Nel primo quarto a partire meglio sono gli attacchi, con le difese che faticano a contenere le offensive avversarie, così dopo tre minuti le squadre sono in parità sull’8-8. La squadra di Ettore Messina alza l’intensità in difesa e riesce ad allungare portandosi sul +5 (13-18) a tre minuti dal termine del periodo. L’Olimpia rimane in controllo della sfida e chiude la prima frazione sul +5 (20-25). Nel secondo quarto parte forte il Partizan, che guidata dal duo Punter-Smailagic riesce a sorpassare e si porta sul +2 (29-27) dopo tre minuti. Arriva la reazione di Milano, che riesce a sorpassare e si porta sul +4 (33-37) a tre minuti dall’intervallo. L’andamento della sfida non cambia e Milano chiude la seconda frazione sul +5 (39-44). Nel terzo quarto l’Olimpia continua a controllare la sfida e dopo tre minuti è sul +4 (45-49). La squadra di Messina alza l’intensità difensiva e vola sul +13 (47-60) a tre minuti dal termine del periodo. Arriva la reazione del Partizan che piazza un parziale di 16-2 e chiude la terza frazione sul -1 (61-62). Nel quarto periodo regna l’equilibrio, ma la squadra serba riesce a sorpassare ed è sul +1 (65-64) a sette minuti dalla sirena finale. Il Partizan alza l’intensità e vola sul +12 (76-64) a tre minuti dal termine. La squadra serba trionfa 82-69.
QUI le statistiche del match
Nell’immagine Shavon Shields, foto Ciamillo-Castoria
Valerio Laurenti