di Maurizio Roveri
Trentanove anni fa. Un’emozione fortissima, fra le più intense nella grande storia della Virtus Pallacanestro.
Era il 27 maggio 1984. Nel Palazzone milanese di San Siro (“attorno all’ora di cena” puntualizzava Civolani) la Virtus volava ad afferrare una stella.
La Stella del decimo scudetto per il Club bianconero di Bologna.
Sconfiggeva nell’estenuante terza battaglia, dove la saldezza di nervi nel delicatissimo finale fu fondamentale, una valorosa Olimpia Milano Simac (orfana di Dino Meneghin, che si si era fatto espellere nella partita di Bologna ed era, dunque, squalificato). Punteggio 77-74 per i virtussini. Il gruppo bianconero sfiorò il 58% nel tiro in quella partita. Renato Villalta solido e concreto mise a segno 25 punti (più 9 rimbalzi), 16 punti Bonamico e 14 un ispiratissimo Van Breda. Sottocanestro troneggiava Elvis Rolle (13 rebounds).
Alla guida di quella Virtus Granarolo dalla pulita espressione tecnica, assemblata magistralmente sul piano degli equilibri, c’era un coach bolognese. Alberto Bucci.
Bolognese del territorio della “Bolognina”.
E’ a Bucci che il grande Nume del Club bianconero, l’Avvocato Gianluigi Porelli, aveva affidato la sua V nera in quella stagione.
Passione, entusiasmo, competenza, personalità. E quella genuina capacità di comunicare, di coinvolgere il gruppo, di trasmettere emozioni. Ed è così che, mese dopo mese, coach Bucci realizza il suo capolavoro. Il capolavoro d’una carriera contrassegnata anche da tanti altri momenti rimasti nel cuore della gente: in Virtus ancora, per altri scudetti, quelli del 1994 e del 1995; a Pesaro per la Coppa Italia del 1992; a Livorno per quella fantastica galoppata portando la Libertas Enichem dalla serie A2 fino alla clamorosa finale scudetto del 1989 contro la Philips; senza dimenticare i giorni di Rimini, di Fabriano, di Verona.
Nell’84 la V nera è una squadra che esprime una pallacanestro bella, precisa, organizzata, lucida. Efficace. E nella serie finale dei playoff sorprende due volte la Simac Milano (in gara1 e nella decisiva gara3) al Palazzone di San Siro.
Gli eroi di quel trionfo bianconero: Roberto Brunamonti, Jan Van Breda Kolff, Marco Bonamico, Renato Villalta, Elvis Rolle. Questo era il quintetto-base della Granarolo Felsinea. E poi… Domenico Fantin, lo specialista, puntuale negli schemi di Bucci a “colpire” con il suo diabolico tiro dagli angoli, e l’ordinato Piero Valenti, ili giovane talento di Augusto “Gus” Binelli, la freschezza di Matteo Lanza e di Alessandro Daniele.
Head coach Alberto Bucci. Assistente Ettore Messina.