Un ragazzo che, da quindicenne, seguiva la Fortitudo dalla Fossa assieme ai suoi compagni delle giovanili della Effe scudata qualche anno fa, oggi è capoallenatore di un progetto solido ed ambizioso, dopo un’esperienza nella prestigiosa Lega Adriatica caratterizzata da una vera e propria impresa sportiva.

Descrivere la parabola professionale di Dino Repeša richiede uno sforzo di memoria e dati inusuale per un professionista classe 1992 che, nonostante la giovane età, di esperienza ne ha accumulata già tanta.

Determinato a diventare capoallenatore, anche grazie al’esempio datogli da papà Jasmin, già head coach di Fortitudo Bologna, Olimpia Milano, Virtus Roma e Treviso, oltre a Cibona, Cedevita, Split, Budućnost e Śląsk Breslavia, Repeša – Dino – ha già raggiunto traguardi importanti in palcoscenici di tutto rispetto.

Alla Cibona a ranghi ridotti

Nella stagione appena conclusa, Repeša è riuscito a mantenere la Cibona di Zagabria in Lega Adriatica, oltre a raggiungere la finale di Coppa Krešimir Ćosić, e a qualificarsi alle semifinali di Premijer Liga. Il tutto, malgrado un roster limitato per via di questioni extracestiche, che ha obbligato la Cibona a disputare il torneo nazionale croato con solo sei giocatori tesserabili.

Arrivato al club di Zagabria a stagione in corso, ad inizio Dicembre, Repeša, nello specifico, ha dovuto fare a meno nella competizione domestica di ben cinque giocatori chiave del suo roster, quali Alex Stein e Jakov Mustapić nel parco guardie, Tomislav Buljan, Domagoj Proleta e Matej Bošnjak nel reparto lunghi.

“Sono contento di essere riuscito a portare a casa risultati importanti. Oltre a quanto fatto in Coppa Ćosić e in Premijer Liga, siamo arrivati a sole due vittorie dalla zona playoff in Lega Adriatica, nella quale tutti ci davano per spacciati. Il segreto? La comunicazione. Ho parlato tanto con i giocatori per tenerli sempre sul pezzo, malgrado una situazione societaria alquanto complicata” ci ha spiegato Repeša.

Al posto di Damir Mulaomerović alla Cedevita

Nella prossima stagione, il trentaduenne allenatore di Zagabria guiderà un’altra compagine della capitale di Croazia. La Cedevita Junior, infatti, ha voluto puntare proprio su Repeša per avviare, sia nella Premijer Liga croata, che nella Seconda Lega Adriatica, una fase nuova, con aspettative e budget incrementati, e con un focus sempre improntato allo sviluppo di giovani talenti.

Repeša, nello specifico, prenderà le redini di una compagine che, nelle ultime due stagioni, è stata allenata da Damir Mulaomerović. Il quale, per mezzo di una spiccata vocazione annotatrice, ed un gioco basato fortemente sulle guardie, ha portato la Cedevita ai playoff in Premijer liga per due edizioni di fila.

“La mia Cedevita giocherà in maniera diversa – ci ha illustrato Repeša -. Faremo meno difesa a zona e più pressing a tutto campo. Avremo un centro di stazza capace di giocare in post basso e di punire i cambi difensivi sistematici degli avversari. Questo ci permetterà di dare la palla dentro più spesso. Abbiamo già giovani interessanti da cui partire, ai quali aggiungeremo almeno quattro giocatori di esperienza”.

A scuola da Danijel Jusup

Oltre alla qualità ed alla velocità con la quale la carriera da head coach di Repeša si sta sviluppando, interessante è anche la ragione che ha portato il professionista nativo di Zagabria a smettere di giocare per diventare allenatore, alla giovanissima età di soli venti anni.

Come Repeša stesso ci ha raccontato, tutto è iniziato quando, rimasto senza una squadra per la quale giocare, Danijel Jusup lo ha chiamato allo Zagreb come suo vice nel 2012, fornendogli l’opportunità di muovere i primi passi di un ambito che, alla fine, sarebbe diventato il suo sbocco professionale.

“Dopo dopo avere vinto il campionato italiano Under 19 con la Benetton Treviso di coach Adriano Vertemati, in una finale epica contro la Mens Sana Siena di Amedeo Tessitori, sono andato in Bosnia, ma la squadra, dopo una stagione, si è sciolta. Jusup mi ha così proposto una collaborazione non retribuita che, tuttavia, mi ha permesso di lavorare a fianco di uno degli allenatori di maggior successo in Croazia” ha illustrato Repeša.

In Fossa da ‘cinno’ a seguire papà Jasmin e Gianluca Basile

Prima della parentesi croata, Repeša si è affermato sul panorama cestistico europeo in Repubblica Ceca al Pardubice, con il quale, in due stagioni, ha vinto una medaglia di bronzo nel campionato nazionale, ed ha raggiunto una finale di Coppa Alpe-Adriatica contro i Patrioti Levice dell’attuale centro della Fortitudo Bologna Deshawn Freeman.

Proprio la Fortitudo è un club al quale Repeša è fortemente legato, non solo per avervi giocato nelle giovanili negli anni in cui papà Jasmin allenava la prima squadra. I successi della Effe di quegli anni, dallo scudetto e la supercoppa del 2005, fino alla qualificazione alla Final Four di Eurolega nel 2004, senza contare le tante finali disputate tra il 2003 ed il 2006, sono ricordi che il trentaduenne allenatore di Zagabria porta ancora con sé.

“Mio papà era il coach, ma io le partite casalinghe le seguivo in alto in Fossa, assieme ai miei compagni delle giovanili. A pensarci ho ancora i brividi. Se dovessi scegliere un giocatore che mi ha lasciato il segno dico Gianluca Basile: la sua etica di lavoro, sempre tesa a dare il massimo, la uso come esempio per gli atleti che alleno, affinché puntino a migliorarsi di continuo con umiltà e determinazione” ci ha raccontato Repeša.

Teoman Alibegović perno della ‘nuova Fortitudo’

Oltre che per i ricordi, la Fortitudo è una realtà che ricopre un aspetto molto importante nella vita professionale di Repeša, che è sempre aggiornato su risultati e risvolti della Effe scudata. Per la quale, in maniera per nulla celata, il coach della Cedevita nutre una grande simpatia, fortificata dalla presenza, in società, di Teoman Alibegović.

“Teoman è un amico, una persona per bene dapprima sul lato umano, e poi anche su quello cestistico. Lui è super, conosce il basket molto bene, ed è capace di apportare un contributo notevole alla costruzione della squadra. Quest’anno, sia Alibegović, che coach Attilio Caja hanno fatto davvero molto bene, soprattutto in materia di costruzione del roster” ha dichiarato Repeša.

“Ricordo qualche stagione fa – ha continuato il trentaduenne nativo di Zagabria – quando mio papà, di ritorno alla Fortitudo nel 2022, se ne è andato dopo poco tempo, con enorme rammarico, a causa di una situazione inaspettata, della quale rimase sorpreso in maniera decisamente poco positiva. Sono davvero contento che, ora, le cose vanno meglio”.

Il sogno Fortitudo

Per Repeša, la Fortitudo è, infine, sinonimo, o più propriamente auspicio, di sviluppo professionale. Come a noi confessato, il coach trentaduenne, pur essendo concentrato anima e corpo sulla sua Cedevita, considera l’Italia una realtà cestitica nella quale allenare per compiere un salto di qualità nella sua carriera da capoallenatore.

“Allenare la Fortitudo è il mio sogno – ha esclamato Repeša -. In generale, desidererei lavorare in Italia per misurarmi con una realtà molto complessa, stimolante ed altamente qualitativa, poco importa se in Serie A o in Serie A2. Se dovessi venire alla Effe, poi, tanto meglio: sarebbe la ciliegina sulla torta! Tuttavia, tengo i piedi bene per terra. Ora, penso solo ed esclusivamente alla Cedevita, con la quale il lavoro da fare è tanto”.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Dino Repeša. Credits: ABA League