Ci sono serate in cui il talento del singolo illumina il palcoscenico. E poi ci sono partite come questa, in cui a brillare è il collettivo. L’Italbasket travolge la Gran Bretagna 93-57 con autorità, personalità e continuità dal primo all’ultimo possesso. E per una volta — i nostri lettori ci perdoneranno — l’MVP non ha un nome e un cognome: l’MVP è la squadra.
La Nazionale di Luca Banchi prende il largo già nel primo quarto, alza il ritmo, difende forte, condivide il pallone (28 assist) e non si volta più indietro. Una prova di maturità e identità, il messaggio giusto da mandare alla concorrenza ma soprattutto a sé stessi. Perché vincere così significa sapere chi si è.
Certo, volendo cercare i numeri, i 19 punti di Nico Mannion spiccano nel tabellino. Leadership, iniziativa, gestione dei momenti. Ma sarebbe riduttivo fermarsi lì.
Ci sono state le prove di sostanza dei tre virtussini: Momo Diouf, presenza fisica e concretezza vicino a canestro; Saliou Niang, energia e versatilità; Nicola Akele, lavoro oscuro, rimbalzi e difesa. Prova e sostanza, appunto.
Ottimo anche l’esordio in azzurro di Giovanni Veronesi, 8 punti con personalità e senza timori. Buono il secondo tempo di Amedeo Della Valle, che ha acceso il perimetro quando serviva. E positiva la prova del giovane Luigi Suigo, che nella ripresa si è diviso i minuti con Amedeo Tessitori, rispondendo con presenza e attenzione.
Tutti dentro la partita. Tutti utili. Tutti positivi.
Questa è la fotografia più bella della serata: una squadra che sa correre, difendere, passarsi la palla e restare concentrata per quaranta minuti. Una squadra guidata da un allenatore che è riuscito a far rendere ognuno al meglio, senza forzature, dentro un sistema chiaro.
Ora però arriva il secondo atto: lunedì sera, a Livorno, ancora contro la Gran Bretagna. E la prestazione andrà replicata. Perché la continuità è il vero salto di qualità.
Ma intanto, per questa notte, l’MVP è scritto a caratteri cubitali: ITALIA.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Momo Diouf, Saliou Niang e Luigi Suigo, foto FIBA