La Virtus Bologna ha mantenuto intatto il fattore campo e si appresta a giocare gara3 al Taliercio avanti 2-0 nella serie. Un 2-0 maturato dopo 80 minuti non certo esaltanti e dove la compagine di Dusko Ivanovic ha fatto strabuzzare gli occhi. Il divario infatti tra gara1 e gara2 è stato piuttosto risicato e la Reyer Venezia – soprattutto nel secondo atto – ha persino assaporato il successo.
Poi i dettagli e il cinismo nel finale hanno fatto la differenza e sono venuti fuori sia i valori in campo che l’esperienza a giocare certi tipi di partite dei giocatori.
Ma anche gli accorgimenti nel corso delle gare stesse sono stati importanti. Uno di questi ha portato alla vittoria la Segafredo in gara2.
Per 35 minuti Mfioundu Kabengele è stato un vero e proprio rebus per la difesa bianconera. Il centro canadese della Reyer Venezia ha dominato il pitturato trovando la via del canestro anche con una certa facilità.
L’area era sua ed i pari ruolo della Virtus non riuscivano né a contrastarlo né a limitarlo.
Il suo apporto interno abbinato quello estero di Kyle Wiltjer hanno permesso all’Umana persino di andare sul +5 nel corso del terzo quarto.
Poi l’intuizione tattica di Ivanovic: rimettere in campo Momo Diouf che ha svolto un lavoro difensivo intelligente e allo stesso tempo molto efficace.
Il centro azzurro delle V Nere si è sposato da quello lagunare andando ad occupare l’area e lasciando Kabengele in una terra “di mezzo” dove si è trovato in grossa difficoltà. Insieme a questo gli altri difensori della Virtus stavano all’erta in aiuto tanto che sono riusciti ad intercettare tantissimi palloni nel quarto quarto. Fatto che ne scaturiva palle recuperate e contropiedi per punti facili.
E allora tutto ci fa pensare che questa sera al Taliercio per gara3 (con diretta su DAZN, DMAX ed Eurosport 1) la sfida si ripeterà. Per la Virtus Bologna partirà in quintetto Ante Zizic, ma Momo Diouf subentrerà e sarà un fattore.
Dall’altra parte Kabengele si metterà in proprio per il dominio dell’area e quindi provare ad allungare la serie.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Kabengele e Diouf, foto Ciamillo-Castoria