Ad un mese dall’inizio di questa nuova avventura diamo un giudizio su quanto fatto dalla Germani Basket Brescia in queste prime uscite stagionali .

L’annata a Brescia è cominciata con i soliti dubbi e tutte le perplessità del caso, dopo che in estate la partenza di Naz Mitrou-Long aveva lasciato un vuoto a quanto pare difficile da colmare. A rincarare la dose e ha mettere ancor più pathos in un estate già caldissima di suo ci ha pensato anche Amedeo Della Valle. L’azzurro di Alba ha lasciato tutti quanti col fiato sospeso vista la clamorosa stagione disputata, coronata col premio di MVP della regular season ’21-‘22. Doveva essere l’oggetto del desiderio di molti club italiani ed europei viste le mirabolanti prestazioni offerte insieme al compagno precedentemente nominato, ed invece. Invece ha deciso di non infrangere i cuori delle migliaia di tifosi bresciani che hanno sostenuto la squadra con calore e passione, ed è rimasto alla corte di patron Ferrari e coach Magro.

Sistemato il problema Della Valle, e dopo una campagna acquisti che ha visto arrivare all’ombra del Cidneo giocatori di valore, la stagione è iniziata a nostro avviso anche meglio di quanto pensato. Soprattutto in Europa. Da sempre è risaputo che le squadre rivoluzionate hanno bisogno di tempo per amalgamarsi, però per quanto visto finora, a Brescia possono essere soddisfatti.

Coach Magro ha apertamente detto che certe scelte della passata stagione non saranno più riproposte. La novità sta nella ripartizione dei minuti sul parquet dei suoi ragazzi in proporzione alle difficoltà della gara e al doppio impegno iniziale, campionato ed Eurocup. Visto un rooster più profondo, più qualitativo e con diversi nuovi elementi il discorso non fa una piega. Diciamo che qualcosa si è già potuto notare in queste prime uscite, soprattutto per quanto riguarda i quintetti iniziali sempre diversi a seconda dell’avversario di turno. Anche le rotazioni a partita in corso sono molteplici e vedono impiegati tutti gli uomini a disposizione; ciò permette al coach di Castefiorentino di sperimentare più soluzioni offensive e difensive.

Dicevamo prima del cammino Europeo iniziato in maniera positiva. Ebbene, alzi la mano chi aveva pronosticato che dopo tre giornate Brescia potesse già annoverare nel suo carniere due successi. Io penso nessuno, però la dimostrazione data dalla squadra in queste prime uscite è notevole. Dopo la sconfitta contro Badalona in trasferta, sono arrivate le vittorie contro Prometey in casa e con Ulm in Germania. Roboante la prima (+34 a fine gara), sontuosa la seconda dopo una sfida punto a punto terminata con la vittoria al supplementare, giocato in maniera superlativa.

Per quanto riguarda il campionato sono arrivati finora due successi, contro Scafati e Varese, e due sconfitte contro Milano e Brindisi. Per quanto riguarda le sconfitte, entrambi i match sono terminati con l’ultimo tiro a favore della Germani ed un solo punto di scarto a dividere le squadre. Entrambi i tiri, quello di Petrucelli ad Assago e quello di Caupain al PalaPentassuglia, sono usciti male dalle mani dei giocatori e di conseguenza non hanno raggiunto l’obbiettivo sperato. In più c’è un comun denominatore che accomuna le due gare. La mancanza di amministrare il vantaggio accumulato, ma se con Milano ci si può aspettare una rimonta, con Brindisi il black out avuto negli ultimi minuti medita vendetta. Capitolo vittorie leggermente diverso. Contro Varese, Brescia ha dovuto recuperare uno svantaggio di 16 lunghezze per poi imporsi grazie ad un sontuoso Petrucelli. Contro Scafati ha dovuto sudare le proverbiali 7 camicie, lottando per 40 minuti punto a punto, prima di strappare il successo negli ultimi istanti.

Di buono senza dubbio c’è che l’intesa della vecchia guardia coi nuovi arrivati sta crescendo. Lo dimostrano sopratutto le prestazioni di Caupain che piano piano si sta prendendo la leadership del gruppo, dote richiesta da coach Magro. Lo stesso vale anche per Massinburg (partito un po’ timido) Odiase ( che non avrà delle mani educatissime, ma uno strapotere fisico eccellente) e Cournooh. Anche Akele ha lasciato una buona impressione finora. Chiamato nel ruolo che fù di Eboua se la sta cavando egregiamente con un buon minutaggio, anche perché fare peggio del predecessore francamente era difficile. Di leggermente preoccupante sono la flessione avuta da Petrucelli nelle ultime uscite, dopo lo spumeggiante inizio, e la condizione di Della Valle che deve ancora crescere. Sarà difficile ripetere quanto fatto la passata stagione, ma per il ventinovenne azzurro deve essere questa la motivazione per trovare un posto nell’olimpo dei grandi.

In sostanza, il lavoro che coach Magro ed il suo staff devono svolgere è ancora ampio e difficilmente calcolabile, ma si è sulla buona strada. Voglio chiudere però con una frase che lo stesso coach disse dopo la sconfitta di Milano: “Se avremo l’umiltà di capire che è l’inizio di un percorso, sarò molto contento di questa serata”.

Se la squadra capirà il concetto di umiltà nel quotidiano si potranno fare grandi cose.

in foto: Troy Caupain (Ciamillo-Castoria)

Riccardo Chiorzi