Napoli in vetta alla seconda giornata di campionato. Almeno per una notte.
I partenopei rimontano dal -13 una grandissima UnaHotels che per lunghi tratti ha condotto nel punteggio e centrano il secondo successo su due uscite in LBA.
Merito, in gran parte, di uno scatenato Riccardo Rossato. L’ex capitano di Scafati annusa ancora aria di derby e infila 21 punti, 15 dei quali in appena 7 minuti di un primo quarto che chiude con 17 di valutazione.
I padroni di casa rispondono con 17 punti e 10 assist di un Jeff Dowtin che sale di colpi nel secondo tempo, oltre a 15 di Markel Brown che si rende fondamentale anche in difesa con almeno tre giocate fondamentali tra recuperi e falli in attacco provocati.
Ma il quid in più, ed è la vera svolta per i partenopei in questa stagione, sono gli italiani, da Jakimovski (17+10rb) e Caruso (15) a Spissu (12), Petrucelli e Faggian.
58 punti su 99 arrivano dal gruppo autoctono, come mai accaduto dal ritorno in LBA.
Napoli, dunque, dormirà in vetta almeno stanotte.
La nota stonata è il metro arbitrale e non perché favorisca l’una o l’altra squadra.
L’eccessiva fiscalità sui contatti ha il solo effetto di spezzettare il gioco ed irritare pubblico ed interpreti in campo. Che un match senza supplementari duri oltre due ore e mezzo dovrebbe far riflettere sulla direzione che si vorrà dare all’arbitraggio, specialmente in vista dei playoff.
LA CRONACA
I segnali di una partita lunga si hanno subito, in pochi istanti entrambe le squadre entrano in bonus, il pubblico non tarda a sottolineare il proprio disappunto.
Rossato si prende la scena, segna a ripetizione dal perimetro e propizia la fuga ospite (9-21).
Gli uomini di Repesa si scuotono a suon di canestri pesanti, colpiscono Jakimovski, Spissu e Faggian per rientrare sotto i 10 punti di ritardo (18-25), tuttavia concedono decisamente troppi rimbalzi offensivi.
Nel mentre il conto dei liberi a favore dell’UnaHotels lievita fino a 19, ben sfruttati da Rossato, Ogbeide e Thor; al 10′ è 23-34 per la Reggiana.
Non cambia il leit motiv nella prima metà del secondo quarto, Ogbeide sfrutta la precaria situazione falli degli omologhi partenopei per fare il bello ed il cattivo tempo; quando Visconti si alza dall’angolo per la tripla, la Reggiana tocca il massimo vantaggio (27-40).
Da lì, però, Napoli cambia volto. Caruso fa onore ai suoi gradi di capitano e dà il là alla rimonta partenopea.
Le maglie difensive si stringono, Brown e Seljaas si iscrivono alla partita ed il parziale di 10-0 che ne scaturisce rimette in scia gli azzurri (37-40).
Il sorpasso è questione di tempo, Spissu conferma la sua abilità balistica quando il pallone scotta e trova la tripla del 48-47, i liberi di Brown ed il fade away di Edwards fissano il punteggio di metà gara sul 50-49.
Sono ancora gli ospiti ad uscire più pimpanti dagli spogliatoi, Thor ed Echenique sono vispi e fatturano il sorpasso (51-54).
Napoli non ci sta e si riprende la testa con Seljaas e la tripla di Brown.
La sfida si accende, Uglietti centra il bersaglio grosso dall’angolo ma sale in cattedra Jeff Dowtin.
Il playmaker prodotto di Rhode Island fluttua in aria dalla media distanza ed è una sentenza con 4 punti in fila, dall’altra parte Visconti si prende e segna una tripla da distanza “Penberthyana” per pareggiare (60-60).
Gli azzurri, però, hanno inerzia e inanellano un nuovo break di 7-0 con Jakimovski e Brown protagonisti che vale il primo vantaggio di tre possessi (67-60) locale.
Sembra il preludio della fuga, ma la Reggiana resta connessa alla partita ed al talento di Rossato che inventa e trasforma un gioco da 4 punti senza equilibrio (71-68).
È il segnale che coach Priftis voleva, Napoli riallunga con la tripla frontale di Faggian (76-71), la UnaHotels reagisce riscoprendo un Jaylen Barford fino a quel momento notato per la sua assenza.
Da ectoplasma a guida nella riscossa, la trasformazione dell’ex Pesaro e Cremona costruisce il parziale di 6-0 che conclude con palla rubata e contropiede, tanto serve per girare l’ultima boa con un punto di vantaggio (76-77).
Napoli tiene a bagnare con il successo l’esordio casalingo in campionato, Dowtin si carica la squadra sulle spalle segnando e servendo Caruso per riportare gli azzurri davanti (80-79), anche Seljaas trova un lampo offensivo con il canestro pesante che vale il +4 ed un ennesimo parzialino di 7-0.
La partita si fa emozionante, anche se troppo spesso annacquata da fischi fin troppo fiscali che la spezzettano, l’ennesima svolta potrebbe darla Uglietti, grande ed indimenticato ex della serata, che piazza il canestro dell’88-89; sarà, invece, l’ultimo vantaggio ospite.
Brown indossa la divisa da lavoro e sradica letteralmente ogni pallone che transita nelle sue vicinanze, poi è glaciale con i liberi del sorpasso, Petrucelli mette il turbo in penetrazione e Napoli scappa (94-89) all’alba dell’ultimo minuto.
Sembra finita ma Barford ha ancora qualcosa da dire e lo fa con il canestro da ben oltre il perimetro per il -2, Severini spreca dalla lunetta segnando solo un libero ma a 17″ dalla sirena è tutto in bilico (94-93).
Ed il finale è quasi surreale. Reggio Emilia fa subito fallo su Dowtin che sbaglia il secondo libero; la carambola finisce in mani partenopee e la palla viene nuovamente affidata all’esterno di Upper Marlboro (Maryland) che si guadagna altre due chances a cronometro fermo; la sua mano non trema, 4 punti in fila regalano il successo.
MVP: Guglielmo Caruso (Napoli Basketball)
Come Tarczewski incappa subito in problemi di falli. Risponde da giocatore maturo, da capitano, ed incide su ambedue i lati del campo. Almeno due difese magistrali, anche se rischiose.
Da Rivedere: JT Thor (UnaHotels Reggio Emilia)
Ha accoppiamenti favorevoli ma non li sfrutta, nemmeno quando Napoli deve rimpicciolire il quintetto.
Pagelle
Napoli Basketball
Spissu 6,5; Seljaas 5,5; Dowtin 7; Faggian 7; Petrucelli 6; White ne; Brown 7, Jakimovski 7 5; Tarczewski 5; Caruso 7,5; Ramsey ne.
All. Repesa 7.
UnaHotels Reggio Emilia
Barford 6; Edwards 7; Thor 5; Rossato 8; Visconti 6,5; Manfredotti ne.; Uglietti 7; Severini 6; Echenique 5,5; Ogbeide 6,5.
All. Priftis 6.
QUI le statistiche del match.