Oklahoma City Thunder 115-122 San Antonio Spurs dopo 2OT (0-1 nella serie)
Le finali della Western Conference iniziano con il botto: Oklahoma City Thunder e San Antonio Spurs danno vita ad un match indimenticabile, terminato dopo ben 58 minuti di gioco. I texani devono fare a meno di De’Aaron Fox per un problema alla caviglia rimediato in gara 4 contro i Minnesota Timberwolves, mentre i padroni di casa ritrovano Jalen Williams dopo sei gare ai box. Gli ospiti partono con il piede sull’acceleratore e sfruttano la “ruggine” degli avversari, fermi da più di una settimana dopo il 4-0 rifilato ai Lakers. La tattica difensiva degli Spurs è chiara: che ci battano tutti, ma non Shai Gilgeous-Alexander, costantemente raddoppiato. Il canadese fatica terribilmente a prendere ritmo, ma libera spazi enormi ai compagni e Alex Caruso ne approfitta: 31 punti dalla panchina per l’ex Bulls.
La mossa di coach Johnson, però, paga: OKC, nonostante le molteplici triple con spazio, tira male nel primo tempo e San Antonio più chiudere ulteriormente l’area all’MVP. In attacco gli ospiti possono contare su una prestazione storica di Victor Wembanyama (41+24 rimbalzi con 14/25 dal campo), sulla prova da veterano del rookie Dylan Harper (24+11 rimbalzi e 7 recuperi, unico rookie a mettere queste cifre oltre a Magic Johnson) e su Stephon Castle (17+11 assist), anche se quest’ultimo colleziona un record negativo: le 11 palle perse di gara 1 sono il massimo per un giocatore in maglia neroargento ai playoff. I texani toccano anche il +10, ma non riescono a scappare perché i Thunder hanno molte armi: Jalen Williams ne mette 26, Caruso continua a martellare dal perimetro (8/14) e i campioni in carica vanno addirittura a +1 a 1.50 dalla sirena del quarto periodo.
Negli ultimi due minuti succede di tutto: prima Julian Champagnie (11) infila una super tripla dall’angolo, poi Williams pareggia i conti con un floater dal centro dell’area. Harper si guadagna e segna due tiri liberi, ma Shai risponde con la stessa moneta e si ritorna pari. Coach Johnson chiama timeout e affida la palla a Wemby, il francese si gira e trova un canestro molto difficile, riportando gli ospiti avanti. Daigneault imita il collega, disegna uno schema perfetto per SGA che, dopo aver battuto Castle, trova l’appoggio del pareggio a 3 secondi dal termine. Il numero 1 degli Spurs prova a vincerla sulla sirena, ma l’eterno rivale Chet Holmgren (8 punti) arriva in aiuto e cancella la sua soluzione con una stoppata: si va ai supplementari.
Nel primo prolungamento la stanchezza si fa sentire: fioccano palle perse da una parte e dall’altra, ma è perfettamente normale vista l’aggressività delle due difese. Gli Spurs segnano i primi quattro punti con Castle e Wembanyama, i Thunder rispondono con un parziale di 7-0 firmato da Caruso, Williams e Shai, che trova l’ultimo canestro della sua gara. Il canadese chiude con 24+12 assist, ma con un pessimo 7/23 al tiro e 4 palle perse: la difesa di San Antonio ha lavorato molto bene su di lui. Jalen Williams, a 30 secondi dalla fine, sbaglia un jumper dalla media per chiudere i conti, gli ospiti vanno in contropiede con Castle che serve il pallone a Wembanyama poco dopo il centrocampo: l’alieno francese si alza tra l’incredulità del pubblico, tira da tre punti alla Steph Curry e straccia la retina per il clamoroso pareggio.
La replica finale è affidata nuovamente a ‘J–Dub‘, ma il suo tiro trova solamente il ferro e gli Spurs riescono a chiamare timeout con 7 decimi sul cronometro. La rimessa è disegnata per un tap-in di Castle, ma il solito Caruso intercetta il passaggio e manda la partita al secondo overtime. Nonostante le rotazioni più lunghe dei campioni in carica, i texani sembrano più freschi e, ancora con Wemby (9 punti nel secondo supplementare), piazzano l’allungo decisivo. Dylan Harper (4 punti e 2 assist negli ultimi 5 minuti) è un ottimo supporto per il francese e la difesa dei neroargento cancella ogni speranza dei padroni di casa. Il Defensive Player of the Year mette il punto esclamativo sulla vittoria degli Spurs: prima schiaccia al volo per il +6, poi piazza una stoppata mostruosa su Williams e chiude definitivamente il match.
Abbiamo assistito alla partita più bella dell’anno, probabilmente una delle migliori di sempre per livello difensivo, intensità su entrambe le metà campo e talento delle squadre. Il primo vantaggio nella serie va agli Spurs, ma ci aspettiamo una sfida molto lunga: Gilgeous-Alexander risponderà da MVP, De’Aaron Fox dovrebbe rientrare presto e il livello dei due roster è molto simile. Se il buongiorno si vede dal mattino, ci aspetta una finale della Western Conference indimenticabile.
Nell’immagine: Victor Wembanyama schiaccia sul contrasto di Shai Gilgeous-Alexander e Chet Holmgren
Credit photo: San Antonio Spurs (Facebook)