Abbiamo assistito a una notte di grande pallacanestro nelle semifinali di conference NBA. I San Antonio Spurs, trascinati da un Victor Wembanyama onnipotente, espugnano il Target Center e si riprendono il fattore campo nella serie: 2-1 per i texani contro i Minnesota Timberwolves. Ad est, invece, non c’è partita: i New York Knicks, privi di OG Anunoby, sbancano il parquet di Philadelphia e si guadagnano il 3-0. I 76ers sono ad un passo dall’eliminazione: il ritorno di Joel Embiid non basta per fermare Jalen Brunson e compagni.

Minnesota Timberwolves 108-115 San Antonio Spurs (1-2 nella serie)

Al Target Center di Minneapolis è andata in scena una delle partite più belle di questa post season. I San Antonio Spurs infliggono la prima sconfitta casalinga ai Minnesota Timberwolves e conquistano il vantaggio nella serie, riprendendosi il fattore campo. Primo quarto stranissimo: i texani volano subito sul +15, con Minnie che segna il primo canestro dal campo dopo sette minuti di gioco. Da quel momento in poi, però, si incendia Anthony Edwards: 13 punti nei primi 12 minuti e parziale di 19-5 per rimettere a posto le cose. Dal secondo periodo è battaglia vera: nessuna delle due squadre riesce a scappare davvero, ma sono gli ospiti a mantenere un minimo vantaggio.

Nell’ultimo quarto, però, Victor Wembanyama scende dalla navicella spaziale e comincia a dominare il match: 16 dei suoi 39 punti totali arrivano nei minuti finali, in cui ha dovuto giocare con 5 falli. La fase offensiva è solo la punta dell’iceberg del gioco del francese: diventa il quarto giocatore dopo Shaquille O’Neal, Hakeem Olajuwon e Kareem Abdul-Jabbar a chiudere una gara con 35+ punti, 15+ rimbalzi e 5+ stoppate, ma l’unico a farlo con meno di 20 tiri (13/18). Il centro degli Spurs contesta tutti i tentativi degli avversari e le percentuali di Jaden McDaniels (17 con 5/22 dal campo) e di Julius Randle (12 con 3/12) sono lì a testimoniarlo. Per coach Johnson arrivano buone indicazioni anche da De’Aaron Fox (17) e da Stephon Castle (13+12 assist) che, nonostante la brutta serata nelle conclusioni (3/11), dimostra tutta la sua maturità e si rende utile alla causa.

Ai Wolves non bastano i 32 punti di un Anthony Edwards commovente, rimasto in campo per ben 40 minuti nonostante le limitazioni imposte dallo staff tecnico per il suo infortunio. Naz Reid contribuisce con 18 dalla panchina, mentre Ayo Dosunmu si ferma a 11: Minnesota ha dato tutto quello che aveva, ma non è bastato. Gara 4 sarà fondamentale per i ragazzi di coach Finch: perderla significherebbe, molto probabilmente, sventolare la bandiera bianca.

Philadelphia 76ers 94-108 New York Knicks (0-3 nella serie)

I New York Knicks sono una squadra in missione: sesta vittoria consecutiva in questi playoff, la terza contro i malcapitati Philadelphia 76ers, che cedono anche davanti ai propri tifosi. Gli ospiti si presentano nella città dell’amore fraterno senza OG Anunoby, out per un lieve stiramento al bicipite femorale, ma possono comunque contare sul solito Jalen Brunson (33 punti) e su un Mikal Bridges (23) rinato nelle semifinali di conference. Karl-Anthony Towns (8) fatica a rimanere in campo per problemi di falli, ma coach Brown trova risposte anche dalla panchina: 15 punti per Landry Shamet e un ottimo rientro per Mitchell Robinson, che riesce a contenere Joel Embiid (18 con 7/17).

Il rientro del proprio centro non permette comunque ai ragazzi di coach Nurse di strappare il successo: dopo un primo tempo equilibrato, i 76ers si spengono e non riescono a reggere l’urto degli avversari. Paul George è il simbolo del match a due facce disputato da Phila: 15 punti praticamente nel primo quarto, poi solo errori nel resto della gara. Kelly Oubre Jr. è il top scorer con 22, Tyrese Maxey ne segna 17 ma viene ben contenuto dalla difesa, mentre VJ Edgecombe si ferma a 11. I Knicks volano sul 3-0 e vedono le finali di conference: quest’anno sembrano avere tutte le carte in regola per vincere almeno la Eastern Conference.

Nell’immagine: Victor Wembanyama                Credit photo: San Antonio Spurs (Facebook)