Notte NBA senza grandi sussulti, con tutte le favorite che portano a casa la propria partita. L’unico upset è quello dei Pelicans sui Mavericks: New Orleans allunga la propria striscia vincente a 5 successi, la più lunga attualmente nella lega. Cleveland e Boston conquistano, a fatica, i match contro Charlotte e Indiana, mentre Denver asfalta Utah con la solita tripla doppia di Jokic. Nelle ultime tre gare rimanenti: Oklahoma City continua il suo percorso netto in casa e sconfigge Memphis, Golden State si sbarazza dei Magic e Detroit tenta la fuga in vetta alla Eastern Conference grazie al successo sui Trail Blazers.
Oklahoma City Thunder 119-103 Memphis Grizzlies
Se i Thunder sono inciampati qualche volta in trasferta, lo stesso non si può dire per le partite davanti ai propri tifosi. Contro i Grizzlies arriva la quattordicesima vittoria in altrettanti incontri: il Paycom Center è un vero e proprio fortino. In un match contraddistinto dalle assenze (8 per parte, con nomi importanti come Morant, Edey, Holmgren, Caruso e Hartenstein), viene fuori la maggior profondità dei padroni di casa, che amministrano tranquillamente il vantaggio in doppia cifra conquistato nel primo tempo. Shai è il miglior marcatore con 31 punti, seguito a ruota da Jalen Williams con 24, mentre Memphis manda 6 giocatori in doppia cifra ma non riesce ad arginare l’attacco avversario. OKC continua a giocare un campionato a parte: 26 vittorie nelle prime 29 gare è un ruolino di marcia davvero impressionante.
Golden State Warriors 120-97 Orlando Magic
I Warriors trovano la seconda vittoria consecutiva e lo fanno in bello stile, abbattendo gli Orlando Magic. I californiani fanno la differenza nel quarto periodo: 31-14 il parziale, con gli ospiti mai in grado di rispondere alle fiammate di Curry e compagni. Steph chiude con 26 punti, Butler e Moody combinano per altri 41 e Podziemski ne aggiunge 16 dalla panchina: l’attacco ha funzionato senza dubbio. Golden State torna ad un record pari (15 successi e 15 sconfitte), ma il nervosismo di questa squadra è ben visibile: duro diverbio tra Green e coach Kerr durante un timeout, con il numero 23 che addirittura va direttamente negli spogliatoi, senza tornare. La sensazione è che questo gruppo sia a fine ciclo: attualmente non hanno le armi per competere per il titolo. I Magic, invece, si sciolgono completamente alla distanza: la difesa, che era il vero punto forte del roster nello scorso anno, sta cominciando a scricchiolare; coach Mosley ha tanto lavoro da svolgere.