Notte piena di colpi di scena in NBA. Partiamo dall’unico match che si è disputato nella prima serata di ieri: a Berlino, i Magic hanno sconfitto i Grizzlies dopo una brutta partenza. I Pistons continuano la loro cavalcata in vetta e battono anche i Suns, mentre i Knicks, senza Brunson, perdono a San Francisco. Il duello tra Wemby e Giannis viene vinto dal francese: gli Spurs si rimettono in marcia, situazione tesa in casa Bucks. I Celtics hanno la meglio degli Heat e si prendono il secondo posto nella Eastern Conference, i Blazers mantengono il ritmo play-in sconfiggendo gli Hawks e i Mavs, nonostante le assenze di Davis e Flagg, sorprendono i Jazz. Nelle ultime gare: i Thunder schiantano i Rockets a domicilio, mentre i Lakers deludono ancora e vengono spazzati via dagli Hornets.

San Antonio Spurs 119-101 Milwaukee Bucks

Altra figuraccia dei Bucks che, sul campo degli Spurs, toccano anche il -39, certificando un momento di crisi nerissima. I padroni di casa dominano per tre quarti, poi mandano in campo le riserve e gestiscono il vantaggio con estrema tranquillità. Victor Wembanyama, con il nuovo look, piazza 22 punti, 10 rimbalzi e 2 stoppate, mentre Giannis Antetokounmpo si ferma a 21 e 5 rimbalzi. La difesa dei texani stritola completamente l’attacco avversario: con in campo i titolari, i Bucks hanno segnato 69 punti in tre quarti. 6 uomini in doppia cifra per coach Johnson: oltre a Wemby, ci sono i 19 di Stephon Castle, i 18 di De’Aaron Fox, i 13 di Julian Champagnie e Dylan Harper e i 10 di Luke Kornet. Con questa vittoria, San Antonio si rimette a pari record con i Denver Nuggets al secondo posto, mentre Milwaukee rimane fuori dalla zona play-in.

Houston Rockets 91-111 Oklahoma City Thunder

Houston, we have a problem. I Rockets vengono completamente annichiliti dai Thunder, tornati al top nell’ultima settimana. Il quarto periodo è decisivo: 34-16 in favore dei ragazzi di coach Daigneault. I padroni di casa non trovano risposte contro la difesa di OKC e tirano malissimo: 33.7% dal campo e un pessimo 29.2% dall’arco, sintomo di una fase offensiva particolarmente deficitaria. Il miglior marcatore per i texani è Kevin Durant con 19, seguito dai 17 di Jabari Smith Jr. e dai 14+13 rimbalzi di Alperen Sengun. Gli ospiti, nonostante la serataccia di Jalen Williams (6 punti con 2/11 al tiro), trovano il solito ventello di Shai Gilgeous-Alexander, i 18 di Chet Holmgren e i 17 dalla panchina di Ajay Mitchell, vero sesto uomo di lusso per questa squadra. Houston rimane sesta a causa della sconfitta contemporanea dei Suns, ma con questo ruolino di marcia sarà difficile qualificarsi direttamente ai playoff.

Los Angeles Lakers 117-135 Charlotte Hornets

I Lakers continuano a non difendere e vengono demoliti dagli Hornets alla Crypto.com Arena. I gialloviola partono forte (39-30 nel primo quarto), poi si spengono e gli ospiti ne approfittano, chiudendo il primo tempo sopra di 9. Nella ripresa le cose non cambiano: Charlotte segna 71 punti, trascinata dai 30+11 assist di Lamelo Ball, dai 26 di Brandon Miller e dai 25 di Miles Bridges. Nei Lakers Luka Doncic (39 punti) e LeBron James (29) tengono a galla l’attacco, ma la difesa è impresentabile: 54% dal campo e 46.5% da tre concesso agli avversari. I losangelini continuano ad allontanarsi dai primi quattro posti della Western Conference e hanno solo una partita di vantaggio sulla zona play-in: con il 18esimo defensive rating della lega, non si va lontano, soprattutto nella post season.

Golden State Warriors 126-113 New York Knicks

I Knicks, orfani di Jalen Brunson, provano a sorprendere i Warriors con un avvio fulminante (+17 nel primo quarto), ma Golden State non si fa impressionare, rimonta e poi conduce la partita senza grandi patemi. Jimmy Butler e Stephen Curry affondano gli ospiti: 32 punti per l’ex Miami Heat, 27 punti per il miglior tiratore della storia NBA. Importantissimi per coach Kerr anche i 21 di Moses Moody e i 19 dalla panchina di Brandin Podziemski. OG Anunoby e Miles McBride guidano New York con 25 punti a testa, Mikal Bridges ne aggiunge 20 e Karl-Anthony Towns mette a referto una doppia doppia da 17+20 rimbalzi, ma la difesa di coach Brown (ex assistente di Kerr) continua a scricchiolare e a concedere tanto agli avversari. Golden State vive un ottimo momento, con 10 vittorie nelle ultime 14, mentre i Knicks, dopo il successo nell’NBA Cup, si sono completamente inceppati.

Detroit Pistons 108-105 Phoenix Suns

Partita durissima tra Detroit e Phoenix. Gli ospiti, senza Devin Booker, vendono cara la pelle e chiudono il primo tempo in vantaggio grazie ad un Grayson Allen infuocato (33 alla sirena finale per lui). Nella ripresa si sporcano le percentuali, con la difesa dei Pistons che sale in cattedra e che concede solamente 15 punti agli avversari nel quarto periodo. Phoenix prova l’ultima preghiera allo scadere per pareggiare, ma la tripla di Allen colpisce solo il tabellone e i tifosi possono festeggiare. Serata difficile al tiro per Cade Cunningham (3/16), ma arriva comunque una doppia doppia da 10+11 assist. Sei giocatori oltre i dieci punti per coach Bickerstaff, guidati dai 19 di Duncan Robinson. I Pistons mantengono la vetta della Eastern Conference e allungano sui Knicks, mentre i Suns perdono l’occasione di scavalcare i Rockets al sesto posto ad ovest.

Gli altri risultati:

Orlando Magic 118-111 Memphis Grizzlies (top scorer: Paolo Banchero 26 – Jaren Jackson Jr. 30)
Miami Heat 114-119 Boston Celtics (Norman Powell 26 – Anfernee Simons 39)
Dallas Mavericks 144-122 Utah Jazz (Klay Thompson 26 – Brice Sensabaugh 27)
Portland Trail Blazers 117-101 Atlanta Hawks (Shaedon Sharpe 24 – Onyeka Okongwu 26)

Credit photo: San Antonio Spurs Facebook