Anche l’All-Star Weekend 2026 è in archivio. La tre giorni di Los Angeles, nella splendida cornice dell’Intuit Dome, non è stata indimenticabile, ma ci ha lasciato comunque qualche emozione. I dubbi sui cambi di format erano tanti, ma la sfida domenicale è stata sicuramente più piacevole rispetto a quelle delle passate edizioni. Anche i rookie e i sophomore, nella Rising Stars Challenge di venerdì, ci hanno dato dentro, mentre la gara delle schiacciate di sabato è stata particolarmente deludente. Andiamo ad analizzare ogni giornata del weekend in questo recap.
Venerdì: Rising Stars Challenge
Nonostante qualche assenza pesante come quella della prima scelta del draft 2025 Cooper Flagg, la Rising Stars Challenge ci ha fatto divertire. Il format è molto semplice: quattro squadre che si affrontano in due semifinali ai 40 punti, con le due rispettive vincitrici che si sfidano in una finale ai 25. I quattro roster prendevano il nome dei propri allenatori: Austin Rivers, Carmelo Anthony, Vince Carter e Tracy McGrady. Nella prima gara, il team Melo ha avuto la meglio del team Austin con il punteggio di 40-34, mentre nella seconda i ragazzi di Vince Carter hanno battuto quelli di McGrady 41-36. L’atto conclusivo del venerdì è stato molto equilibrato, con un match finito punto a punto: il Team Vince ha sconfitto il Team Melo per 25-24 grazie ai due liberi decisivi di VJ Edgecombe. Il rookie dei Philadelphia 76ers ha vinto anche il premio di MVP della Rising Stars Challenge.
Sabato: Three-Point Contest, Shooting Stars e Slam Dunk
Nella serata di sabato non ci sono partite, ma gli atleti si sfidano in diverse discipline. La gara più appassionante, senza dubbio, è quella del tiro da tre punti, con alcuni dei migliori specialisti della lega. Tra i partecipanti figuravano Bobby Portis (Bucks), Norman Powell (Heat), Donovan Mitchell (Cavs), Kon Knueppel (Hornets), Tyrese Maxey (76ers), Devin Booker (Suns), Damian Lillard (Blazers) e Jamal Murray (Nuggets). Il rookie di Charlotte, la guardia di Phoenix e il playmaker del Blazers hanno conquistato un posto in finale e proprio Lillard l’ha spuntata con 29 punti. L’ex giocatore dei Bucks vince il contest per la terza volta: l’unico giocatore a riuscirci insieme a Larry Bird e Craig Hodges.
Lo Shooting Stars, invece, è una novità di questo All-Star Weekend: la sfida consiste in una gara di tiro a tempo da diverse posizioni, con delle squadre formate da due giocatori NBA + una stella del passato. Non una challenge indimenticabile: la vittoria è andata al Team Knicks formato da Jalen Brunson, Karl-Anthony Towns e Allan Houston.
A proposito di prestazioni scadenti, la gara delle schiacciate 2026 non ci ha fatto proprio emozionare. I partecipanti erano Jaxson Hayes (Lakers), Carter Bryant (Spurs), Jase Richardson (Magic) e Keshad Johnson (Heat). Dopo un primo round abbastanza triste, i giocatori di San Antonio e Miami sono arrivati in finale. Bryant ci ha regalato l’unica schiacciata degna di nota nel primo tentativo, ma non ha concluso la seconda, regalando la vittoria a Johnson.
Domenica: All-Star Game
Nuovo cambio di format adottato dall’NBA: tre squadre che si sfidano in un triangolare, con le migliori due che accedono alla finale decisiva. Ogni “partita” dura 12 minuti e non c’è un punteggio limite. I tre roster erano composti in questo modo: Team World, con giocatori non americani, Team Stars, con atleti USA più giovani e Team Stripes, composto dai veterani NBA statunitensi. La prima sfida tra il resto del mondo e i giovani è finita addirittura all’overtime (la prima squadra ad arrivare a 5, vince), con Victor Wembanyama che ha giocato come se fosse una gara di Regular Season ed è riuscito a trascinare (in parte) gli altri ragazzi in campo. Alla fine l’hanno spuntata gli americani con la tripla decisiva di Scottie Barnes.
Nella sfida tutta a stelle e strisce, i veterani hanno vinto 42-40 con la tripla sulla sirena di De’Aaron Fox, mentre nella vittoria sul Team World il migliore è stato un Kawhi Leonard scintillante da 31 punti. La finale, quindi, è stata una faccenda tutta americana, ma non c’è stata competizione: i giovani hanno dominato la sfida, vincendo 47-21. Anthony Edwards ha vinto il premio di MVP della competizione, ma ci sentiamo di assegnarlo moralmente a Wemby: se abbiamo visto qualche azione vera di pallacanestro, il merito è del francese.
Credit photo: Minnesota Timberwolves (Facebook)