Sono i campioni in carica. Anzi, se guardiamo solo al nuovo millennio non c’è nessuno che abbia vinto più dei quattro titoli portati a casa dagli Huskies: North Carolina e Duke, le due grandi rivali della Tobacco Road, si fermano si fermano infatti a tre ciascuna, rispettivamente nel 2005, 2009 e 2017 e nel 2001, 2010 e 2015.

Negli ultimi vent’anni Connecticut si è dunque guadagnata uno spazio rilevante nella nobiltà cestistica universitaria, a prescindere dal fatto che, guardando chi ha militato tra le sue fila, quelli che inseribili tra i più grandi di sempre sono forse solo Ray Allen e Richard Hamilton. I quali peraltro a questo ciclo di vittorie non hanno preso parte, visto che il primo terminò la sua carriera collegiale nel 1996, mentre il secondo fece giusto in tempo a portare a casa la prima vittoria in assoluto di Connecticut, nel 1999.

Segno evidente che, per mettere la testa davanti a tutti, a Storss hanno sempre prediletto la scelta accurata di uomini funzionali, rispetto al reclutamento selvaggio di prospetti già con la testa alla NBA. Il ché ovviamente non significa che a vestire la maglia degli Huskies siano stati solo dei carneadi, ma che, semplicemente, si sono scelti elementi che potessero combinarsi al meglio durante la loro permanenza a UConn.

Logica che verosimilmente è stata tenuta in considerazione anche nella composizione del roster del 2023/2024, che rispetto alla cavalcata della passata stagione ha perso pedine importanti come gli esterni Andre Jackson Jr. e Jordan Hawkins, e il lungo Adama Sanogo. Il posto di quest’ultimo è stato preso da Donovan Clingan, che però caratteristiche molto diverse: più alto (2.18 contro i 2.06 del maliano attualmente ai Bulls), meno atletico ma più portato alla stoppata, grazie soprattutto alla rilevante taglia fisica.

Accanto a lui evoluisce Alex Karaban, abile nel trovare punti tagliando in profondità in area quando il collega esce per bloccare, e dotato al tempo stesso di un preciso tiro da fuori. Che è altresì una delle armi preferite del transfer da Rutgers Cam Spencer, funambolica guardia che, oltre alla conclusione personale, ha anche il vizio dell’assist.

È lui, finora, il top scorer degli Huskies, mentre il secondo posto è appannaggio di Tristen Newton, primo invece per minuti. La guardia texana ha una falcata da fondista in grado di spezzare molte difese, un’invidiabile gamma di finte e un rilascio rapido davvero letale. Unendo questo già interessante mix all’esplosività quasi “schizofrenica” del play Solomon Ball, ecco che l’ipotesi di un back-to-back non è poi così peregrina.

 

Luigi Ercolani