“Per come abbiamo approcciato la gara questa sera, contro qualsiasi altra squadra avremmo vinto. Noi abbiamo giocato bene, loro meglio“. Si potrebbe riassumere così – con le parole di Fabio Valentini nel post partita – il big match tra Udine e Cantù terminato 89-85 in favore dei bianconeri, ora sempre più primi. Ci si aspettava una gara intensa, equilibrata e dall’elevato tasso tecnico. Così, è stato. Davanti a un PalaCarnera completamente sold out, i biancoblù – nonostante la sconfitta – hanno disputato una partita solida e vera. A fare la differenza, soprattutto nel primo tempo, è stato il tiro da tre punti: Udine ha concluso la gara con 19/44 dall’arco. Il quintetto “piccolo” di Vertemati contro l’orgoglio canturino: andati anche in vantaggio negli ultimi minuti di gara, è mancata la lucidità nelle scelte e lo strappo finale per allungare e chiudere la gara. Se Udine continua a essere proiettata verso l’alto (+6 da Rimini e +8 dalla squadra di coach Nicola Brienza), dall’altra parte Cantù combatte per il miglior posizionamento nei playoff. Consapevoli che, giocando con questa intensità, allora l’obiettivo sarà sicuramente alla portata.

La legge dell’ex: Hickey infiamma il PalaCarnera e condanna (ancora) Cantù alla sconfitta

Forse, un Anthony Hickey così decisivo in carriera non lo avevamo mai visto. Come all’andata, la legge dell’ex colpisce ancora. Saranno 25 i punti del play americano, di cui almeno 10 segnati nei momenti clou della gara e con conclusioni oggettivamente fuori dal normale. Il tiro da tre è stata la costante di una gara che ha visto Udine fare ottime cose in transizione ma meno a difesa schierata. Dopo un primo tempo quasi perfetto, Cantù non ha mai dato la sensazione di mollare il colpo regalando un finale di gara punto a punto e in bilico fino agli ultimi secondi. Valentini, McGee e Moraschini fanno la voce grossa in attacco: Basile si vede e si sente a momenti alterni. Brienza ha così analizzato in conferenza stampa: “Abbiamo fatto quei famosi 20 giorni dove avevamo perso tante certezze, le abbiamo riprese con le tre vittorie. E venire a Udine e fare una partita così ci dà la spinta per raggiungere quello che è il nostro obiettivo”.

Cantù, perché questa sconfitta ha dato segnali positivi

Una squadra viva. Sotto tutti i punti di vista. Ancora una volta, sono stati i dettagli (anche a rimbalzo dove sono stati concessi due/tre possessi offensivi di troppo) a fare la differenza. Una sconfitta che pesa per la classifica e per la corsa alla promozione diretta, ma che non scalfisce le certezze di McGee e compagni. Brillante e sempre sul pezzo: giocando così, tutto è ancora possibile. Cantù c’è. Se non sarà dal primo posto, ora si farà il possibile per raggiungere l’obiettivo massimo passando per i playoff. Facendosi trovare pronti già a partire da domenica contro Rimini.

Lorenzo Bloise

Photo by Walter Gorini (fonte: Pallacanestro Cantù)