I playoff 2025/2026 di Serie A2 sono ufficialmente iniziati nella serata di giovedì, ma c’è ancora una serie sullo 0-0: stiamo parlando della sfida tra Victoria Libertas Pesaro e Dole Basket Rimini, il derby dell’Adriatico. L’avvicinamento al match, in terra marchigiana, è stato particolarmente turbolento: tante polemiche sull’impossibilità di disputare il primo appuntamento alla Vitrifrigo Arena, occupata dalle finali di Champions League di futsal. Gara 1, quindi, si giocherà stasera a Jesi, annullando il fattore campo per i ragazzi di coach Leka, mentre per gara 2 si tornerà alle consuetudini.
I precedenti stagionali
Al di là dei problemi organizzativi, il primo turno tra queste due squadre si preannuncia scoppiettante. In regular season, Rimini aveva stravinto il primo duello al PalaFlaminio, dominando sin dal primo tempo e concedendo solamente 65 punti agli avversari (86-65). I biancorossi, però, hanno cambiato pelle diverse volte durante l’annata, basti pensare che in quella sfida erano ancora presenti a roster Gerald Robinson e Mark Ogden, entrambi lontani dalla Romagna attualmente. Molto diverso il match di ritorno: la Vuelle si impose con il punteggio di 85-78, con il grande ex Jazz Johnson, arrivato da poche settimane, sugli scudi insieme a Matteo Tambone.
Qui Pesaro: superare la delusione del finale di regular season sarà fondamentale
La Victoria Libertas Pesaro è stata ad un passo dalla promozione in A1, ma è stata superata all’ultima curva (cit. Vitucci) dalla Givova Scafati, che ha strappato il biglietto per la massima serie proprio a Rimini. Gli infortuni di Regimantas Miniotas e di Quirino De Laurentiis che hanno causato alcuni scivoloni nel finale di stagione, i 4 punti tolti per la questione Bergamo e quel tiro dolorosissimo sulla sirena di Imbrò nella sfida contro la Fortitudo: queste sono le tre cause principali per la mancata vittoria, ma il lavoro dei ragazzi di Leka rimane stupefacente. Ai nastri di partenza, nessuno avrebbe considerato la Vuelle come una possibile contender per l’A1, ma capitan Bucarelli e compagni hanno dimostrato sul campo di essere una delle migliori squadre del campionato.
Le scorie mentali potrebbero essere un tema, ma i tifosi pesaresi possono comunque sorridere: tutti i giocatori ai box nel finale di regular season dovrebbero essere a disposizione per gara 1, incluso Miniotas. Il pick and roll tra Bucarelli e il centro lituano è una delle armi più letali della Serie a2, ma Pesaro ha tante frecce in faretra. A metà stagione è arrivato Jazz Johnson che, con la sua imprevedibilità, può spesso cambiare la partita, ma uno degli aspetti più fondamentali del gioco dei marchigiani è il tiro dall’arco: secondi per percentuale (37%), con cecchini come Tambone, Bucarelli e Alessandro Bertini, la vera rivelazione dell’annata (alcune voci parlano di un possibile trasferimento a Trento per il 2026/2027). Inoltre, sul gong del mercato, Simone Aromando è sbarcato nelle Marche per aggiungere un altro tiratore affidabile dal perimetro (40%) e, soprattutto, per aumentare la fisicità del roster.
Sicuramente l’atletismo e la struttura delle ali della Vuelle potrebbero essere un tema importante nel corso della serie: ai playoff l’intensità aumenta ulteriormente e avere dei giocatori come Octavio Maretto dalla propria parte può essere un vantaggio notevole. Un altro aspetto in cui i ragazzi di Leka dovranno continuare a brillare è la circolazione di palla: nella post season tutte le squadre proveranno a togliere questo punto di forza ai pesaresi (18.6 assist di media, secondi in A2), che dovranno essere bravi a non esagerare; il recupero e il contropiede degli avversari potrebbe essere dietro l’angolo.
A proposito di contrattacchi, la fase difensiva sarà fondamentale per permettere a Tambone e compagni di scatenarsi in campo aperto: la Vuelle ha concesso quasi 80 punti di media in stagione, un numero che va inevitabilmente abbassato se si vuole arrivare fino in fondo. La vera domanda è: riuscirà Pesaro a riproporre il gioco visto nel corso di tutto il campionato? La prima risposta la avremo stasera.
Qui Rimini: il derby può riaccendere il fuoco dei romagnoli?
Dopo la finale playoff persa l’anno scorso con Cantù, la Dole Basket Rimini era attesa dalla stagione della riconferma. I biancorossi, però, non sono riusciti a mantenere il livello e, per accedere alla post season, sono passati addirittura dai play-in. Il successo contro la Libertas Livorno ha riacceso un po’ l’entusiasmo di una squadra che, a causa dei tanti infortuni e dei molteplici cambiamenti, non è riuscita mai a trovare continuità. Sul talento del roster non ci sono tanti dubbi: il successo in Coppa Italia, sconfiggendo Brindisi e Verona, testimonia il livello dei ragazzi di coach Dell’Agnello. L’unica differenza rispetto al gruppo che ha alzato il trofeo è il cambio Mark Ogden-Zahir Porter: l’ex Fortitudo ha concluso anzitempo il suo campionato per un problema al piede e la società lo ha sostituito con l’ala in arrivo dalla prima lega israeliana.
Il tempo per inserire l’atleta americano è stato veramente poco, ma le caratteristiche sono chiare: grande atletismo, ottimo tiratore dalla lunga distanza e primo passo rapido per andare in penetrazione. Il gioco di RBR, però, non prevede gli ‘One man show’: la coralità del gruppo viene prima di ogni altra cosa; non è un caso che ben 5 componenti della squadra viaggino in doppia cifra di media. Proprio come per Pesaro, anche per i romagnoli la circolazione di palla è fondamentale per liberare i tiratori (terzi in stagione per percentuale dalla luna distanza): il talento di Davide Denegri, Pierpaolo Marini e Giovanni Tomassini può togliere le castagne dal fuoco in attacchi farraginosi, ma quando il pallone si ferma spesso nelle mani degli esterni, la fase offensiva va in sofferenza.
Non è un caso che i biancorossi siano andati sempre in difficoltà quando gli avversari applicavano una forte pressione: l’intensità difensiva costringeva i ‘piccoli’ di Dell’Agnello a perdere ritmo, obbligandoli a ‘rifugiarsi’ in tiri forzati e palle perse. L’allenatore livornese ha spesso sottolineato che gli esterni peccano un po’ di struttura fisica e questo potrebbe pesare contro le ali dei marchigiani. L’altezza, invece, non manca in mezzo all’area: Gora Camara ha fornito una prestazione ottima nel play-in con Livorno e dovrà essere convincente anche nel duello contro Miniotas. Nei quarti periodi, però, il centro senegalese spesso viene lasciato fuori per giocare con il quintetto piccolo e allargare il campo: vedremo se la presenza del lungo lituano farà cambiare idea al coach di Rimini o se sarà Leka a doversi adattare alle mosse dell’avversario.
I valori tecnici delle due squadre sono vicini e le caratteristiche si intrecciano quasi alla perfezione: circolazione di palla, tiro da tre e ricerca continua del ritmo offensivo. Per questo il derby potrebbe essere deciso più dall’intensità, dalla tenuta mentale e dagli episodi che dal semplice talento. Pesaro vuole cancellare la delusione per la promozione sfumata, Rimini cerca invece una scintilla per dare un senso diverso alla propria stagione: gli ingredienti per una serie spettacolare ci sono tutti.
Creduti foto: Rinascita Basket Rimini (Facebook)