Finalmente ci siamo: dopo nove mesi di grande basket abbiamo la finale per la promozione in A1. Tezenis Verona e Dole Basket Rimini si contenderanno questo traguardo in una serie che si preannuncia molto equilibrata, con due squadre molto profonde e piene di armi a disposizione. Gli scaligeri hanno avuto un percorso meno impervio rispetto agli avversari: i ragazzi di coach Ramagli hanno sconfitto prima la Valtur Brindisi per 3-1, poi si sono imposti con un perentorio 3-0 ai danni di una Flats Service Fortitudo Bologna decimata dagli infortuni.
I romagnoli, invece, hanno dovuto sudare parecchio per raggiungere l’atto conclusivo, ma non poteva essere altrimenti essendo l’ultima testa di serie nel tabellone. I biancorossi hanno sconfitto la Bi.Emme Libertas Livorno ai play-in e hanno strappato il biglietto per la serie contro la Victoria Libertas Pesaro, una delle favorite per salire di categoria. Il derby dell’Adriatico non ha deluso le aspettative, regalandoci 5 partite molto emozionanti, ma alla fine RBR l’ha spuntata alla Vitrifrigo Arena, sancendo una delle imprese più grandi della sua giovane storia. Successivamente, coach Dell’Agnello e i suoi sono riusciti a ribaltare il fattore campo anche contro la UEB Gesteco Cividale che, senza Deshawn Freeman, si è arresa in quattro partite.
Entrambi i roster hanno avuto più di una settimana per recuperare energie fisiche e mentali, quindi nessuna delle due squadre dovrebbe partire avvantaggiata da questo punto di vista. L’unico aspetto in favore degli scaligeri è proprio la possibilità di avere più match casalinghi, ma i romagnoli hanno già dimostrato di essere in grado di vincere anche in trasferta.
I precedenti stagionali
La prima sfida tra queste due squadre è datata 19 ottobre, con il successo casalingo di Verona per 96-84, ma possiamo trarre poche conclusioni da quel match: i gialloblù avevano un altro allenatore (Cavina), i biancorossi avevano ancora Gerald Robinson (top scorer dei suoi) e Mark Ogden a roster e si presentarono in Veneto senza Giacomo Leardini e Assane Sankaré, due pezzi importanti della rotazione. Le altre due partite sono molto più recenti e si sono svolte entrambe nel mese di marzo: Rimini ha dominato la finale di Coppa Italia davanti al proprio pubblico (77-58), poi Verona si è presa la rivincita nello stesso impianto imponendosi con il punteggio di 86-74. Nell’atto conclusivo del secondo trofeo stagionale, il match durò solamente un tempo, poi i romagnoli dilagarono con un parziale di 39-24 firmato da Pierpaolo Marini (MVP della competizione) e dall’energia di Sankaré (rivelazione del torneo).
Nell’ultimo confronto di campionato, invece, gli scaligeri fecero la voce grossa e, con un parziale di 31-13 nel secondo periodo, tagliarono le gambe agli avversari. Anche in quel caso Dell’Agnello dovette fare a meno di Leardini, uscito per infortunio dopo 3 minuti, e di Mark Ogden, grande protagonista della finale di Coppa Italia. Non è un caso che i ragazzi di Ramagli dominarono in area in assenza del lungo americano, con Federico Poser (25+10 rimbalzi) e Filippo Baldi Rossi (19) a banchettare sotto il canestro dei rivali. Il roster degli scaligeri non ha subito variazioni nei mesi finali di regular season, mentre Rimini ha aggiunto Zahir Porter, un possibile fattore X per la serie contro la Tezenis.
Qui Verona: Ramagli cerca la quinta promozione in carriera, la seconda con gli scaligeri
La stagione di Verona non ha avuto un andamento lineare: tutti accreditavano gli scaligeri come la grande favorita per la vittoria del campionato, ma il lungo infortunio di Justin Johnson e il cambio di guida tecnica hanno rallentato il percorso. Scafati ha conquistato il primo posto e i gialloblù sono dovuti passare dai playoff, ma ora sono proprio dove volevano essere, ovvero in finale con il fattore campo. Nella post season la squadra di Ramagli ha alzato ulteriormente il livello e non è mai andata in difficoltà praticamente. Il successo per 3-1 nella serie con Brindisi ha dato fiducia al gruppo, che poi l’ha trasformata al meglio nella durezza mentale necessaria per sbancare il Paladozza per due volte di fila (la Fortitudo aveva perso solamente una volta tra le mura amiche in campionato).
Sicuramente le defezioni della ‘Effe’ hanno pesato, ma Verona ha messo in mostra una difesa di altissimo livello (71.6 punti subiti di media nei playoff) e una grande solidità nei momenti decisivi. Per quanto riguarda la fase offensiva, basterebbe citare i nomi a roster per far capire il livello dei giocatori: Federico Zampini sta punendo sistematicamente gli avversari con la sua classe, Andrea Loro abbina un atletismo fuori scala ad un tiro dall’arco mortifero, Tyrus McGee e Justin Johnson sono due americani di altissima fascia, Diego Monaldi, Filippo Baldi Rossi e Lorenzo Ambrosin hanno il DNA vincente e Federico Poser è una presenza costante sotto le plance. Ramagli ha ritrovato anche un Riccardo Bolpin molto efficace sia in attacco che in difesa, completando il quadro di un roster davvero molto profondo e di grande qualità.
Verona ha a disposizione diverse frecce e può attaccare in diversi modi: gli esterni hanno alte percentuali dal perimetro e non possono essere battezzati, ma molti di loro sono anche in grado di penetrare e battere i closeout in ritardo degli avversari. Inoltre, i centimetri di Johnson e Poser regalano una dimensione interna difficile da contenere sia in post basso che a rimbalzo. Un altro fattore da considerare è l’esperienza: molti degli atleti a disposizione sanno cosa vuol dire giocare (e vincere) questo tipo di partite. Baldi Rossi e McGee hanno conquistato la promozione con Cantù l’anno scorso proprio contro Rimini: saranno in grado di concedere il bis insieme ai loro compagni?
Qui Rimini: una seconda finale consecutiva da non sbagliare
Se la stagione di Verona non è stata lineare, quella di Rimini è stata un’altalena di emozioni difficile da valutare. Tanti infortuni, un reparto stranieri completamente modificato, arrivi in corsa e tante difficoltà: il gruppo biancorosso, però, non ha mai mollato e ha messo in mostra una resilienza da campioni. Coach Dell’Agnello ha cambiato tanti assetti nel corso dell’annata e, insieme al suo staff, è stato bravo a trovare quello giusto nel momento più adatto. La Dole ha cambiato totalmente marcia tra play-in e playoff, sconfiggendo squadre importanti come Libertas Livorno, VL Pesaro e Cividale con una qualità di gioco molto elevata. Il talento offensivo non è mai stato in discussione: avere degli esterni come Pierpaolo Marini, Davide Denegri e Giovanni Tomassini è un lusso che si possono permettere in pochi, soprattutto se aggiungiamo le fiammate di Ivan Alipiev e Zahir Porter.
Abbiamo parlato della stazza fisica degli scaligeri, ma anche i romagnoli non peccano da quel punto di vista: Gora Camara ha uno dei fisici più imponenti di tutto il campionato, Alessandro Simioni è un professore nell’usare il corpo in difesa (ed è un fattore anche in attacco dall’arco) e Assane Sankaré, nonostante la giovane età (classe 2007), ha dimostrato di essere uno dei giocatori più impattanti in questa post season con la sua energia a rimbalzo. A livello difensivo Rimini ha alternato gare molto positive ad alcune in cui i meccanismi non hanno funzionato al meglio, ma la pressione sulla palla di Giacomo Leardini e Luca Pollone potrebbe fare la differenza anche in finale contro gli esterni di Verona. Inoltre, anche Dell’Agnello può fare affidamento su tanti giocatori di esperienza e che non si impressioneranno davanti ad un palazzetto sold out, proprio come successo in gara 5 contro Pesaro.
Per Rimini è la seconda finale consecutiva: l’anno scorso arrivò un netto 0-3 contro Cantù nonostante il fattore campo a favore e dopo una stagione passata quasi sempre al comando della Serie A2. Questa annata è stata completamente diversa, ma ha portato in dote una Coppa Italia e un fuoco diverso all’interno dei romagnoli, in grado di vincere su campi durissimi. Tomassini, Marini, Camara e Simioni erano presenti nelle sfide contro i lombardi nel 2025 e vogliono il riscatto: vedremo se riusciranno a trascinare il gruppo a suon di prestazioni importanti.
Le possibili chiavi tattiche
Rimini ama correre, Verona preferisce gestire i possessi per trovare delle soluzioni dopo aver fatto lavorare a lungo la difesa: il controllo del ritmo sarà uno dei temi tattici più importanti. Agli scaligeri piace appoggiarsi su Johnson spalle a canestro per attirare dei raddoppi e liberare i tiratori, ma i romagnoli conoscono bene il grande ex della serie e hanno la struttura per contenere la sua possenza fisica in mezzo all’area. Un altro aspetto da sottolineare riguarda il rapporto tra assist e palle perse: i biancorossi, da questo punto di vista, sono stati quasi perfetti, con 18.9 passaggi vincenti contro i soli 9.6 ‘turnover’. Se Verona concederà tanti recuperi agli avversari, potrebbe subire le ondate in contropiede di RBR, in grado di piazzare dei parziali mortiferi con il tiro da tre punti (come successo nella finale di Coppa Italia).
Come sottolineato da Ramagli nella conferenza stampa di presentazione, la lotta a rimbalzo sarà fondamentale: Rimini viaggia a 13.1 rimbalzi offensivi di media in questa post season, ma la Tezenis è sempre stata una delle migliori squadre del campionato sotto i tabelloni. Il duello tra i giovani Andrea Loro (2003) e Assane Sankaré (2007) promette faville in questo senso: l’atletismo messo in mostra dai due giocatori in orbita Olimpia Milano e Virtus Bologna è sembrato nettamente fuori categoria per il livello della A2. Al di là dei possibili aspetti tattici, sono i dettagli a fare la differenza in queste serie: l’aiuto difensivo in più, il tuffo per recuperare un pallone, un tap-in vincente a rimbalzo e l’extra-pass per un tiratore meglio posizionato saranno giocate decisive nelle pieghe delle partite.
Stasera avremo le prime risposte: la palla a due è fissata alle ore 21 in diretta anche su RaiSport. Ci aspettiamo una serie molto equilibrata tra due squadre che hanno meritato di raggiungere questa finale e che dispongono di tantissimi giocatori di qualità eccelsa. Sarà la sfida anche tra due allenatori della stessa città come Alessandro Ramagli e Sandro Dell’Agnello: il coach di Verona ha rivelato che chi vincerà, dovrà pagare una cena all’avversario in un ristorante di Livorno. Tutto pronto per la finale del campionato di Serie A2: non ci resta che guardare i protagonisti sul parquet e goderci l’intensità delle ultime partite stagionali.
Nell’immagine: Tyrus McGee e Pierpaolo Marini Crediti foto: LNP – Ciamillo-Castoria