La Dole Basket Rimini, grazie al netto successo in gara 3, ha riaperto la serie finale contro la Tezenis Verona, ma non c’è tempo per respirare: stasera si torna in campo per il quarto episodio tra queste due squadre. Nonostante la stanchezza accumulata durante una stagione lunghissima, sia i romagnoli che gli scaligeri stanno mostrando un basket davvero di alto livello, con l’equilibrio che regna sovrano. Nel match di venerdì sera ha fatto la differenza un terzo periodo perfetto dei padroni di casa: 27-11, con gli ospiti completamente annullati nella metà campo offensiva. L’energia trasmessa da un PalaFlaminio incandescente ha completamente trasformato la difesa dei biancorossi che, come ammesso da coach Dell’Agnello nella conferenza stampa post partita, sono stati bravissimi a sporcare diverse conclusioni agli avversari.

L’allenatore livornese non ha riproposto una sistema basato sui cambi sistematici, anche perché con l’assenza di Assane Sankaré (in dubbio per il resto della serie), Gora Camara ha dovuto disputare più minuti del solito. Il centro senegalese non può sicuramente fermare le iniziative di Federico Zampini e Tyrus McGee in uno contro uno, quindi lo staff biancorosso ha deciso di adottare una strategia diversa sui blocchi: Camara (o Simioni) aiutavano sul palleggiatore per dare una mano a contenere, poi recuperavano sul taglio del lungo avversario. Così facendo, l’area dei biancorossi è rimasta molto più chiusa e l’ex Virtus ha piazzato tre stoppate tonanti per cancellare le penetrazioni gialloblù.

Chiaramente, per interrompere le entrate a canestro di Zampini e McGee sono servite anche le mani veloci di Luca Pollone, Giacomo Leardini e Ivan Alipiev, che hanno causato diverse palle perse e hanno obbligato i piccoli avversari a ‘rifugiarsi’ in tiri dall’arco con poco ritmo. Il risultato di questa difesa, oltre alla perdita di ritmo di Verona, si può vedere nella percentuale dall’arco dei romagnoli: il 13/30 (43%) è frutto di tanti canestri costruiti in transizione, non permettendo alla difesa scaligera di piazzarsi e di mettere pressione agli esterni con la palla in mano. Inoltre, Rimini ha realizzato ben 16 assist, mentre nei due match in terra veneta ne erano arrivati 21 in totale: questo dato fa tutta la differenza del mondo per la Dole.

Lato Verona, invece, ci sono tante cose che non hanno funzionato al meglio. Coach Ramagli ha evidenziato i meriti degli avversari, sottolineando la grande differenza di energia e di intensità messa in campo dalle due squadre. La Tezenis è rimasta in partita per un tempo poi, come successo nella finale di Coppa Italia, si è completamente sciolta nei due quarti finali. L’attacco non è più riuscito a pungere, i tiri costruiti non erano di pregevole fattura (8/30 dal perimetro) e gli uno contro uno di Zampini e McGee, letali nelle prime due gare, non hanno avuto esiti positivi. Spesso il pallone è rimasto fermo e Rimini è riuscita a soffocare la fase offensiva gialloblù, apparsa molto prevedibile e compassata.

Un altro problema per i veneti riguarda la gestione dei falli di Federico Poser: senza il proprio centro Verona ha faticato terribilmente in attacco, anche perché Justin Johnson sta steccando completamente questa finale. Camara ha lasciato tanto spazio all’ex compagno dalla lunga distanza (0/4) ed è rimasto in area, scoraggiando le penetrazioni dei gialloblù, mentre contro Poser emergono tutte le difficoltà del senegalese nella lettura difensiva sul pick and roll. Il lungo azzurro dovrà essere sicuramente più bravo a gestire le proprie infrazioni: la sua struttura è fondamentale in entrambe le metà campo per Verona.

Stasera, però, tutte le analisi tecnico-tattiche delle scorse partite verranno cancellate e si tornerà a battagliare sul parquet. Il PalaFlaminio è pronto a riempirsi ancora una volta per spingere i propri beniamini verso una gara 5 decisiva, ma Verona non ha nessuna intenzione di tornare in città senza la promozione in A1. La palla a due è fissata alle ore 20.45 in diretta anche su RaiSport: appuntamento imperdibile per una finale davvero equilibrata.

Nell’immagine: Gora Camara e Tyrus McGee     Crediti foto: Nicola De Luigi – Rinascita Basket Rimini (Facebook)