Salutate la capolista. È questo il coro che rieccheggia al Palaleonessa al termine di una delle partite agonisticamente più belle dell’ultimo periodo. Una sorta di ritorno al passato, per quello che si è visto sul parquet, che non può far altro che bene al movimento. Brescia batte Trento 83-77 e festeggia per il secondo anno consecutivo il titolo di campione d’inverno. In una partita dalle forti emozioni la formazione di Poeta, dopo un primo quarto orribile (11-27), ha avuto la pazienza e la forza mentale di non lasciarsi andare e recuperare passo passo il terreno perso. Il resto l’hanno svolto i singoli che nella forma e nella sostanza di Ndour e Rivers hanno permesso a Brescia di mettere la testa avanti, prima che Burnell e Ivanovic, come contro Bologna, decretassero la parola fine alle ostilità. La Dolomiti Energia ha pagato nel finale probabilmente il fatto che in questo momento vada tutto storto, soprattutto nei minuti conclusivi. Ora sono 7 sconfitte nelle ultime 8 giornate tra Campionato e Coppa. Se peserà sul futuro non possiamo saperlo ma sicuramente questo KO non passerà inosservato. È mancato Lamb, troppo falloso al tiro con un umiliante 1/12, e non sono bastati Ford (18 punti e 3 assist), Ellis (13 punti) e i 15 rimbalzi offensivi, su 39 totali, concessi loro dai padroni di casa. Per Brescia 5 uomini in doppia cifra con Ndour migliore in campo con 18 punti e 4 rimbalzi. Da segnalare Rivers (16 punti e 4 rimbalzi) e la coppia Burnell-Ivanovic ( 15 punti e 5 rimbalzi il primo, 13 punti e 4 assist il secondo).

Cronaca:

Pronti via e Trento fa capire a tutti per quale motivo ha vinto le prime 10 partite di campionato consecutivamente. Atlestismo, velocità di gioco e di lettura, fisicità. Grazie a questi elementi in un batter d’occhio i bianconeri si portano 2-12, che diventa 4-16 a metà quarto. Sugli scudi Niang che con 7 punti in successione guida la banda Galbiati costringendo Poeta a spendere il primo timeout tra l’incredulità generale. Al rientro sul parquet però le cose per Brescia non cambiano. Troppa differenza tra le due formazioni sia a livello di intensità che di agonismo. Così facendo si arriva rapidamente alla prima pausa con la Dolomiti che con molta Energia conduce per 11-27. Questa partita però è ancora ben lontana dall’essere chiusa, infatti Brescia lo sa e in poco tempo si porta sul -10 (18-28) grazie soprattutto alla grinta di Burnell. Con esso si sveglia dal torpore anche Ndour che piazza 8 punti in successione permettendo ai compagni di portarsi sul -3 (28-31) di metà tempo. La Leonessa è tornata a ruggire sia in attacco che in difesa ed il pubblico si scatena. La lotta continua inesorabile e Trento, beneficiando di diversi viaggi in lunetta, aumenta nuovamente la forbice. A garantire questo anche un paio di tecnici fischiati in sfavore di Brescia che consentono alla Dolomiti di portarsi sul 30-39. I botti di capodanno però non sono terminati. La Germani si aggrappa a Bilan e Ndour che, giganteggiando all’interno del pitturato difensivo, garantiscono ai colleghi gioco facile in attacco per il -2 (41-43) di metà partita. La ripresa comincia con Brescia che mette per la prima volta il muso avanti. Sospinta da Rivers i biancoblù si portano sul 49-45. L’agonismo messo in campo dalle due formazioni è qualcosa di encomiabile. Si lotta su ogni pallone, i contatti sono duri e questo ci riporta un indietro nel tempo quando tutto era più spettacolare. In tutto ciò due giochi da tre punti targati Della Valle e Ivanovic mandano la Germani sul +7 (58-51). Ci pensa Ford a mantenere a galla la Dolomiti che, priva di Lamb in panca per 4 falli, con 8 punti consecutivi  impatta il match a quota 60, prima che una volata solitaria di Ellis rimetta Trento avanti 60-62 (parziale di 8-0). Gli ultimi istanti vedono la Leonessa risvegliarsi nuovamente e ritornare in parità a quota 64 e chiudere così il terzo periodo. La prima parte dell’ultimo gioco si apre con una tripla di Forray che permette a Trento di guadagnare quei 3 punti di vantaggio che per buona parte custodisce gelosamente, anche a suon di colpi proibiti (68-71). Perso Ndour per infortunio è Ivanovic a trovare la nuova parità a quota 72. Da questo momento conta solo la vincere. Burnell butta il cuore oltre l’ostacolo ma le schiacciate di Mawugbe tengono sotto gli ospiti prima che Ivanovic mandi al bar Myles per il +4 (81-77) Germani a 20 secondi dalla conclusione. È la fine. Rivers realizza i liberi finali che chiudono la sfida. Brescia batte Trento 83-77 ed è, come 12 mesi fa, campione d’inverno.

Qui statistiche dell’incontro

In foto: Maurice Ndour ( Ciamillo-Castoria)

Riccardo Chiorzi