Dopo la sconfitta casalinga di venerdì scorso in Eurolega contro il Baskonia, che ha sancito la decima posizione finale dei bianconeri nella regular season, la Segafredo si appresta questa sera ad affrontare una gara molto delicata per il campionato.

Ma prima di presentare il match in programma oggi, serve fare alcune considerazioni su quanto accaduto meno di quarantotto ore fa. La Segafredo è stata ancora una volta sconfitta sulle tavole amiche dell’Arena, solo nelle ultime curve della gara, pur essendo stata per due volte avanti in doppia cifra di vantaggio nel primo tempo. Pur riconoscendo che il girone di ritorno è stato decisamente meno brillante di quello d’andata, con le ultime sette gare sempre negative, serve riacquistare un minimo di obiettività e coerenza nel giudicare una stagione che nella prima parte è stata a dir poco esaltante, con vittorie importanti su formazioni ben più attrezzate e con budget di ben altro spessore investito.

Il decimo posto finale, può oggettivamente lasciare l’amaro in bocca per quanto visto nella prima metà di stagione, ma deve essere interpretato come un piazzamento estremamente positivo considerando diversi fattori: diverse squadre che hanno investito ben più della Virtus a livello economico sono finite dietro ai bianconeri, come ad esempio il Partizan di coach Obradovic, più volte citato come il guru europeo degli allenatori, e pur con un parco giocatori di ottimo livello, non ha saputo fare meglio.

Altro team che è rimasto nelle retrovie per tutta la stagione è l’Olimpia Milano che, pur avendo investito parecchi denari su giocatori di livello internazionale come Nikola Mirotic, non hanno saputo trovare un gioco adeguato ed una continuità di rendimento consona al livello del torneo.

Lo stesso Valencia, che ha privato la Virtus di uno dei giocatori più positivi della scorsa stagione, Semi Ojeleye, non ha saputo proporre un gioco redditizio, rimanendo esclusa anche dai play in, ed oggi indiziata a retrocedere in Eurocup nella prossima stagione.

Infine lo Zalgiris, squadra che solo lo scorso anno aveva realizzato un’ottima annata, ha visto ridimensionarsi parecchio le ambizioni iniziali, finendo anch’essa fra le escluse di questa logorante stagione europea.

La Segafredo era partita con l’obiettivo minimo di migliorare il quattordicesimo posto dello scorso anno, ottenuto con un roster sulla carta molto più talentuoso dell’attuale, il solo Teodosic basterebbe a certificarlo, obiettivo ampiamente raggiunto. Poi, vista la performance mantenuta per oltre metà della stagione ai piani altissimi della classifica, si è spostato il mirino verso la possibilità di raggiungere i play in, ed anche nel secondo caso, il target è stato raggiunto.

Certo, sarebbe stato più soddisfacente raggiungerlo conservando un piazzamento migliore, ma la storia dell’Eurolega insegna ai più attenti, che gli squadroni cominciano a macinare gioco e punti nella seconda parte del torneo, per arrivare nel momento migliore della forma, quando si giocherà per vincere l’ambito trofeo.

La Segafredo ha cercato di giocare d’anticipo, sfruttando probabilmente le lacune iniziali di tanti squadroni, un esempio lampante è la vittoria in casa dei monegaschi del Monaco, presi a pallate ad inizio torneo. Mettere in cascina tanti successi ad inizio competizione, ha permesso alla squadra di coach Luca Banchi di poter affrontare la seconda parte della competizione, quando il gioco si è fatto più duro, con un tesoretto che oggi le consente comunque, di andare a giocare uno scampolo di post season, chiudendo la stagione regolare con tre importanti successi in più rispetto alla  scorsa, dove è successa una cosa analoga a quella attuale; nel girone di ritorno le vittorie sono state rare e molto faticose, sempre per via dell’ aumentato livello di gioco delle avversarie più quotate.

Quello che rimane alla Segafredo oggi, è una flebile speranza di poter acchiappare un successo che ad Istanbul sembra più una chimera che realtà, l’Efes di oggi è una squadra che si è rimessa a giocare ad ottimo livello, ha centrato un obiettivo che solo pochi mesi fa sembrava irraggiungibile, e che oggi vuole provare a rientrare nell’elité europeo, disputando da mina vagante i prossimi playoff.

Le possibilità dei bianconeri sono oggettivamente ridotte al lumicino in terra turca, ma la stagione positiva messa in campo dagli uomini di coach Banchi non deve essere offuscata dall’ultimo periodo, il tecnico toscano ha comunque creato una forte identità di gruppo con un roster di uomini che ha trovato già confezionato da chi lo aveva preceduto, a cui ha aggiunto un semplice gregario come Lomasz ed un giocatore importante come Zizic, arrivato all’arcoveggio in condizioni fisiche a dir poco spaventose, a cui si è aggiunto il problema dell’inserire a stagione in corso, un elemento con caratteristiche estremamente diverse da quelli già presenti a roster, per cui non era previsto alcun tipo di gioco per poterlo sfruttare al meglio. E provare nuovi schemi mentre si viaggia e si gioca molto, mentre ci si allena pochissimo, non è proprio la cosa più semplice da farsi.

Quella di stasera contro Cremona è l’ennesima gara in cui la Virtus, reduce da una gara estremamente dura e dispendiosa, dovrà trovare le forze mentali e fisiche per non cadere nell’ennesimo inciampo, che già in altre occasioni si è assistito in questa stagione. Sarà importante sfruttare il potenziale dell’intero roster che coach Banchi deciderà di portare in panchina, a questo punto della stagione le rotazioni sono importanti, come lo sono le risposte che ogni giocatore mandato in campo dovrà fornire. Ciò che è successo a Venezia deve servire da esempio, e tutti dovranno rispondere presente quando chiamati in causa, distribuire gli sforzi su tutti e dodici i disponibili, oggi è fondamentale per provare a recuperare dagli sforzi infrasettimanali, dopo tante partite giocate.

Cremona viene dal successo contro Scafati, ha già battuto la Virtus nella gara d’andata, e sta lottando per uscire definitivamente dalla zona retrocessione, avendo due vittorie in più di Pesaro penultima in graduatoria. Gli uomini di coach Cavina sono un gruppo ben guidato, che possono esprimere un gioco dinamico ed incisivo, come affermato da coach Banchi nelle dichiarazioni pre partita.

La Segafredo dovrà fare molta attenzione a non far accendere l’entusiasmo degli avversari, controllare il ritmo gara e far valere per quanto possibile la propria fisicità difensiva. Servirà come sempre la giusta attenzione alle palle perse ed al controllo dei rimbalzi, poi ci si affiderà al maggiore talento dei singoli, cercando di fare quello che ai bianconeri riesce meglio, far girare la palla sino a trovare il compagno meglio piazzato per scoccare il tiro vincente.

La Virtus ha bisogno di una vittoria, serve per il morale e per evitare nuovamente di farsi risucchiare dal gruppetto delle inseguitrici, ad oggi, pur rimanendo aperta la speranza di un exploit in Eurolega, serve cominciare a pensare che l’obiettivo primario sia quello di provare a giocarsi il titolo nazionale, cominciando quindi già da stasera a mettere un altro mattoncino importante, sul piazzamento finale nella regular season.

Palla a due alle ore 18,15 agli ordini dei signori Bartoli, Paternicò e Capotorto. Diretta televisiva su DAZN e radiocronaca affidata alla consueta voce di Dario Ronzulli sulle frequenze di Nettuno Bologna Uno.

Alessandro Stagni

Nell’immagine Awudu Abass (foto Ciamillo Castoria)