Inammissibile.

È questa la parola che Pedro Llompart ha utilizzato per definire la prestazione della GeVi Napoli in quel di Varese.

E non ha torto.

Il secondo tempo dei partenopei è andato oltre i livelli di sopportazione tra soluzioni affrettate e nervosismo sfociato anche nella rissa in cui Ennis per poco non causava un infortunio al malcapitato Mannion.

Una GeVi così non può non allarmare, non tanto per una qualificazione ai playoff che, comunque, sarebbe un di più rispetto agli obiettivi prefissati ad inizio stagione (e figurarsi la Coppa Italia), quanto per dare l’impressione di non aver staccato del tutto la spina.

Igor Milicic, nella solita presentazione della vigilia, si fa carico del peso del match contro Sassari: “L’importanza di questa partita è cruciale. – afferma il coach croato –  Stiamo fiutando nell’aria questa sensazione già da qualche giorno. Per noi non esiste nessuna altra strada se non quella di mettere in campo tutto ciò che abbiamo per quaranta minuti. Cercare il momento che ci possa finalmente riportare ad una striscia di vittorie in queste ultime gare della stagione.”

Alla GeVi restano 4 gare di cui 3 tra le mura amiche. Per i sogni, ma soprattutto per non lasciare un retrogusto amaro ad una stagione straordinaria, servirà tornare ad essere lucidi nei momenti più difficili e non lasciarsi trascinare dalla negatività della striscia di sconfitte ancora aperta.

 

COSA VA

Paradossalmente non è tutto da buttare quanto visto nel pomeriggio di Masnago.

Nonostante la mira stellare di Varese fosse contrapposta alle polveri bagnate partenopee, Napoli era rimasta pienamente in partita, prendendosi anche il comando in alcuni frangenti e creando problemi alla difesa interna dei biancorossi.

Ha funzionato bene l’attacco del pitturato con gli esterni, ma anche la schermatura attuata su Mannion, silente per gran parte del primo tempo, che potrebbe essere riproposta stasera.

 

COSA NON VA

È decisamente l’aspetto mentale ciò che deve cambiare in questa GeVi, troppo nervosa, rissosa e disconnessasi dalla gara al primo vero break avversario.

Questa Napoli è una squadra fragile, come dimostra il netto calo dell’efficienza difensiva (oltre 117 punti subiti in 100 possessi) e tendente a farsi trascinare dagli eventi in un vortice di soluzioni forzate e a bassa percentuale, il tutto in controtendenza con le buone cose fatte vedere tra Milano e la gara con Venezia nonostante le sconfitte rimediate.

È qui che dovrà entrare in gioco l’abilità da psicologo dell’allenatore, nel ridare fiducia nei propri mezzi ad ogni suo giocatore, anche ampliando il minutaggio di un elemento come Alessandro Lever che ha visto più che dimezzarsi il proprio impiego.

 

MAGIC MOMENT

Quella di Llompart nel post partita è la dichiarazione che tanti tifosi avrebbero fatto.

Non c’entrano le ridotte possibilità di chiudere tra le prime 8 della classifica, la questione riguarda la prestazione fornita.

Che il responsabile dell’area tecnica metta in questo modo la faccia nella peggiore sconfitta della stagione è un modo di ribadire l’attenzione che tutto l’apparato dirigenziale ha sulla propria creatura.

 

LA PARTITA

Alla GeVi si presenta principalmente il rebus del pitturato. La Dinamo Sassari dispone di due lunghi dallo spiccato atletismo sui quali dovrebbe spendersi Owens, con Mabor relegato a pochi scampoli di gara.

Resteranno da decidere gli aggiustamenti difensivi sugli esterni.

Sia Jefferson che Tyree sono giocatori pericolosi tanto dal perimetro come in penetrazione e toccherà a Brown ed Ennis provare a far valere la loro maggior fisicità per contenerli.

Non è da escludere che anche Michal Sokolowski possa essere dirottato sulle loro tracce.

Attenzione, poi, alle differenze di caratteristiche sulle ali, molto più rimbalziste quelle napoletane rispetto a quelle di Nenad Markovic, non è un caso che Sassari sia ultima per rimbalzi catturati in campionato.

 

DUELLO CHIAVE

Tanto passerà dalla cabina di regia, tra un Ennis che – si spera – si sarà dato una calmata con una salutare doccia fredda e un Brandon Jefferson delle cui capacità balistiche il Banco ha estremo bisogno.

Esiste l’opzione di dirottare anche Brown sulle tracce del folletto biancoblù, tuttavia, viste le misure, anche Ennis potrebbe essere uno schermo efficace alla sua inventiva.

Sull’altro lato del campo, invece, il canadese ha dalla sua il tonnellaggio, decisamente più grande di quello dell’avversario e capace di incidere nei momenti in cui l’ex Houston attaccherà l’area.

 

GIUDIZIO E PRONOSTICO

Gara da tripla doppia scritta quella del PalaBarbuto.

Entrambe le squadre vengono da una sconfitta pesante, chi per il passivo, chi per essersi fatto superare in casa dal fanalino di coda della classifica.

Napoli cercherà di farsi forte del PalaBarbuto, ancora non giunto al sold out, per ritrovare il feeling perso. La miglior versione dei partenopei si è già una volta dimostrata un cliente scomodo per la Dinamo.

Una Dinamo che proverà a vincere la partita soprattutto nel pitturato, provando a caricare di falli Owens e costringere Milicic a soluzioni alternative al  lungo ex Varese.

Le probabilità dicono 50% per entrambe.

 

QUI il roster della GeVi Napoli

QUI il roster del Banco di Sardegna Sassari

 

Elio De Falco