Colpo d’orgoglio dell’Hapoel Tel Aviv, che nel terzo atto della serie piega il Real Madrid per 76-69 sul parquet neutro di Sofia e riapre il confronto portandosi sull’1-2. Dopo due sconfitte, la squadra di coach Dimitris Itoudis risponde con una prova solida, soprattutto nella ripresa, mentre il gruppo guidato da Sergio Scariolo paga un terzo quarto da soli 10 punti che indirizza definitivamente la gara.
L’avvio è equilibrato: Madrid prova a prendere il controllo con il 21-18 del primo quarto, ma l’Hapoel resta a contatto e chiude all’intervallo lungo sotto di appena due lunghezze (34-36). Il break decisivo arriva al rientro dagli spogliatoi, quando i biancorossi alzano l’intensità difensiva e piazzano un 21-10 che ribalta completamente l’inerzia. Nell’ultimo periodo gli spagnoli tentano la rimonta (23 punti segnati), ma la maggiore lucidità dei israeliani nei possessi chiave consente loro di amministrare il vantaggio fino alla sirena.
Prestazione corale per l’Hapoel, che trova in Bryant e Jones i principali terminali offensivi: 19 punti a testa, con il primo anche autore di 9 rimbalzi e il miglior PIR della gara. Bene anche Micic, che ne aggiunge 13, mentre Edwards firma una prova completa da 5 punti e 10 rimbalzi. Sotto canestro pesa il dominio a rimbalzo (44-33), fattore determinante nell’economia del match.
Al Real Madrid non bastano i 14 di Lyles e gli 11 di Deck, in una serata complicata al tiro: 33% da tre (12/36) e appena il 46.7% ai liberi. Campazzo chiude con 10 punti e 4 assist, ma il -16 di plus/minus fotografa le difficoltà dei blancos nei momenti chiave, soprattutto nel terzo quarto che ha spezzato la partita.
La serie resta nelle mani del Real, avanti 2-1, ma il segnale lanciato dall’Hapoel è chiaro: la battaglia è tutt’altro che finita.
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