Archiviate le nazionali, l’Eurolega torna a prendersi la scena continentale con 5 gare nella serata.

Si parte subito forte con la sfida della Sinan Erden Sports Hall tra due delle tre squadre che hanno giocato la finale nelle ultime due stagioni.

Da una parte i bicampioni in carica dell’Anadolu Efes, con Ataman toccato dalla polemica sulle concessioni alle nazionali, con il caso Micic a tenere banco, visto il divieto ad aggregarsi alla Serbia per la gara contro la Turchia di…Ergin Ataman. Chiamate la cosa come volete, noi una mezza idea ce la siamo fatta, anche se un po’…conflittuale, “chi vuol capire, capisca”, avrebbe detto Massimo d’Azeglio.

L’altra metà campo apparterrà ad un Barcellona in netta ripresa: leader in campionato, in scia del Fenerbahçe in Eurolega e sempre più vicino, pare, a recuperare un certo Nikola Mirotic, uno qualunque, insomma.

La condizione spettacolare di Laprovittola ed un Satoransky che si sta prendendo mano mano le redini blaugrana sono i principali argomenti che Saras Jasikevicius ha per aspirare al successo che varrebbe la consacrazione, dopo le prime difficoltà.

Qualcosina in più se l’aspetta, il coach lituano, dal settore lunghi: Vesely è apparso in rodaggio, Tobey il più pronto.

 

Mezz’ora dopo la palla a due di Istambul sarà la volta dell’esordio di Dusko Ivanovic sulla panchina della Stella Rossa. Il tecnico ex Baskonia e Barcellona si è subito presentato mettendo in chiaro che la musica è cambiata ed aumentando il carico di allenamenti per Vildoza e compagni.

Di fronte un’altra delusa: sembra essersi arrestata la crescita dell’ASVEL, sicuramente non un’aspirante alle final 4 ma squadra con fondate ambizioni di entrare in lotta per l’ultima piazza dei playoff. Invece lo score vede appena due successi, uno dei quali contro la Virtus Bologna.

Tra la scossa per la nuova guida tecnica e l’appoggio della leggendaria Pioniir, per gli uomini di TJ Parker si prospetta una serata molto difficile.

 

Ok, vittoria in trasferta a Milano. Ma la Virtus, che pare contendersi con i rivali anche Luwawu-Cabarrot sul mercato, continua a vantare il per nulla invidiabile peggior attacco della competizione, 494 punti in 7 partite, qualche decimo sopra i 70 a partita, il tutto grazie agli oltre 90 segnati con il Real Madrid, altrimenti le cifre sarebbero nettamente inferiori.

Al contrario di Ataman, Scariolo non ha avuto problemi a concedere i suoi giocatori di Eurolega convocati dalle Nazionali, pur avendone vari contro la sua Spagna nella prima gara della finestra, vinta dagli iberici in quel di Pesaro.

Servirà trovare fluidità, capacità di alzare i ritmi; la speranza è che la presenza in Nazionale possa aiutare.

 

Trinchieri alla ricerca dell’atto terzo.

Ottenuto il successo nel derby contro l’Alba Berlino(per la “felicità” di qualcuno), Andrea Trinchieri, che ha da poco cambiato agenzia passando a farsi rappresentare dalla BeoBasket di Misko Raznatovic, attende l’Olympiacos di Sasha Vezenkov, prima inseguitrice del Fenerbahçe capolista.

Il Bayern ha da poco incorporato Giffey a roster e ritrova gradualmente il miglior Bonga, giocatore capace di cambiare il volto effettivo della squadra.

Dal suo canto, la formazione ellenica attende di confermare i progressi collettivi, dopo l’ottima prestazione di Sloukas, tra i principali artefici della batosta inflitta al Partizan di Obradovic.

Dalla connessione greco-bulgara passerà gran parte delle opzioni di blitz per gli uomini del Pireo.

 

Da una tedesca in cerca di conferme all’altra in cerca di riscatto. Nella tana del lupo merengue.

Ripartire dopo lo scivolone del derby teutonico non sarebbe stato facile a prescindere per Procida e compagni, se poi si mette di mezzo una delle grandi favorite al successo finale le cose si complicano ulteriormente.

Il Real, battuto l’Efes, sembra aver recuperato qualche certezza, visto anche il progressivo silenziarsi dei rumors su un possibile esonero di Chus Mateo; di Trinchieri, sembra, se ne parlerà a fine stagione.

Occhio, però, all’Alba che, pur perdendo contro i cugini bavaresi, non ha rinunciato al suo stile di basket veloce ed aperto, questione che potrebbe mettere in difficoltà un avversario che ha vari elementi in là con la carta d’identità.

 

Elio De Falco