Dopo cinque partite consecutive in trasferta, la Virtus finalmente rimette le scarpette sulle tavole amiche del PalaDozza, in una gara di campionato che la vedrà impegnata contro Reggio Emilia, squadra che sta incassando sconfitte a ripetizione (perse quattro delle ultime cinque) e quindi assetata di riscatto per non ritrovarsi a breve, sull’orlo del baratro.
Non è certo la squadra di coach Priftis il miglior cliente possibile da affrontare per una Olidata che arriverà questa sera piuttosto stanca dopo i numerosi viaggi aerei, le partite ogni quarantotto ore e le notti spesso parzialmente insonni a causa dei trasferimenti in giro per l’Italia e l’Europa.
Ma questo è il destino comune delle squadre che hanno deciso di giocare l’Eurolega, hanno scelto di farlo e di conseguenza tutto deve essere programmato e strutturato per sostenere il programma scelto. La Virtus lo ha fatto quest’anno in una maniera diversa rispetto agli anni scorsi, la triennale ottenuta durante l’estate, ha dato modo alla società di programmare una squadra molto più giovane della precedente, con un programma di lavoro che deve essere visto in prospettiva futura, avendo proprio tre anni per crescere come squadra, senza l’assillo ogni stagione, di dover produrre risultati immediati per ottenere il placet a partecipare all’edizione successiva del massimo torneo continentale.
Se poi, oltre a ciò, si tiene in considerazione il fatto, che da questa stagione il budget disponibile doveva fare i conti col disimpegno totale dell’ex main sponsor Segafredo, sostituito solo in minima parte dal nuovo (per il campionato) Olidata, e da una maggiore disponibilità di tutti gli altri che hanno aumentato le loro partecipazioni, ecco che il quadro dovrebbe risultare un pò più chiaro a chi segue con attenzione, i destini bianconeri.
Il tempo dei grandi nomi, dei Teodosic, dei Belinelli, e degli Shengelia, tanto per citare solo gli ultimi, sono al momento un dolce ricordo, oggi per rimanere ai vertici del campionato nazionale e per partecipare con dignità ad un torneo continentale, dove le prime investono ben oltre il doppio del budget, e dove gli ingaggi si sono decuplicati, si è pensato di puntare su un gruppo di ragazzi giovani, futuribili, oltre a qualche certezza arrivata più per la scaltrezza dimostrata dal direttore generale Paolo Ronci nel muoversi in modo rapido, vedasi l’affare Carsen Edwards, non dimenticando mai la risposta immediata del Presidente Zanetti a concludere l’affare in pochi istanti e ad altri su cui l’accordo era stato siglato da tempo, come quello con Saliou Niang o Karim Jallow, arrivato fra l’indifferenza e la curiosità generale, ma che si sta dimostrando uno degli uomini più affidabili di questo gruppo.
Chi oggi, pensa di poter assistere, dopo i primi risultati casalinghi in Eurolega, ad un torneo europeo di vertice delle Vnere, rischia di rimanere un pò deluso. Che sia un gruppo intrigante e con potenzialità di crescita è sicuramente vero, ma che possa già da quest’anno puntare a raggiungere i play in o addirittura un playoff, è davvero un pensiero molto ardito, anche perché questo giovane gruppo deve avere la possibilità di crescere senza troppe pressioni, migliorare di giorno in giorno e capire nel corso della stagione quale sarà il proprio ruolo all’interno di una competizione in cui anche le grandi squadre pian piano cresceranno e diventerà sempre più difficile riuscirle a battere. Senza voler sembrare afflitti da provincialismo, ma solamente a fini di un riscontro statistico, è bene ricordare che squadre ben più attrezzate della Virtus a livello monetario, hanno faticato ben oltre le famose sette camicie, per raggiungere anche solo i play in, dimostrando come l’Eurolega attuale sia davvero il torneo più competitivo seconda solo alla NBA.
Con questo, nessuno si permette di vietare ai tifosi di sognare, e di farlo in grande, ma la realtà dei fatti, e soprattutto la storia recente degli ultimi anni, racconta una verità diversa da quella dei sogni di mezza estate. Anche la squadra dello scorso anno, ben più esperta di quella odierna (ricordiamo che sono cinque gli esordienti in Eurolega nell’attuale Virtus), nell’ultima parte del torneo continentale ha faticato parecchio a reggere il ritmo, finendo per mollare un pò l’Europa e dedicarsi con maggiore attenzione al torneo nazionale, avendo ragione di farlo, visto il risultato finale ottenuto.
Tuttavia, serve pazienza, comprensione verso un gruppo che ad oggi sta comunque viaggiando ad un ritmo in Europa che sta andando ben oltre le migliori aspettive estive, perché averne vinte quattro delle prime nove è già di per sè un ottimo risultato. L’esperienza di cui si è accennato poc’anzi, la si acquisisce giocando, rimediando anche scoppole immeritate, sono tutti step a cui una squadra giovane è esposta nel corso della propria crescita, soprattutto quando ti metti in gioco nel torneo più difficile del continente.
Diverso è il campionato nazionale, in questo caso le armi a disposizione di coach Dusko Ivanovic sono ben diverse e decisamente più consone per poter quantomeno puntare a giocarsi sino in fondo entrambi gli obiettivi che sono disponibili, la Coppa Italia ed lo scudetto.
A differenza dello scorso anno, è vero che la squadra attuale è più carente di esperienza, ma ha migliorato in modo significativo sulla freschezza atletica e sulla fisicità da poter mettere in campo. Rispetto allo scorso anno poi, è arrivato uno come Edwards che ha la grande capacità di sapersi costruire un tiro in autonomia, che può quindi prendersi quella responsabilità a giochi rotti, arma importante in un contesto di fine gara. Importante però è che non diventi l’unica opzione di questo gruppo, il piccolo grande uomo arrivato dal Bayern, ha comunque necessità di avere a fianco qualcuno pericoloso, per non trovarsi un’intera difesa che collassi su di lui nel momento in cui decida di prendersi il tiro.
Ecco quindi che la palla deve girare, la squadra deve giocare insieme e provare quelle soluzioni che possono via via portare alla conclusione uno come Morgan, oppure sfruttare la debordante energia di Niang, o gli ottimi movimenti in post basso di Diouf, tanto per citarne qualcuno.
Tutti devono fornire il loro contributo, anche Jallow, arrivato con compiti difensivi e diventato istantaneamente pretoriano di Ivanovic, ha già dimostrato a più riprese che se messo nelle condizioni di farlo, sa essere molto pericoloso anche in attacco riuscendo a segnare sia attaccando il ferro, sia col tiro da fuori.
Serve quindi un grande lavoro da parte di coach Dusko Ivanovic e del proprio staff, serve che il coach dia fiducia a tutti i ragazzi a disposizione, anche a quelli certamente più indietro come Diarra, forse ancora un pò troppo slegato dal resto del gruppo, ma che quando impiegato, ha sempre dimostrato una discreta attitudine difensiva e qualche scintilla interessante in attacco. Si spera che il coach, soprattutto in campionato, gli conceda più fiducia e più minuti in campo, affinché il ragazzo possa crescere ed entrare sempre più nel complesso meccanismo della squadra.
La gara di stasera va giocata come sempre, tenendo le antenne sempre sintonizzate, inutile ormai ricordare quanto successo contro Cremona, Reggio si trova in questo momento in grandi difficoltà di risultati, il gruppo non ha ancora trovato la sua identità, coach Priftis non è al momento in situazione di pericolo, ma rimediare un’altra sconfitta, seppur in casa dei campioni d’Italia, non lo aiuterebbe, vincendo invece questa gara, potrebbe svoltare questo inizio di stagione abbondantemente sotto le previsioni, rilanciando una squadra che sino ad oggi ha solo rimediato brutte sconfitte.
Fra i ragazzi del coach greco, milita una vecchia conoscenza Virtussina, quel Michele Vitali cresciuto nelle giovanili della Virtus e protagonista di quella sfortunata annata delle Vnere nel 2015/16 culminata con la prima retrocessione sul campo, registrata proprio contro Reggio Emilia in una drammatica trasferta all’ultima giornata.
I bianconeri che hanno un passato con Reggio Emilia sono invece due, Momo Diouf cresciuto nelle giovanili e Brandon Taylor che ci ha giocato nel 2020/21.
Si gioca alle ore 18,30 agli ordini dei signori Bartoli, Valzani e Dionisi, la gara sarà trasmessa dal canale LBA TV, mentre la consueta radiocronaca di Nettuno Bologna Uno, vedrà come consueto il commento di Dario Ronzulli.
Alessandro Stagni
Nell’immagine Karim Jallow, divenuto sin da subito uno degli uomini più fidati di coach Dusko Ivanovic (foto Ciamillo Castoria)