Come nelle ultime due edizioni, sono i meneghini e le Vu Nere a sfidarsi nella serie che assegnerà il titolo di Campione d’Italia. Tutto pronto per il testa a testa tra le due superpotenze del basket italiano, che nonostante qualche inciampo in stagione, specie in campo europeo (e soprattutto da parte dell’Olimpia), hanno dimostrato ancora una volta di essere di un altro livello rispetto alle avversarie. Niente da fare, infatti, per Sassari e Tortona, che nonostante qualche spunto interessante non hanno potuto niente, cedendo di schianto, entrambe per 3-0, i sardi contro l’Olimpia Milano e i piemontesi contro la Virtus Bologna.
La parola “duopolio” spaventa. Ma fotografa la situazione alla perfezione. Negli ultimi tre anni, il record combinato di Milano e Bologna tra quarti e semifinali è 36-1. Con quell’unica sconfitta arrivata, in maniera totalmente impronosticabile considerando gli andamenti delle prime due partite, proprio in gara 3 a Pesaro. Il duopolio esiste. È affermato.
Virtus e Olimpia hanno riportato a casa i due coach italiani più importanti a livello internazionale. E arricchito il nostro campionato con star che non si vedevano da anni. La Serie A, attuale LBA, è passata dall’essere un torneo di passaggio a un campionato in grado di attrarre giocatori di primissimo piano. Pronti a sposare progetti a lunga scadenza con le nostre squadre.
Proviamo a dare un focus tecnico delle due squadre e su come entrambe le compagini sono arrivate a scontrarsi all’ennesima finale di campionato.
OLIMPIA MILANO: i ragazzi di coach Messina rispetto a quelli di Scariolo, vanno con il pilota automatico.
Forse molto più “istruiti” seguendo i dettami tecnici del loro condottiero e guai a chi vada fuori dagli schemi, ma non c’è nulla da dire, se pur cambiano i protagonisti in campo, il risultato è sempre lo stesso.
Il basket Messiniano si sente e si vede.
I meneghini come prima freccia del loro arco, hanno senza dubbio il contropiede.
Avendo la fortuna di contare su giocatori “interni” del calibro di Melli, Hines (giusto per citarne qualcuno), abili ad aprire l’azione in palleggio e con lanci baseball, riescono spesso e volentieri ad attaccare il ferro in transizione.
Quando invece l’azione non riesce a chiudersi nei primi secondi dei 24, si può ampiamente sfogliare il play book del coach; partendo non solo dai vari blocchi stagger per far uscire tiratori mortiferi come Byron, Shields o Napier ma anche aprendo molto il campo trovando vantaggio da un pick&roll iniziale per poi ribaltare la palla e giocare con una sponda.
Sul lato debole poi il gioco interno/esterno è implacabile da difendere vista la qualità e la pulizia dei movimenti.
In difesa, la responsabilità individuale è tutto.
Non conta se sulla canotta ci sia scritto Hall, Alviti o Datome, se per coach Messina, in quel momento non difendi, è panca assicurata. Milano riesce ad occupare linee di passaggio e area come nessuno in Italia giocando quindi un tasso di palle recuperate non indifferente, ciò significa più possessi, più probabilità di far canestro, meno possibilità di far attaccare gli avversari.
VIRTUS BOLOGNA: Le Vu Nere potremmo definirle molto più “artisti” rispetto ai colleghi dell’Olimpia.
Pur avendo intrinseco in loro l’impronta di coach Scariolo, sono più liberi nell’esprimere la pallacanestro.
Si tratta di un basket giocato molto più fluido, fatto di letture, spazi e “meno” applicazione.
Cioè non significa che non ci siano giochi nel play book di Scariolo ma che lascia molto l’iniziativa ai suoi uomini di prediligere un pick&pop o uno dei più classici spain games, un 1c1 sull’altro lato del campo dopo un ribaltamento.
Certo quando hai la fortuna di allenare maghi come Milos Teodosic che disegna pallacanestro e vede cose che gli altri non vedono, quando hai giocatori come Pajola che riescono ad adattarsi in qualsiasi secondo a qualsiasi situazione ci sia sul parquet o uno Shengelia che riesce a giocare sia da interno che esterno, ti viene tutto molto facile.
In difesa rispetto ai meneghini sopra citati, i bolognesi sono molto ben più piazzati, con la batteria Jaithe, Ricci, Shengelia, Mickey si possono concedere anche meno responsabilità individuali godendo dei loro mezzi fisici andando poi a recuperare quanto perso durante l’azione difensiva.
La Virtus è una delle prime squadre della
LBA per rimbalzi catturati.
Olimpia Milano-Virtus Bologna, la più classica delle finali che ci aspettavamo ma senza dubbio la migliore che avremmo potuto assistere.
Sarà l’ennesimo scontro fra due idee di pallacanestro molto differenti tra loro ma sotto alcuni punti di visti anche molto simili.
Ne vedremo delle belle.
Edoardo Cafasso