Givova Scafati, voto 8: una vittoria non preventivabile sulla carta arriva con una prestazione sontuosa al tiro pesante. Decisiva la difesa negli ultimi due possessi che decidono la gara e regalano un successo di platino dopo tre stop consecutivi.

 

Stone, 6,5: nella gara dell’ex mette a referto appena 4 punti ma si fa apprezzare in cabina di regia con 8 assist; è l’unico a sbagliare un libero nella partita, tanto per dare un po’ di suspense.
ALTRUISTA

Logan, 5,5: si vede che non è al 100% e fa fatica a ritrovare il ritmo al tiro (1/6 da 3).
ARRUGINITO.

Okoye, 8: è uomo ovunque per Caja, segna, prende rimbalzi, difende. Potrebbe fare di più: potrebbe candidarsi a sindaco, ora che il posto è vacante.
ONNIPRESENTE

Pinkins, 7,5: nei primi tre periodi fa un po’ di fatica, nel quarto si prende le responsabilità dal perimetro e fa malissimo alla Reyer.
ARRIVANO I NOSTRI

Thompson, 5: ancora una volta il peggiore degli stranieri di Caja, patisce sia Watt che Willis. Buon per lui che la Givova abbia una percentuale impressionante dalla distanza.
TIMOROSO

Hannah, 7,5: sembra un altro giocatore rispetto alla pessima immagine data in quel di Fuenlabrada. Vero è che spesso i nuovi impattano bene per poi avere un calo, per il momento sembra che giochi in gialloblu da inizio stagione.
BRILLANTE

Rossato, 7,5: veneziano di nascita, capitano coraggioso. Non rifiuta una responsabilità che è una e chiude con 15 punti a referto.
CLONATELO

Imbrò, 5: 9’ di campo in cui passa inosservato, viene da chiedersi se queste erano le premesse con cui aveva deciso di cambiare aria dopo l’inizio a Verona.
MISSING

Mian, 5,5: tiri non ne prende, e quando li prende (appena 2) non vedono la retina. Almeno si reinventa come rifinitore con 3 assist.
FLESSIBILE

De Laurentiis, ne.

Tchincharauli, ne.

Caiazza, ne.

 

Caja 8: si è reinventato offensivista, lui che della difesa fa un mantra. Lascia briglia sciolta in attacco ed i suoi lo ripagano con oltre il 50% dalla linea dei 3 punti. Dà dividendi anche l’azzardo di spostare Pinkins da centro.
SORPRENDENTE

 

Reyer Venezia, voto 5: il mal di trasferta non passa. Vero che l’avversario è in serata di grazia al tiro, ma altrettanto lo è che gli orogranata non tirano male. Il peccato originale è la difesa sul perimetro: troppe volte i tiratori avversari hanno tutto il tempo per eseguire senza contestazione.
GROVIERA

Spissu, 6,5: ogni tanto trova la conclusione dalla lunga distanza, tuttavia è un po’ meno ispirato nell’organizzazione del gioco e preda di un pizzico di nervosismo di troppo che gli costa anche un fallo tecnico.
STRESSATO

Granger, 6,5: discorso analogo al compagno con cui si divide gli spot di playmaker e guardia, eccetto per il fattore nervosismo che l’italouruguaiano non patisce. Le sue scelte pagano dividendi, anche se nel finale chi riceve palla spreca.
LUCIDO

Parks, 7: tiene a galla i suoi nel terzo periodo con soluzioni varie e tanta energia, al 30’ è il top scorer dei suoi. Chiude sostanzialmente lì il fatturato, dimenticato per troppi minuti in panchina.
IN CRESCITA

Willis, 6: tenerlo non è mai compito facile per il difensore; l’ex Brindisi, però, fa un po’ troppa fatica al tiro e nel marcare Pinkins.
SUFFICIENTE

Watt, 7: migliore dei suoi, stravince il duello con Thompson e mette lo zampino nell’ultimo tentativo di fuga reyerino.
CONSISTENTE

Freeman, sv: ormai è più di un caso, in 4 minuti segna 2 punti prendendosi due tiri, poi De Raffaele lo rimanda in panchina e non lo si vede più.
SEPARATO IN CASA

Bramos, 5,5: si vede poco ma c’è, tuttavia sbaglia il tiro della vittoria.
SOTTO TRACCIA

De Nicolao, 5,5: 5 assist a referto, ma non si prende nemmeno mezza responsabilità, delegando sempre ad altri.
BUROCRATICO

Brooks, 4,5: in 18’ fa più danni che altro, perdendosi anche Pinkins che scarta con gusto i regali concessigli.
IMPACCIATO

Tessitori, 4,5: il tap-in sbagliato dopo essere stato dimenticato da Thompson è emblematico. Non apporta quasi nulla.
“MOLLO” (cit.)

Chillo, ne.
Moraschini, ne.

De Raffaele, 5-: la sua Reyer ha dimenticato come si difende così come Peter Griffin ha dimenticato come ci si siede. Nel quarto periodo tiene Parks in panchina quando aveva chiuso alla grande il terzo. Con Freeman ci sono due possibilità: o chiudere definitivamente il rapporto o prendersi a cazzotti in spogliatoio, insultarsi reciprocamente gli alberi genealogici e ripartire dopo essersi sfogati. Continuare così non fa bene a nessuno.
INCISTATO

 

Nell’immagine Stan Okoje, foto Ciamillo-Castoria

 

Elio De Falco