Da che mondo è mondo, la terza partita di una serie indirizza l’inerzia da una parte o dall’altra. In questo caso Venezia, grazie a un super quarto periodo, si è presa la vittoria in gara 3 contro una Virtus stanca e poco incisiva in difesa. In tutto ciò ne ha giovato chi quella casacca l’ha indossata qualche stagione fa – vincendo anche qualcosina – ma che ne veste una orogranata. Amedeo Tessitori chiude con 22 punti (10/12 da due), 10 rimbalzi, una stoppata, un recupero e un assist, con 26 di valutazione totale in 24 minuti sul parquet. Il pisano inizia subito forte, segnando tutti i primi punti dei suoi e tenendoli a contatto, contro una Virtus (soprattutto un Edwards) scatenata. A rimbalzo non soffre nè Diouf nè Diarra, in entrambe le metà campo. Solo nei minuti in cui Tessitori è a riposo, i due lunghi della Virtus hanno un po’ di margine, contro un Horton non irresistibile. “Ho cercato di dare quello che era mancato in gara due, ovvero la mia presenza in area. Ho provato a fare del mio meglio”, le umili parole del centro orogranata al termine della gara. Da ex a Tex il passo è brevissimo, ma è anche una vittoria importantissima per la sua Reyer Venezia, ora in vantaggio 2-1 nella serie e con due match-point per tornare in finale dopo sette anni.
Foto Ciamillo – Castoria
Matteo Orsolan