Valencia è viva e vegeta. I Taronja si scrollano di dosso la sconfitta di gara 1 e rullano senza appello il Barcellona con il risultato di 102-75, il miglior viatico possibile in vista della doppia sfida del Palau in cui dovranno assolutamente vincerne almeno una per mantenere accese le speranze di titolo.
Jean Montero, autore di 19 punti a cui aggiunge 5 rimbalzi e 6 assist, si prende le redini di una Valencia che ritrova ottime sensazioni dal perimetro (52%), in maniera diametralmente opposta a quanto visto due giorni prima.
Al folletto dominicano si aggiungono altri 4 elementi in doppia cifra, su tutti Braxton Key (15), seguito da Omari Moore (11) e dalla coppia Pradilla (10+7rb) – De Larrea (10).
Il Barça, in partita nei primi 20′, si aggrappa al solito Laprovittola (14) ed all’energia di Joel Parra (16), tuttavia Pascual ha molto da lavorare.
Stavolta il tiro pesante tradisce i blaugrana (19%) ed anche in area (49%) Shengelia e compagni patiscono la fisicità taronja. Senza le percentuali, aumenta il peso della lotta a rimbalzo, anche stavolta favorevole ai padroni di casa.
Il quadro, infatti, non differisce quanto il risultato dal primo round; più fisica ed energica Valencia, Barça a rimorchio che prova a restare attaccato alla gara con la difesa.
Se l’ottima mira ospite aveva permesso di avere ragione giovedì, sabato questa variabile si ribalta ed il risultato favorisce nettamente gli uomini di Pedro Martínez che toccano anche il +30 nel finale.
C’è partita solo nel primo tempo, gli ospiti reagiscono all’avvio arrembante avversario stringendo le maglie e giocando con la testa, 6 punti in fila di Laprovittola, che non segnerà più dopo la pausa lunga, riportano ad appena 7 le lunghezze di distacco dopo il 26-11 della prima frazione di gioco.
Il secondo quarto, però, si rivelerà un miraggio per i blaugrana ed un fisiologico respiro per i taronja che, al rientro dagli spogliatoi, spaccano letteralmente la partita con un parziale di 10-2 orchestrato da Montero (55-40); Un altro break di 8-0 vale il +20 (62-42).
Le ostilità si chiudono qui, il resto è un ampio garbage time che serve a ricaricare le batterie e la speranza di Valencia, chiamata a violare il Palau Blaugrana almeno una volta per poter tornare tra le mura amiche a giocarsi il secondo scudetto della propria storia e raccogliere l’eredità di Bojan Dubljevic e compagni.
Allenatore era, caso vuole, proprio Pedro Martínez.
QUI le statistiche del match