Poco più di un mese alla fine della regular season e ancora 19 partite da disputare, poi la stagione degli Charlotte Hornets… potrebbe non essere finita. Ad inizio stagione gli Hornets erano visti come una di quelle squadre il cui obiettivo sarebbe stato migliorare le 19 vittorie della stagione passata, cercare uno spunto da cui ripartire dopo tre stagioni deludenti e magari assicurarsi una buona scelta al prossimo draft. Stagione che almeno per la prima parte ha mantenuto le basse aspettative con poche vittorie sparse tra un filotto e l’altro di sconfitte, e l’impressione che il proprio leader LaMelo Ball potesse essere un giocatore sacrificabile per ricostruire.
L’aspetto più positivo è stato fin da subito l’approccio all’NBA di Kon Knueppel, quarta scelta al Draft e dimostratosi dalle prime partite un giocatore figlio della pallacanestro moderna per la naturalezza nell’affidarsi al tiro da tre punti. Non l’unico aspetto del suo gioco, ma quello ad oggi più efficace. Nella prima parte di stagione, dove il record di squadra non metteva Charlotte sotto i riflettori per una possibile post-season, i numeri e le triple del ventenne nativo di Milwaukee, hanno posizionato Knueppel subito tra i migliori rookie, e per parecchie settimane al primo posto della classifica, sopra al suo ex compagno di squadra a Duke e, prima scelta, Cooper Flagg. Knueppel è diventato presto una valida scelta offensiva per il coach Charles Lee, oltre alla coppia Ball-Miller. Le tante triple segnate lo hanno portato poco prima di Natale a diventare il giocatore più veloce nella storia della NBA a realizzare 100 triple. Nel suo caso ci sono volute 29 partite, mentre il record precedente apparteneva a Lauri Markkanen con 41 partite.
I primi due mesi della stagione hanno dato l’idea che Charlotte avrebbe vissuto un altro campionato con un grande gap tra vittorie e sconfitte, ma anche con la consapevolezza di avere nel roster un giocatore che in futuro potrebbe far invertire il trend negativo, coadiuvato da altri giovani come Ryan Kalkbrenner e giocatori con più esperienza. Questo fino a metà gennaio quando tra l’11 e il 22 gli Hornets hanno alternato 3 vittorie e 3 sconfitte. Dalla partita successiva del 23 gennaio contro Orlando, gli Hornets hanno cominciato a vincere a ripetizione, arrivando a nove vittorie consecutive e perdendo la prova del dieci contro Detroit, leader della Eastern Conference, il 10 febbraio. Una striscia di vittorie da almeno 8 partite mancava a Charlotte dal 1999. Dallo scorso mese la stagione degli Hornets è decisamente cambiata e ora, sono stabili in zona play-in con i Milwaukee Bucks distanti sei vittorie. Record che ora dice 32-31, a seguito della nuova striscia positiva che, con la grande vittoria di stanotte al TD Garden, sale a sei per gli Hornets. Con il quintetto titolare formato da Ball, Knueppel, Miller, Bridges e Diabate il record è di 20 vittorie e 2 sconfitte.
Tornando a KonKnueppel, sta dimostrando grande continuità partita dopo partita; è regolarmente in doppia cifra e presente anche a rimbalzo. Nel corso della scorsa settimana ha riscritto altri record per quanto riguarda le triple realizzate. Nella vittoria con Chicago del 25/02, Knueppel è diventato il giocatore più veloce ad aver segnato 200 triple, 58 partite, battendo il precedente record di Duncan Robinson con 68 partite. Ma non è finita qui, perchè nella gara seguente contro i Pacers, Knueppel mettendo a segno 8 triple è diventato il rookie con più triple segnate della storia della NBA. Il record precedente apparteneva a Keegan Murray con 206 ma in 80 partite nel 2022/2023. Knueppel sta mantenendo una media del 44% da tre. Nella classifica dei rookie per punti segnati a partita è dietro a Cooper Flagg, mentre è primo per distacco per il totale di punti segnati.
La stagione degli Hornets è cambiata e potrebbero continuare a fare divertire i propri tifosi e tutti gli appassionati ancora un altro po’. Kon Knueppel, dovesse continuare in questa maniera, potrebbe davvero soffiare il titolo del rookie dell’anno all’amico Cooper Flagg, e sarebbe del tutto meritato.
Edoardo Tamba
foto (Kon Knueppel – Nba.com)