Le parole dei due coach, quello di Sassari Piero Bucchi e quello di Treviso Marcelo Nicola, dopo il loro scontro nel ventincinquesimo turno di LBA:

 

PIERO BUCCHI:

“Volevamo vincere anche per rifarci dopo la sconfitta di Verona. Una vittoria importante perché con i due punti abbiamo messo un mattone prezioso per la classifica. I ragazzi hanno giocato per trenta minuti con grande intensità, hanno fatto una splendida difesa, soprattutto Kruslin su Banks. Non sempre si sottolinea la prova dei singoli ma, in questo caso, si trattava di controllare Banks, un giocatore che conosco bene e che apprezzo molto. Kruslin ha fatto un lavoro splendido, si è sacrificato e in questi casi è bene sottolinearlo. Ora guardiamo avanti, si riprende il lavoro dopo Pasqua e pensiamo ai prossimi impegni che saranno molto importanti ai fini della classifica. Verona è una squadra molto forte, ha ottenuto dei buoni risultati, è una squadra pericolosa e questa era una partita che temevo. Potevamo rischiare, ma i primi trenta minuti, ripeto molto buoni e giocati con grande intensità, ci hanno assicurato la vittoria. La sconfitta di Verona ci poteva stare, è fisiologica, ma volevamo subito liberarci mentalmente di quella sconfitta. La squadra ha reagito bene, ha giocato con intensità, almeno nei primi trenta minuti. È stata anche una partita divertente, il pubblico si è divertito ma io mi diverto soprattutto quando vinco. Se si gioca male e si vince io mi diverto lo stesso. Il difetto di ogni allenatore è questo: ci piace vincere, mettere da parte la partita e pensare all’impegno successivo”.

 

MARCELO NICOLA:

“Partita decisa nel primo quarto, se iniziamo concedendo ventinove punti a Sassari, poi siamo sempre costretti a rincorrere. Per fortuna nell’ultimo quarto siamo riusciti a far vedere chi siamo, ma non possiamo iniziare una partita così contro nessuno tantomeno con una squadra come Sassari. Bisogna riaggionarci ed essere concentrati per la prossima partita. Ci lavoreremo e la guardere, speriamo di ripristinare quello che avevamo fatto all’inizio, ripartendo dal primo quarto, squadra che aggredisce, mette le mani addosso e prende rimbalzi e questo ci dà più consapevolezza in attacco.