Le parole dei due coach, quello di Venezia Neven Spahija e quello di Trieste Jamion Christian, dopo il loro scontro nel ventiseiesimo turno di LBA:

 

NEVEN SPAHIJA:

“È stata davvero una festa di pallacanestro. Abbiamo fatto tantissime cose buone, perché vincere contro una squadra come Trieste non è affatto facile: hanno molto talento e tanti punti nelle mani. L’avevamo preparata bene, come sempre, ma stavolta il game plan ha funzionato. Prima della gara avevo detto ai ragazzi: possiamo segnare quanto vogliamo, ma la nostra identità deve essere la difesa. Questo non è l’NBA. Contro Brescia abbiamo segnato 89 punti e perso, perché non abbiamo difeso. Tutti e 12 i giocatori sono andati a segno. Non posso chiedere di più. Ma ora dobbiamo rimanere umili e continuare a lavorare duro. Non è normale vincere di 30 contro una squadra forte e ben allenata come Trieste. Non abbiamo giocato sempre come vorrei, ma in ogni errore offensivo c’è stata una buona risposta difensiva. Mi sono arrabbiato con Moretti e Tessitori per la gestione dell’ultimo possesso. È già successo altre volte. Dobbiamo imparare che l’ultimo tiro, in vantaggio, deve essere nostro. Ho esagerato nei toni, l’ho detto anche a lui: sono ragazzi splendidi, devo spiegarmi meglio. Oggi è andato tutto bene, ma la stagione si gioca nella continuità. E noi dobbiamo ancora dimostrare tanto.”

 

JAMION CHRISTIAN:

“Una delle nostre migliori partite da cui imparare. Loro hanno fatto valere fisicità e taglia, e ci hanno messo in difficoltà, ma in alcuni momenti siamo riusciti a portare il match dove volevamo. Non siamo riusciti a mettere insieme sequenze efficaci su entrambi i lati del campo. Contro Trapani e Venezia non ci siamo alzati al livello richiesto. Eppure abbiamo avuto una grande settimana di allenamenti. Dobbiamo imparare a tradurre il lavoro in palestra in prestazioni durante le partite che contano. Se vogliamo diventare davvero competitivi, serve fare questo salto”.