Finalissima di Coppa Italia di serie A2, in campo Cantù e Cividale, la più classica delle metafore di Davide contro Golia, per una questione sia di blasone che oggettivamente di valori. Partita combattuta, dal punteggio bassissimo, nella quale l’ha spuntano i brianzoli (qui il box score).

CANTU’

Basile 5,5: inizia bene, presente, in palla, poi è limitato anche nell’utilizzo.

Piccoli 6,5: fa una sola cosa, e la fa in maniera eccelsa, si appiccica a Redivo e lo annulla.

Valentini 5,5: non la sua miglior serata, nonostante il tempo impiegato non incide.

Possamai 5: preferito nella rotazione dei lunghi, non fa granché.

McGee 7,5: si accende nel terzo quarto e scava il solco decisivo, quello per la vittoria.

Moraschini 6,5: show time nel secondo parziale, quando segna 11 dei 13 punti consecutivi della squadra.

Baldi Rossi 6,5: sempre utile, con canestri fondamentali, una certezza.

Riismaa 6: gioca duro e il suo lavoro si vede soprattutto in difesa.

Hogue 6: non brilla ma forse non ce n’è neppure la necessità.

Okeke ng

All. Brienza 7: game plan chiaro e rispettato, evitare di far correre Cividale.

 

CIVIDALE

Rota 5: tanta volontà, poca consistenza.

Dell’Agnello 6,5: lotta, segna e arringa, con un cuore enorme che purtroppo non basta.

Redivo 5,5: prova ad entrare in partita nel terzo quarto con alcune sue zingarate, ma non ci riesce.

Lamb 6: a corrente alterna il terminale offensivo migliore della squadra.

Miani 6: tanta grinta, buone letture, sfortunato su alcune conclusioni sputate dal ferro.

Marangon 5,5: ordinato, senza infamia e senza gloria.

Anumba 5: ci mette il fisico, poco altro.

Ferrari 5: una bella schiacciata, ma sbaglia tanto al tiro.

Berti ng

Piccionne ng

Pittioni ng

Mastellari ng

All. Pillastrini 5,5: la squadra è imbavagliata dagli avversari, e non riesce a trovare soluzioni.

 

LNP Foto/Ciamillo-Castoria

Giovanni Bocciero