APU Udine mai doma, rimonta 15 punti e forza l’overtime, ma Cucci decide la sfida dalla lunetta, la squadra campana vince la gara 82-79.

Si torna al PalaCarnera, la Givova Scafati fa sua gara 4 dopo un overtime, battendo un’APU capace di rientrare dal -15 di metà terzo quarto ed avere anche la palla per vincere la serie.

Nel finale, Cucci è decisivo nel mettere a segno i liberi fondamentali. A coach Boniciolli non basta un monumentale Antonutti.

LA CRONACA

Non c’è Cervi nel referto della Givova, tutti disponibili per coach Boniciolli. In palio c’è la finale con la già qualificata Napoli, con Scafati che prova a riportare la serie al PalaCarnera e gli azzurri attenti spettatori a sperare, almeno oggi, nella vittoria dei cugini.

Coach Finelli apre la gara con Palumbo, Gaines, Sergio, Thomas e Benvenuti; Boniciolli oppone Giuri, Johnson, Italiano, Mian e Foulland.

Le due squadre partono scambiandosi i canestri, con la sfida tra Johnson (subito 5 per lui) e Gaines che si accende su ambo i lati del campo ed Italiano che battaglia furiosamente con Thomas; tuttavia l’ex Ravenna pare in giornata e piazza 6 dei primi 8 punti della Givova (8-7).

Scafati, dopo un primo momento di dubbio, si prende la testa con un parziale di 8-2 (12-9), Udine risponde con l’alley-oop affondato da Foulland ma ancora Thomas ristabilisce il possesso pieno di vantaggio.

Non sembra la partita di Gaines, spesso impreciso quando ha la palla, ma rimedia senza troppi problemi Palumbo, che piazza il primo allungo gialloblù, andando a forzare anche il secondo fallo di Johnson (21-13).

Udine sbatte contro la zona match up di coach Finelli, tuttavia il motore italiano funziona e riporta a contatto gli ospiti con Antonutti ed Amato in apertura di ultimo minuto.

Al 10’, Scafati conduce per 23-18.

 

L’APU suona la carica in avvio di secondo quarto, ma la tripla del 23-21 di capitan Antonutti non trova seguito, mentre la Givova vede il canestro come la cruna d’un ago.

Ci pensa Gaines, finalmente, a porre fine a 3’30” senza segnare, ma Pellegrino accorcia nuovamente, inchiodando la bimane, al termine di un’azione rocambolesca; il successivo canestro di Giuri, bravo a prendere la linea di fondo, convince Finelli a fermare il cronometro.

Ma Udine non cambia registro e pareggia con Mian (26-26 a 4’30” dall’intervallo).

La Givova, che concede troppi extra posssessi, viene graziata più volte, così Benvenuti, con un altro gioco da 3 punti, le restituisce la leadership.

Sembra la svolta, Thomas torna a segnare con lo schiaccione a due mani, ancora Benvenuti corregge il tiro di Sergio e Boniciolli chiama il time out (33-26).

La valanga gialloblu, però, è irrefrenabile, ancora Gaines e Thomas regalano il primo vantaggio in doppia cifra ai padroni di casa, poi Johnson commette il terzo fallo a 48” dalla pausa lunga e viene prontamente richiamato in panchina.

Un canestro pesantissimo di Sergio, in risposta a Pellegrino, chiude la prima metà di gara sul 40-31 Givova.

 

Per l’ex Ravenna sembra che l’intervallo non ci sia mai stato, subito tripla per il massimo vantaggio; quattro punti consecutivi di Gaines obbligano Boniciolli a richiamare i suoi in panchina per fare quattro chiacchiere.

Nel momento di difficoltà bianconero, ad emergere è il capitano Antonutti: prima la tripla, poi un’azione di pura caparbietà a rimbalzo con cui riesce a strappare un fallo subito dal nulla. Tutta esperienza, quella dell’ala pivot già ad Udine in maglia Snaidero, dalla sua energia nasce il -9 APU (49-40), ma ancora Sergio centra il bersaglio grosso per rispedire indietro gli ospiti.

La tensione in campo aumenta, Cucci ed Italiano si scambiano vari colpi non proprio legittimi, la panchina ospite esagera nelle proteste e la terna arbitrale non può che fischiare il fallo tecnico.

Ancora una tripla, stavolta di Marino, fissa il primo +15 gialloblu, ma Nobile, un po’ in sordina fino a quel momento, replica subendo il fallo, anche se manca l’occasione del gioco da 4 punti.

Ma tanto basta, Amato trova un altro canestro pesante per tornare sotto la doppia cifra di svantaggio, Sergio lo ripaga con la stessa moneta, ma l’ex Verona si ripete, al 30’ il tabellone recita 61-52 per la Givova.

 

È un magic moment per Amato, terzo bersaglio grosso consecutivo, poi assist per Foulland che chiude il pick ‘n roll portandosi a casa il ferro, è -4 APU (61-57), coach Finelli decide che è meglio dire qualcosa ai suoi a cronometro fermo.

Coach Boniciolli ripropone l’ormai classica triangle and two, la Givova ci sbatte contro ma, stavolta, Amato non riesce a castigare gli errori avversari.

Anche la Givova adotta la zona, 1-3-1 vecchio stampo, e fa faticare tantissimo l’attacco bianconero; ma Antonutti ha fatto tanta Serie A1, nel momento di difficoltà trova il gioco da 3 punti che riporta a contatto l’APU (61-60).

Parlavamo di Serie A? Ecco Gaines, nonostante una partita in cui era apparso in difficoltà: tripla dall’angolo e di nuovo due possessi di vantaggio per la Givova.

È il momento dell’ex Cantù, altra tripla in uscita dai blocchi e +7 a 4’32” dal termine, ma l’APU non molla un centimetro, due triple di Mian fissano il pareggio a quota 69; subito time out di coach Finelli per fermare l’inerzia.

Ma l’effetto non arriva, Johnson vive nei quarti quarti e sigla il vantaggio ospite, Gaines risponde guadagnandosi la tripla occasione in lunetta, ma segna solo due liberi, è parità.

Udine continua a macinare, la tripla di Johnson danza sul ferro, rimbalzo di un monumentale Antonutti e 71-73 in apertura di ultimo minuto, Scafati manca l’occasione del pareggio ma Giuri la grazia dall’angolo.

È Gaines a gestire il possesso decisivo, isolamento contro Johnson e canestro del pari a 10” dal termine.

Il PalaMangano è un inferno, Udine sbaglia il canestro della vittoria, è overtime.

 

Senza Thomas, fuori per falli, Scafati trova il primo vantaggio con Palumbo dalla media; il rumore si fa assordante, Mian pareggia dai 6 metri, poi sorpassa dalla lunetta (75-77).

Ogni palla, adesso, pesa tonnellate, Cucci trova il pari a 2’20” dalla sirena, Scafati si piazza a zona ma Gaines non riesce a tenere il mismatch con Antonutti, giunto a quota 21.

L’ex Cantù, però, si riscatta prontamente guadagnandosi il quinto fallo di Italiano e capitalizzando la gita in lunetta per il pari (79-79).

Le mani tremano, Cucci segna solo uno dei due liberi a disposizione, frutto del quinto fallo di Mian, Udine sbaglia due volte la palla del vantaggio e concede all’ala grande romana di ripresentarsi sulla linea dei 4,60m: stavolta è 2/2, Johnson tenta la preghiera ma si spegne sul ferro, si va a gara 5.

Finisce 82-79.

 

Elio De Falco