Un Bayern fantastico e Milutinov che domina Milano sono i principali ingredienti dell’appuntamento del sabato di Euro emoticon.
Ultimo turno del 2020 per un’Eurolega giunta ormai al proprio giro di boa, con gerarchie che iniziano a definirsi molto chiaramente in vista dei due mesi solitamente fondamentali per la classifica, quelli di gennaio e febbraio. Approfittando dell’ormai chiara crisi del Barcellona, CSKA e Real Madrid vanno in fuga nelle prime due posizioni. Proprio i Russi hanno regalato un dispiacere all’Olimpia Milano, vicinissima a compiere l’impresa e sconfitta solo all’overtime.
CHI SALE
Zenit San Pietroburgo. La vittoria di Tel Aviv ha due effetti molto importanti. Per prima cosa, spegne il buon momento di un Maccabi in rimonta verso la zona playoff. Inoltre, lancia la squadra di Xavi Pascual nelle primissime posizioni della classifica, nonostante ci siano due gare ancora da recuperare. Lo Zenit sta sorprendendo per la propria solidità difensiva e ora evidenzia anche alcuni notevoli progressi offensivi. Bisognerà fare i conti con loro.
Kostas Sloukas. Nella vittoria di Mosca contro il Khimki, il playmaker greco riesce a fare per la prima volta in stagione la voce grossa, mettendo a segno 25 punti con 5 assist e 29 totale di valutazione. E’ evidente che, per funzionare, l’attacco dell’Olympiacos abbia bisogno del proprio leader designato. Tuttavia la stagione di Sloukas continua ad essere altalenante e il miglior acuto è arrivato contro i resti del Khimki. Troppo poco al momento per i playoff.
Real Madrid. A vedere la partita in casa dell’Efes sembrava impossibile che la squadra di Pablo Laso potesse veramente portarla a casa. Invece è andata proprio così. L’equilibrio si mantiene tale per tutto il corso della gara, con l’Efes impossibilitato a fuggire dalle orrende percentuali al tiro da tre punti. Poi, quando più contava, è arrivata la scarica di un campione come Jaycee Carroll a decidere il match. Continuano a perdere pezzi, ma esperienza e orgoglio non mancano. Il girone di ritorno comincia dall’Olimpia Milano, con le probabili assenze di Gabriel Deck e Sergio Llull.
Bayern Monaco. Le sorprese, dopo l’intero girone di andata, non esistono più, e le undici vittorie parlano chiaro. Solidità difensiva e chiarezza di idee in attacco, dove il rientro del troppo sottovalutato Wade Baldwin è stato fondamentale. L’impresa casalinga contro il Barcellona evidenzia il cinismo di far pesare le assenze di Brandon Davies e Nikola Mirotic nelle file degli ospiti. Lottano per le posizioni playoff. Chapeau, coach Trinchieri.
Nikola Milutinov. C’è ovviamente una grossa compartecipazione di Milano nella sua serata da record sbriciolati al Mediolanum Forum, ma quelle cifre bisogna pur sempre metterle in piedi. 32 minuti in campo, 17 punti e 19 rimbalzi, di cui ben 16 (!!) offensivi. Non tira neanche benissimo da due (6/13), ma le carambole non gli cascano in mano per caso: è anche e soprattutto un raffinato lavoro di posizione per sfruttare al meglio la propria stazza. Mostruoso.
CHI SCENDE
Khimki. Adesso, aldilà dei risultati (sempre e solo sconfitte), la situazione inizia ad essere realmente ridicola da tutti i punti di vista. Contro di loro scollina i 100 punti segnati anche uno dei peggiori attacchi della competizione, quello dell’Olympiacos. Ma non solo, non si capisce nemmeno più chi sia a roster e chi no. Si racconta che siano in odore di rescissione Jonas Jerebko e Greg Monroe, ma nessuna notizia certa viene a galla. E’ scomparso Sergey Karasev. Se non arrivassero in finale in VTB (al momento pare difficile), l’anno prossimo potrebbe essere anche addio all’Eurolega.
Barcellona. Ora le sconfitte in fila iniziano a essere tre. Dal punto di vista europeo si può decisamente parlare di crisi per una squadra che ha perso le proprie certezze di inizio stagione, quelle che l’avevano lanciata in fuga alla testa della classifica. Senza due interpreti come Davies e Mirotic, il gioco molto interno di Jasikevicius non è la stessa cosa e non sembra che si possa sopperire sul perimetro, stante l’assenza di un cambio di Nick Calathes. Perché, naturalmente, è inutile negare che la vicenda Thomas Heurtel pesi. Ora deve venire fuori la bravura di Sarunas Jasikevicius.
Dragan Bender. Giocatore altalenante se ce n’è uno. Sembrano passati secoli da quella quarta scelta assoluta al Draft NBA del 2016. Contro lo Zenit gioca quasi 18 minuti in cui non produce un bel niente, chiudendo con un pessimo -1 di valutazione. E bisogna peraltro ammettere che il peggior male difensivo della squadra di Ioannis Sfairopoulos, senza portare niente in attacco. Al momento, tranne sparute occasioni, è una palla al piede per il Maccabi e le sue velleità.
ASVEL. La ripassata presa in casa del Fenerbahce è stata una di quelle partita in cui il team francese non è neanche entrato in campo. Il problema fondamentale è che ci sono atletismo e fisicità in abbondanza, ma la capacità di comprendere il gioco è davvero poco e non è migliorata affatto da inizio stagione. Il tutto funziona quando entra il tiro da tre punti, altrimenti è notte fonda. TJ Parker ha delle colpe? In parte sì.
Kaleb Tarczewski. Ora c’è davvero un problema. Contro il CSKA Ettore Messina gli concede comunque 17 minuti di campo, ma lui ripaga con 1 punto e zero rimbalzi presi. A onor del vero, con lui in campo Milutinov pasteggia meno sotto al ferro milanese, trovandosi contro un corpo di pari livello e maggior atletismo. Non può bastare però, perché in attacco Kaleb è inesistente e in difesa sta ricadendo nel vizio dei falli stupidi. E pensare che nell’overtime, nonostante la prova incolore, sarebbe servito. A Milano serve un lungo di stazza per essere la corazzata che si pensa possa diventare.
CSKA Mosca 14-3; Real Madrid 12-5; Barcellona 11-6; Bayern Monaco 11-6; Zenit San Pietroburgo 10-5; Zalgiris 10-7; Valencia 10-7; Olimpia Milano 9-7; Baskonia 8-8; Olympiacos 8-8; Efes Istanbul 8-9; Maccabi Tel-Aviv 7-10; Fenerbahce 7-10; Alba Berlino 6-10; Stella Rossa 6-11; Panathinaikos 5-12; ASVEL 5-11; Khimki Mosca 2-15
FOTO: Nikola Milutinov, dominante contro Milano (Ciamillo-Castoria)
Andrea Ranieri