Secondo quanto riportato da BasketNews, nel panorama del basket europeo starebbe prendendo forma un nuovo fronte interno alla EuroLeague. Si tratta di un’associazione che coinvolgerebbe i club attualmente presenti nella competizione ma non appartenenti al gruppo dei fondatori, una mossa destinata a incidere sui futuri equilibri della lega e ad accelerare il dibattito sull’espansione del torneo, ridefinendo al tempo stesso il ruolo delle squadre non azioniste.
Nel dettaglio, il nucleo centrale delle società non azioniste di Eurolega – Dubai Basketball, Hapoel Tel Aviv, Valencia Basket, AS Monaco, Partizan Belgrado, Crvena Zvezda Belgrado e Virtus Bologna – sarebbe pronto a riunirsi sotto un’unica sigla. L’obiettivo dichiarato è quello di ottenere un peso maggiore nei processi decisionali della Eurolega e rendere più sostenibile e redditizia la propria presenza, puntando a una redistribuzione più ampia dei ricavi generati dalla competizione.
Secondo i club coinvolti, questa componente potrebbe giocare un ruolo attivo nella crescita complessiva del business Eurolega, favorendo la stabilità di più squadre nei principali mercati europei e contribuendo così ad aumentare il valore dell’intero ecosistema. In questo scenario, un eventuale allargamento della base azionaria rafforzerebbe anche la posizione della lega in vista della possibile nascita di un progetto NBA Europe, mantenendo l’Eurolega come riferimento centrale del basket continentale per club.
Alla base dell’iniziativa c’è la convinzione che l’attuale assetto, modellato prevalentemente dagli azionisti storici, non sia del tutto equo e non sfrutti appieno il potenziale finanziario della competizione. Il perimetro dell’associazione, inoltre, non si limiterebbe alle sole squadre già in Eurolega. Tra i club coinvolti figura anche l’Hapoel Gerusalemme, attualmente impegnato in EuroCup.
Sempre secondo BasketNews, il Paris Basketball non sarebbe coinvolto in questa fase, poiché orientato a perseguire autonomamente lo status di azionista dell’ASVEL Villeurbanne in Eurolega. L’ASVEL, infatti, dovrebbe prendere parte alla Basketball Champions League nella prossima stagione. Qualora il Paris non riuscisse a raggiungere questo obiettivo in modo indipendente, resterebbe comunque alta la possibilità di un suo ingresso futuro nell’associazione.
Sul fronte dei club esterni all’Eurolega, oltre all’Hapoel Gerusalemme, sarebbero già in corso contatti con altre realtà pronte ad aderire. L’associazione starebbe dialogando con Besiktas Istanbul, PAOK Salonicco e anche con Napoli Basket, candidati a diventare membri in prospettiva.
Parallelamente, la Eurolega guarda a un’ulteriore espansione del torneo fino a 24 squadre già dalla prossima stagione, con l’introduzione di un formato a conference. Questa struttura ridurrebbe leggermente il numero di partite disputate da ciascun club, aumentando però il totale complessivo degli incontri, con un potenziale incremento dei ricavi derivanti dai diritti televisivi. Nei piani della lega rientrerebbe anche la volontà di riservare ogni anno due posti alle squadre provenienti dall’EuroCup.
Resta infine uno scenario alternativo: qualora non si arrivasse a un’intesa su questa nuova unità, alcune fonti non escludono che i club coinvolti possano valutare altre strade, aderendo a iniziative differenti o persino dando vita a una nuova competizione. Al momento, tuttavia, si tratta solo di un’ipotesi, poiché la priorità dell’associazione resta quella di crescere e incidere dall’interno del sistema Eurolega.