LA STAGIONE REGOLARE

Dopo una stagione piuttosto complessa caratterizzata da pochi alti e tanti bassi – esonero di Djordjevic a metà stagione, eliminazione in semifinale di Eurocup per mano di Kazan tra le mure amiche della Segafredo Arena – la Virtus sbarca in finale scudetto da sfavorita ma forte di un netto 6 a 0 nei primi due turni – il secondo contro la ottima Brindisi – contro la corazzata Milano. Al contrario l’Olimpia arriva sulla carta nel miglior momento della stagione: le scarpette rosse sono reduci dalla tanto attesa final four di Eurolega, hanno chiuso al primo posto solitario la regular season e hai playoff hanno messo in fila sei vittoria in altrettanti match. I ragazzi di coach Messina arrivano da favoriti e neanche di poco per tutti gli addetti ai lavori.

LA FINALE

In finale però accade l’incredibile: la Virtus spiazza a sorpresa Milano in gara 1 al Mediolanum Forum vincendo 83 a 77 dopo essere stata anche sul +15 nel terzo quarto. In gara 2 Milano è chiamata alla risposta decisa ma a sorpresa è di nuovo la Virtus ad avere la meglio 83 a 72 portandosi incredibilmente sul 2 a 0 dopo le prime due gare in casa di Milano. L’Olimpia è con le spalle al muro ed è chiamata al miracolo a Bologna ma quest’ultimo non arriva: la Virtus domina gara 3 lasciando Milano a 58 punti – contro i 76 delle V Nere – e mette una serissima ipoteca sulla finale scudetto. Gara 4 è una semplice passerella trionfale: la Virtus vince 73 a 62 e dopo vent’anni torna alla vittoria del tricolore – il sedicesimo della sua storia – facendolo nel modo più impensabile.

 

Francesco Castano