Il Presidente FIP, Gianni Petrucci in un intervista rilasciata alla Gazzetta Dello Sport ha toccato diversi temi, come il nullaosta a coach Pozzecco e la ricandidatura come presidente federale.
“Non sono mai stato convinto che il part time per un c.t. fosse una buona scelta. Ma ho visto come vanno le cose e i tempi cambiano. Ho riflettuto, mi sono confrontato con il vicepresidente vicario Federico Casarin, numero 1 di Venezia, e abbiamo deciso di lasciarlo libero”.
“Esitazioni? Trovo giusto che un allenatore bravo come Pozzecco possa vivere l’emozione delle partite settimanali e il lavoro sul campo di tutti i giorni. Soprattutto ora che c’è solo una finestra per le Nazionali durante l’anno”.
“La Germania campione del mondo non ha dato il suo ok a Gordon Herbert? Non siamo la Germania. Diceva Cicerone: Quot capita, tot sententiae , tante teste, tanti pareri”.
La presidenza della Fip è in scadenza nel 2024, si va verso il quarto mandato.
“Sui limiti ai mandati, il Parlamento ha detto che posso ricandidarmi: perché non accontentarlo?”
“Nessun altro candidato forte? Questo non dipende da me. Io al basket mi trovo bene, la maggior parte delle persone mi vuole bene ed è il giudizio di chi crede in certi valori. Sono una persona normale, i fenomeni non fanno sport. Ho avuto buoni risultati e finché il buon Dio mi darà la salute, sono disponibile”.
“Il Mondiale? Sono parzialmente soddisfatto. Prima dell’inizio c’era chi diceva che non avremmo fatto strada, invece siamo arrivati ai quarti. Dopo tanti anni, nelle ultime stagioni abbiamo giocato due Mondiali e siamo tornati anche all’Olimpiade, dove siamo arrivati quinti. I risultati ci sono, anche nel tre contro tre”.
Su i risultati televisivi.
“Per Italia-Usa c’erano tre televisioni in diretta, Rai, Sky e Dazn. Solo sulla Rai 843.000 spettatori, per il 9,4 per cento di share e la partita era alle 14. Dati superiori alle medie del primo pomeriggio. Se fosse stata alle 20.30, chissà che numeri sarebbero stati”.
Il prossimo Preolimpico?
“Difficilissimo. Mi dispiace che il presidente del Coni non citi la pallacanestro parlando delle squadre nazionali che possono ancora qualificarsi a Parigi. Si parla tanto di cultura della sconfitta, poi si perde e apriti cielo”.
Su un possibile futuro di Gigi Datome in FIP
“Dipende da lui. L’ho visto a Roma da poco, ci siamo parlati. Il ruolo? Qualsiasi. Gigi è il figlio che ogni famiglia vorrebbe avere”.