La partita perfetta per presentarsi davanti all’ex pubblico, e ricambiare l’affetto dimostrato da una piazza nella quale si ha lo status di eroe e leggenda con una lezione di pallacanestro che rende onore e merito all’allenatore maggiormente vincente d’Europa. La vittoria schiacciante con la quale il Panathinaikos ha dominato il Partizan a Belgrado (55:72) è stata tutta frutto di Željko Obradović e di una preparazione meticolosa che ha permesso allo stratega di Čačak di farsi rimpiangere ancor di più da parte del pubblico bianconero.

Nonostante il ritorno in quella Beogradska Arena dalla quale Obradović si è congedato in maniera dolorosa lo scorso novembre abbia potuto giocare qualche scherzo all’allenatore del Panathinaikos, lo stratega serbo non si è scomposto, e non ha nemmeno fatto sconti. Oltre che con lo status di capolista, Atene si è presentata a Belgrado come la migliore difesa di Eurolega, facendo, alla fine, valere entrambi gli status.

Gli ospiti greci hanno lavorato molto bene in materia di occlusione delle linee di passaggio, di contrasto dei tiri avversari e di pressione sulla palla. I numerosi airball dall’arco commessi da una squadra, il Partizan, che fa ampio impiego di soluzioni dal perimetro sono stati l’esempio migliore dell’eccellente prestazione difensiva di un Panathinaikos che ha altresì tenuto i padroni di casa a 55 punti con un clamoroso 15% dalla lunga distanza.

Matthias Lessort MVP

Testimonianza di come la difesa solida aiuti la fase realizzativa la si è avuta nel secondo tempo, quando una pioggia di triple, di cui tre consecutive subito al rientro dalla pausa lunga, ha consentito al Panathinaikos di chiudere il terzo periodo tenendo la squadra di coach Joan Peñarroya a soli 8 punti segnati in dieci minuti. Inoltre, il fatto che l’MVP della partita sia stato un giocatore autore di soli 4 punti conferma ulteriormente la paternità di Željko Obradović sul successo.

Matthias Lessort, un altro ex della partita applauditissimo dal pubblico della Beogradska Arena, ha infatti contribuito al successo di Atene con 9 rimbalzi, 4 assist, 3 recuperi e una stoppata che testimoniano una prestazione di sostanza e abnegazione che, proprio come richiesto dallo stratega di Čačak, mira a essere al servizio della squadra piuttosto che delle statistiche individuali.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Željko Obradović. Credits: Panathinaikos BC