Milano e Tortona si trovano ad affrontarsi nella finale di Coppa Italia 2026, dopo un percorso difficile per entrambe. Milano ha dovuto prima battere Trieste e poi Brescia, mentre Tortona ha dovuto vincere con Venezia e Virtus Bologna, due favorite.
E’ una partita che vale tantissimo per entrambe, ma Tortona parte malissimo e va -17 nel primo quarto, ma poi rimonta con foga e con voglia nel secondo periodo e va avanti nel terzo. 59-62 il punteggio a 10′ dalla fine, ci aspetta un ultimo quarto teso e giocato punto a punto per decretare la vincitrice.
7:30 dalla fine, Milano sotto 67-68, equilibrio totale tra due squadre che si stanno giocando tutto azione dopo azione.
L’Olimpia attacca, mancano 9 secondi alla fine del possesso e la palla è nelle mani di Armoni Brooks, su di lui c’è Andrea Pecchia, che ha l’arduo compito di fermare il miglior giocatore di Milano che sta trascinando i suoi in queste Final Eight. Brooks tiene palla anche dopo il blocco di Ricci, va verso sinistra poi sposta il palleggio destra e di nuovo, in un attimo, si sposta a sinistra, Pecchia, mandato in confusione, perde l’equilibrio e l’attimo.
Brooks ha preso vantaggio e attacca velocemente, mette un piede nella zona da due punti, ma solo uno, perchè decide di prendere in contropiede Pecchia e fare uno step-back. Il piede sinistro si appoggia un pò oltre la linea da tre punti, e viene seguito dopo qualche millesimo di secondo dal destro. I piedi sono rivolti verso il palo su cui appoggia il canestro, non precisi verso il tabellone.
Pecchia sta saltando a due braccia e con una riesce a infastidire la visuale del numero 12 di Milano. Brooks però non lo sa, non sa come sono messi i suoi piedi o le braccia del difensore, salta in alto e lascia andare il pallone per far partire la parabola. Il tiro è perfetto, si insacca nella retina e porta Milano avanti 70-68.
Impazzisce la panchina dell’Olimpia, Biligha in attacco perde palla regalandola a Bolmaro che in contropiede mette il 72-68. Hubb però non molla e, come Brooks prima, “manda al bar” come si dice in gergo Zach LeDay e attacca il canestro, si solleva in aria e resta sospeso per qualche millesimo di secondo. Ricci tenta la stoppata ma Hubb riesce a mandare il pallone dentro la retina con una specie di schiacciata a distanza.
72-70 a 6:15.
Milano sbaglia in attacco ma Hubb, nel tentativo di passare il pallone in angolo ad un compagno, perde palla e regala altri 2 punti in contropiede a Bolmaro, 74-70. Hubb sbaglia di nuovo da tre, così l’Olimpia torna con il possesso con la possibilità di andare sul +7.
4:55, palla in mano nuovamente ad Armoni Brooks che si trova appena avanti al logo della LBA, Gorham su di lui. Due palleggi, poi uno sotto le gambe e arresto, con un metro di distanza dalla linea da tre e con Gorham troppo lontano per mettergli la mano in faccia, e può solo alzare un braccio per infastidire la visuale.
Brooks, però, come prima con Pecchia, non pensa a nulla e niente può infastidirlo, il cronometro dei 24 sta quasi per scadere, sotto canestro accade di tutto, ma ormai la parabola del tiro è partita, ed è di nuovo perfetta! Tripla da quasi 8 metri di distanza dal canestro, che segna il 77-70 a 4:45 dalla fine.
Milano mette una mano sulla coppa, ma è ancora lunga. A 2:40 dalla fine la situazione però non è molto cambiata, 78-72 e palla in mano a Milano che può allungare in un momento dove non si segnano più canestri in movimento.
E’ Guduric a gestire il pallone, attaccando il lato sinistro dopo il blocco di Nebo che porta in aiuto Olejniczak, poi torna Hubb su di lui. Il giocatore di Tortona qui però fa un errore: mentre il serbo si posiziona sul limite della linea da tre, lui salta subito, senza che il numero 23 si sia mosso o abbia fermato il palleggio. Un salto istintivo che Guduric sfrutta immediatamente, palleggio a destra e poi step-back, andando ad allontanarsi man mano dal proprio difensore.
Hubb è in ritardo, e non di poco, senza slancio non può nemmeno saltare ma solo allungare le braccia e avvicinarsi il più velocemente possibile. Guduric però è troppo veloce e il pallone lascia le sue mani ben prima che Hubb si riesca ad avvicinare a lui, la parabola è nuovamente perfetta, è di nuovo una tripla, la terza per Milano, tre canestri da tre che distruggono le speranze di Tortona.
Guduric sorride verso la telecamera e poi alza il pugno, mentre Tortona chiama time-out.
81-72 a meno di due minuti dalla fine, la Coppa Italia torna a Milano dopo quattro anni, dal trionfo del 2022, e consegna il nono titolo della storia all’Olimpia Milano, che diventa la più vincente in Italia anche in questa competizione.
Milano vince grazie ad un gruppo fatto di ottimi giocatori e poi di campioni, in particolare Armoni Brooks, che chiude con 6/10 da tre e 20 punti, un fenomeno capace di impattare così tanto su una partita, segnando 6 delle 11 triple totali della propria squadra, MVP del torneo. Lo fa con un altro fenomeno, Marko Guduric, 18 punti e 3/4 da tre.
Perchè queste partite si vincono con questi giocatori, capaci di cambiare l’esito di una gara con una giocata, che riescono a fare anche quando il pallone pesa di più, ed è questo che fa la differenza tra un buon giocatore ed un fenomeno, che quando il possesso scotta di più lui si prende le responsabilità e fa tutto quello che deve per far vincere la sua squadra.
Questo è Armoni Brooks, questo è Marko Guduric. L’Olimpia Milano batte Tortona 85-77 e conquista la Coppa Italia 2026.
Foto di Ciamillo Castoria

