Semifinale playoff tra l’Olimpia Milano e la Virtus Bologna, le due squadre che dal 2021 dominano il campionato italiano di Serie A affrontandosi puntualmente in finale. Stavolta le cose sono diverse, perchè Milano viene da una stagione al di sotto delle aspettative conclusa al quinto posto, mentre la Virtus da prima in regular season vuole approfittare delle difficoltà della rivale di sempre.

Le due formazioni quindi si incontrano in semifinale, solo una delle due può continuare ad ambire al massimo trofeo della pallacanestro italiana. Milano in gara-2 ribalta il fattore campo ma in gara-3 la Virtus rimette i conti a posto portando la serie sul 2-1. Tutti, addetti ai lavori e appassionati, si aspettano a questo punto una gara-5 a Bologna da dentro o fuori.

Milano non può permettersi di perdere due gare su due al Forum, vincerà gara-4 in scioltezza, Bologna ricaricherà le energie e poi alla Segafredo Arena si giocheranno il tutto per tutto.

Effettivamente il copione sembra andare proprio in questa direzione, Milano va sul +12 a inizio secondo quarto, difficile pensare che una Virtus senza Polonara e Clyburn possa rimontare e vincere questa partita.

Ma i bianconeri avevano altri piani.

A fine primo tempo Milano conduce di soli due punti.

A fine terzo quarto è addirittura sotto di 6 lunghezze. Milano è costretta a recuperare.

La squadra di Ettore Messina ovviamente non ci sta e a 7 minuti dal termine torna davanti sul punteggio di 71-70. Nei successivi tre minuti le difese alzano i ritmi, si segna pochissimo, il punteggio dice 75-75.

A 3:54 dal termine Bologna ha una rimessa da fondo campo, offensiva, che viene battuta da Pajola. Diouf va a posizionare un blocco da cui esce Isaia Cordinier, il francese si arresta con entrambi i piedi fuori dalla linea dei tre punti e con 6 secondi sul cronometro del possesso…tira.

La parabola è perfetta, sbatte sul ferro più lontano ed entra nel canestro: 75-78.

E’ una mazzata importante a livello mentale per Milano che non si arrende, anche se Bologna è più precisa e resta in controllo addirittura aumentando il distacco.

A 2:37 dalla fine, Pajola gestisce il pallone, attacca verso il centro poi passa la sfera a Tornike Shengelia. Mirotic gli lascia un metro di spazio, il georgiano allora riflette, si ferma, posiziona i piedi verso il canestro e si alza per tirare.

SOLO RETINA! 76-82 a 150 secondi dalla sirena.

Shields accorcia e poi Bologna si inceppa in attacco, 78-82 a 1 minuto dal termine.

Bolmaro gestisce palla sul lato sinistro del campo, aspetta che Mirotic possa prendere posizione in post basso, nei pressi della zona del tiro libero. Su di lui c’è Pajola, quindi è un netto vantaggio per il montenegrino che può sfruttare la differenza di centimetri per andare a segnare un canestro facile.

Pajola lo tiene, lo spinge, lo mette in difficoltà. Mirotic aspetta che gli arrivi quel pallone ma invece di avvicinarsi al canestro con il corpo, Pajola lo allontana lentamente, facendogli perdere equilibrio. Un passo, due, tre.

Bolmaro passa la sfera a Mirotic, il montenegrino aspetta che il pallone gli arrivi tra le mani, ma alle sue spalle c’è un ragazzo italiano dai capelli ricci che si immola per toccare quel pallone e toglierlo dalle mani di uno dei giocatori più forti in Europa.

Alessandro Pajola recupera così quella palla, che in sostanza spegne le speranze di scudetto dell’Olimpia Milano.

Qualche secondo dopo, Hackett e Akele lanciano a canestro Shengelia che corre verso la retina, vede Mirotic affianco a lui ma non si intimidisce, andando a schiacciare ad una mano il +6 della Virtus Bologna, il 78-84 che chiude la serie sul 3-1.

La Virtus Bologna espugna per la seconda volta consecutiva il Forum, lo fa non per riportare la serie a Bologna, ma per chiuderla definitivamente, eliminare la rivale di sempre, quella che per 3 anni di fila gli ha rovinato il sogno scudetto battendola in finale.

Un 3-1 che sa di vittoria, di rivincita ma soprattutto di FINALE.

Perchè per la stagione 2024/25 l’Olimpia Milano non potrà lottare per vincere lo scudetto nell’atto finale, lo farà la Virtus, con la fame di chi vuole riprendersi il mondo.

Foto di Ciamillo Castoria.