Quaranta minuti per salvare la stagione. Non ci sono più margini d’errore per la Virtus Bologna, attesa questo pomeriggio alle ore 17 alla BTS Arena per gara4 dei quarti di finale playoff contro la Dolomiti Energia Trentino. Diretta su Sky Sport, Cielo e LBA TV per una sfida che ha ormai assunto i contorni del dentro o fuori.
La situazione è chiarissima: Trento conduce 2-1 nella serie e la Virtus è con le spalle al muro. Una condizione impensabile soltanto pochi giorni fa, soprattutto dopo gara1, quando la formazione di Nenad Jakovljevic aveva dominato in lungo e in largo dando la sensazione di avere la serie completamente in controllo. Poi però tutto è cambiato.
Gara2 ha rappresentato la svolta negativa della serie bianconera. L’Olidata ha perso il fattore campo al termine di una partita beffarda, decisa dalla tripla di Matas Jogela, e da quel momento Trento ha acquisito fiducia, energia e convinzione. Sensazioni confermate pienamente in gara3, dove la squadra di Massimo Cancellieri ha travolto la Virtus dall’inizio alla fine senza lasciare mai spazio ad una vera reazione.
Ed è proprio questo l’aspetto che più preoccupa in casa bianconera. Non tanto la sconfitta in sé, quanto il modo in cui è arrivata. In gara3 non ha funzionato praticamente nulla: difesa fragile, attacco statico, poca energia e leader mai realmente incisivi. Troppo poco per una squadra che aveva chiuso la regular season al primo posto e che ora rischia seriamente uno degli upset più clamorosi degli ultimi anni nel basket italiano, considerando il divario teorico tra la testa di serie numero uno e l’ottava classificata.
C’è poi un dato che fotografa perfettamente la portata del momento che sta vivendo la Virtus. Nell’era Massimo Zanetti, infatti, la formazione bianconera non si era mai trovata sotto in una serie playoff contro una squadra diversa dall’Olimpia Milano. Negli ultimi anni le uniche vere rivali dei bianconeri erano sempre state le Scarpette Rosse, mentre questa volta a mettere alle corde la Virtus è una Trento che sta giocando una pallacanestro di altissimo livello sotto ogni punto di vista.
Anche il capitolo infermeria continua a complicare i piani della Virtus. Sicuramente out Alessandro Pajola e Derrick Alston Jr, con quest’ultimo che nella giornata di ieri si è sottoposto all’intervento chirurgico al terzo metacarpo della mano sinistra. Restano invece da valutare fino all’ultimo le condizioni di Aliou Diarra, fermato da una lesione addominale dopo la botta subita in gara2 e assente in gara3.
Ma al di là delle assenze, oggi la Virtus ha bisogno soprattutto di risposte tecniche e mentali dai propri uomini chiave. Perché in una partita di questa importanza servono personalità, leadership e capacità di prendersi responsabilità nei momenti pesanti.
Qualcosa di positivo, paradossalmente, si è visto dal rientro nelle rotazioni di Alen Smailagic, uno dei pochi a non sfigurare nella disfatta di gara3. Ma da solo non basta. Servono inevitabilmente ben altre risposte da Carsen Edwards, fin qui enorme delusione della serie, così come da Matt Morgan, Luca Vildoza e da tutto il gruppo bianconero.
La Virtus è arrivata al punto di non ritorno. Adesso non contano più i discorsi sulla stanchezza, sugli infortuni o sui momenti negativi. Contano soltanto quaranta minuti per riportare la serie a Bologna e giocarsi davanti al proprio pubblico l’accesso alle semifinali.
Perché una squadra costruita per vincere non può permettersi di uscire così.

Eugenio Petrillo

Nell’immagine Hackett e Edwards, foto Ciamillo-Castoria