Venerdì 2 gennaio, alle 20:30, alla Virtus Arena, va in scena uno degli appuntamenti più attesi della stagione bianconera. La Virtus Bologna ospita l’Olimpia Milano nel derby d’Italia di EuroLeague, con diretta su Sky Sport Basket, in una serata che promette atmosfera da grande evento e contenuti tecnici di altissimo livello. Un confronto che arriva in un momento delicato del calendario, ma che rappresenta anche un passaggio chiave per misurare ambizioni, tenuta e identità della squadra di Dusko Ivanovic.
La Virtus Bologna arriva al grande appuntamento europeo contro l’Olimpia Milano portandosi dietro il peso – e il valore – di una vittoria che dice molto più di quanto racconti il tabellino. Il successo di Trieste, arrivato al fotofinish e in piena emergenza, è stato un segnale di resistenza prima ancora che di classifica. Una squadra ridotta all’osso, capace però di stringere i denti e portare a casa due punti pesantissimi.
Al PalaTrieste la Virtus si è presentata senza Carsen Edwards e Alen Smailagic, perdendo poi in corso d’opera anche Aliou Diarra, costretto ad alzare bandiera bianca già nel primo quarto. Rotazioni ridotte al minimo, pochi minuti per Karim Jallow, ancora in fase di recupero dall’affaticamento al polpaccio, e una gestione delle energie quasi chirurgica. Eppure, nonostante tutto, è arrivata una vittoria che pesa, soprattutto per come è maturata: con lucidità nei possessi chiave e spirito di sacrificio collettivo.
Ora però il livello si alza ulteriormente. Perché di fronte c’è l’Olimpia Milano, nel cuore di un calendario che si fa sempre più denso e complesso. Il derby d’Italia in EuroLeague rappresenta un vero spartiacque emotivo e tecnico: una partita che può dire molto sulle reali ambizioni della Virtus in questa stagione. Anche perché il cammino non concede tregua: dopo Milano, all’orizzonte ci sono la sfida casalinga con Trapani (il 4), il confronto europeo con lo Zalgiris (il 6) e poi la trasferta di Venezia l’11. Una sequenza che impone gestione, profondità e personalità.
L’emergenza sotto canestro resta il grande tema. Senza Smailagic e Diarra, le rotazioni tra i lunghi sono ridotte all’osso: Momo Diouf resta l’unico centro di ruolo, mentre sarà inevitabile chiedere minuti e sacrificio a giocatori adattati. Tra questi Nicola Akele e Karim Jallow, chiamati a dare fisicità e presenza. Proprio Jallow, tra l’altro, conosce bene il tipo di sfida: nella finale di Bundesliga dello scorso anno, con la maglia di Ulm, si era ritrovato a marcare Devin Booker, oggi uno dei riferimenti interni dell’Olimpia.
In questo contesto, più che mai, servirà spirito di sacrificio da parte di tutti. La Virtus dovrà andare oltre le rotazioni ridotte e trovare risorse anche dove finora erano state solo intraviste. In questo senso sarà interessante osservare la crescita di Saliou Niang, che a Trieste ha dato una prova di maturità importante. In piena emergenza, il classe 2004 ha garantito 30 minuti di qualità e continuità, mostrando personalità, attenzione difensiva e presenza nei momenti chiave. Replicare una prestazione di questo livello anche contro Milano, con quel tipo di impatto e quella solidità, vorrebbe dire molto: per la squadra, per l’equilibrio delle rotazioni e per il percorso di crescita di un giovane che sta iniziando a prendersi responsabilità vere.
Il contesto emotivo sarà quello delle grandi occasioni. La Virtus Arena sarà sold out, per il secondo incasso più alto della storia bianconera dopo la finale di EuroCup 2022. Un dato che racconta meglio di qualsiasi analisi quanto questa partita sia sentita e quanto il pubblico continui a stringersi attorno alla squadra, anche nei momenti di difficoltà.
Sul parquet servirà la miglior versione possibile dei leader tecnici. La crescita di Derrick Alston Jr., decisivo a Trieste, è una delle notizie più confortanti delle ultime settimane. Ma per reggere l’urto di Milano servirà anche il contributo pieno di Alessandro Pajola, di Luca Vildoza e di Matt Morgan, chiamati a gestire ritmo, creazione e scelte in un momento in cui l’assenza di Carsen Edwards pesa inevitabilmente sulle spalle del backcourt.
Virtus–Milano non è mai una partita come le altre. È una sfida che misura ambizioni, profondità e tenuta mentale. E in questo momento della stagione, più ancora del risultato, dirà quanto la Virtus sia pronta a restare dentro la sua identità anche quando il vento soffia forte contro.

Eugenio Petrillo 

Foto Ciamillo-Castoria