La notizia era più che nota ormai da settimane. Ora è anche arrivata anche l’ufficialità: Tornike Shengelia saluta la Virtus Bologna e approda al Barcellona.
Si è conclusa dopo tre stagioni e mezzo una delle più belle storie d’amore della pallacanestro italiana degli ultimi anni.
È stato un percorso con un super inizio e un altrettante super finale. L’arrivo a fine febbraio 2022 con conseguente vittoria della EuroCup e la chiusura in bellezza con il diciassettesimo scudetto della storia della Virtus Bologna.
A portarlo sotto le due Torri, la bravura e la velocità d’esecuzione del direttore generale, Paolo Ronci che ha saputo sfruttare il conflitto russo-ucraino per strapparlo dal CSKA Mosca e dalla EuroLeague. EuroLeague poi conquistata con la Virtus sul campo vincendo da protagonista l’EuroCup 2022.
Quella e lo scudetto 2025 sono i due grandi capolavori di Shengelia in bianconero con in mezzo due Supercoppa e una miriadi di traguardi personali da far invidia a chiunque. 
Tornike Shengelia ha dato tanto alla Virtus e la Virtus ha dato altrettanto al georgiano.
Dopo tre stagioni e mezzo, 34 anni da compiere ad ottobre e una proposta economica irrinunciabile arrivatagli dalla Catalogna, è giusto che le due strade si siano divise. Ma si sono divise da amanti, nel momento migliore con un trofeo vinto insieme in missione.
Quello che è accaduto lo scorso 17 giugno al PalaLeonessa A2A, è il completamento di un percorso che il lungo nato a Tbilisi ha imbastito insieme a tutti i suoi compagni di squadra.
Come detto, era una squadra in missione per tutta una serie di motivi e Shengelia è stato il condottiero di questa impresa sportiva.
Il classe 1991 si è letteralmente preso la squadra sulle spalle e l’ha condotta allo scudetto. Lo ha fatto andando, a volte, oltre il dolore e i propri limiti. Ne è un esempio la gara5 contro Venezia alla Segafredo Arena quando a 5 minuti dalla fine con la sua squadra in grande difficoltà si è alzato dalla panchina per la prima volta e si è seduto sul cubo dei cambi. Lo ha fatto con la consapevolezza che non avrebbe dovuto giocare a causa di un trauma cranico subito in gara3 al Taliercio. In quei 5 minuti ha elettrizzato l’ambiente e si è messo in proprio. Dominio totale e canestro della vittoria.
Stesso rendimento e stesso epilogo in gara1 di semifinale contro Milano, oltre alle prestazioni mostruose del Forum. E poi il compito dell’opera con le tre partite di finale contro Brescia ed il capolavoro in gara3. Sembrava un dio greco, onnipotente che ha soggiogato l’intera PalaLeonessa al suo cospetto. Un’immagine che porteremo tutti negli occhi e nella memoria.

Ma questo è Tornike Shengelia. Un uomo che ha dato anima e corpo per la Virtus Bologna, sempre. Per un amore sbocciato sin da subito e che l’ha portato a diventare ben presto uno dei giocatori di riferimento e riconosciuti nella gloriosa storia del club.
E lui ne fa e farà parte orgoglioso perché non ha mai nascosto il suo amore per la Virtus e per Bologna. La sua famiglia, sua moglie Salomè e i suoi tre figli si sono integrati nella città felsinei alla perfezione e hanno manifestato a più riprese.
Poi a livello sportivo, ci sono stati momenti di alti e di bassi. Ma quel che rimane è ciò che un campione come Tornike Shengelia lascia alla Virtus Bologna dopo 3 anni e mezzo. E lascia tantissimo sia a livello emotivo che a livello sportivo. Ci sarà un prima e un dopo Shengelia e la Virtus Bologna dovrà essere brava ad adattarsi il prima possibile ad un nuovo inizio senza il proprio totem georgiano.
Lascia un grande vuoto nel roster bianconero che è impossibile da colmare con “un altro Shengelia”. Per questo andranno trovati (e non abbiamo dubbi che il lavoro svolto dal duo Ivanovic-Ronci possa essere all’altezza) elementi differenti.
Tornike Shengelia lascia la Virtus Bologna, lo fa con il sorriso di tutti perché tutti hanno dato tutto. È un stato un valoroso combattente (quante botte sotto le plance contro i ruvidi lunghi di EuroLeague) che ha stretto i denti per la sua Virtus Bologna anche quando i calendari di FIBA ed EuroLeague erano incompatibili (ricorderete il back to back tra V Nere e nazionale georgiana con voli presi di notte per non scontentare nessuno).
Ha sempre fatto il suo dovere e forse anche di più, un uomo vero riconosciuto dall’ELPA (Associazione Giocatori di EuroLeague) come “giocatore più rispettato” per la stagione 2024-25.
E ha salutato tutti con lo scudetto e il meritatissimo premio di MVP che lasciato sul comodino di Achille Polonara all’ospedale Sant’Orsola.
Questo è stato Tornike Shengelia per la Virtus Bologna che dalla prossima stagione ritroverà da avversaria, ma con il cuore e la consapevolezza di essere entrato al banchetto dei più grandi della storia bianconera.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Tornike Shengelia, foto Ciamillo-Castoria