Nelle settimane in cui la Virtus Bologna ha dovuto fare i conti con un calendario pesante e con un livello di intensità crescente, soprattutto in Eurolega, c’era un giocatore che più di altri sembrava pagare il prezzo della transizione verso la grande pallacanestro. Saliou Niang, classe 2004, talento futuribile ma ancora in fase di costruzione, arrivava alla sfida con Tortona dopo due prove complicate in Europa contro Fenerbahce e Dubai, nelle quali aveva evidenziato qualche incertezza di troppo. Una cosa normale per un ragazzo che sta vivendo la sua prima vera stagione da protagonista in un top club che gioca per i vertici della Serie A e per competere contro le migliori d’Europa. Ma è proprio in questi momenti che si misura la personalità di un giocatore. E Niang, nella serata del 92-77 della Virtus, ha risposto nella maniera più brillante possibile.

Contro Tortona è stato uno dei principali motori della squadra, un concentrato di atletismo, disciplina e presenza emotiva. Ha sfiorato la doppia doppia con 14 punti e 9 rimbalzi, ma ridurre la sua partita ai numeri sarebbe quasi limitante. Niang ha dato ritmo, energia, spinta. È stato fondamentale soprattutto nel primo tempo, quando ha cambiato l’inerzia del match correndo il campo, aggredendo gli spazi e trasformando ogni transizione in un potenziale vantaggio. Quando parte in campo aperto, il suo dinamismo lo rende un mismatch vivente: in LBA pochi riescono a contenerlo in velocità.
La qualità della sua prestazione emerge però anche nella pulizia delle scelte. In attacco è stato semplicemente perfetto: 4/4 da due, 1/1 da tre, senza mai forzare e trovando sempre il modo di incidere dentro la struttura offensiva disegnata da Dusko Ivanovic. Ha chiuso con 14 punti, 5 assist e 9 rimbalzi, di cui 4 offensivi, che raccontano la sua voglia di andare oltre il primo contatto, oltre la prima opposizione. Una presenza totale, su entrambe le metà campo, che ha ricordato quanto il suo potenziale sia già spendibile ad alto livello.
È evidente che Niang abbia ancora margini di crescita tecnici enormi: deve raffinare le letture, lavorare sul piede perno, continuare a migliorare il tiro, ma la base atletica e mentale è quella di un giocatore che può diventare un fattore anche in Eurolega. La Virtus lo sa e lo sta gestendo con intelligenza, senza alzare troppo il volume delle aspettative ma nemmeno privandolo delle responsabilità che meritano i talenti veri. È un investimento quotidiano, un processo di formazione che passa inevitabilmente dagli alti e bassi: ciò che conta è come si reagisce ai momenti no. E contro Tortona Niang ha dimostrato di aver già interiorizzato una mentalità da veterano.
In una squadra che punta in alto e che vive un dicembre chiave per definire la propria identità, il contributo di un ragazzo del 2004 assume un valore doppiamente rilevante. Da risorsa del futuro a pedina importante del presente: Niang sta percorrendo a velocità sorprendente questo passaggio. E se queste sono le premesse, la Virtus può davvero aver trovato in lui uno dei tasselli più preziosi per costruire la propria continuità.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Saliou Niang, foto Ciamillo-Castoria