Tra sabato e lunedì sera si è giocata la decima giornata di Serie A e torniamo con la rubrica settimana esclusiva di Basket Magazine “L’Ottovolante” con tutto il meglio ed il peggio dell’ultimo turno di LBA.
SALGONO
Dinamo Sassari, una boccata d’ossigeno dopo la pausa
La Dinamo Sassari torna a vincere: 85-80 contro Trieste in un match fondamentale dopo la sosta. È la prova che il mercato esterno e la cura di coach Mrsic stanno iniziando a dare i frutti sperati: la squadra ha mostrato più ritmo e maggiore solidità difensiva rispetto alle uscite precedenti.
La sensazione è che gli innesti abbiano dato profondità a un organico tradizionalmente fisico, con un maggiore equilibrio tra punti realizzati in penetrazione e tiri dall’esterno. Fondamentale anche la risposta mentale: Sassari ha saputo soffrire quando Trieste ha provato a rientrare, trovando soluzioni efficaci nei momenti caldi.
APU Udine, prima vittoria casalinga stagionale, un segnale importante
Udine sfrutta al massimo il fattore campo e batte Napoli 78-71, ottenendo la prima vittoria tra le mura amiche in questa stagione. Il successo arriva grazie a una prestazione collettiva: difesa compatta, rotazioni efficaci e una gestione dei possessi nei finali che ha fatto la differenza.
Più che i numeri è il valore simbolico che conta: sbloccare il PalaCarnera dà fiducia ai giocatori e credibilità al progetto tecnico. Se Udine riuscirà a trasformare questa svolta emotiva in continuità, il segnale in chiave salvezza — e perché no, per lottare a centro classifica — sarà chiaro.
Reyer Venezia, continuità e carattere: la vetta distante non è un tabù
Venezia mette in mostra un’inedita continuità: 101-95 su Cantù e una serie di vittorie che la collocano stabilmente nel gruppo delle forze vincenti del campionato. La Reyer macina punti senza crollare nei momenti di difficoltà, costruendo un’identità fatta di circolazione di palla, improvvise accelerazioni offensive e un’attenzione difensiva che regala seconde opportunità.
La chiave è la profondità della rosa: più uomini coinvolti, più soluzioni tattiche per l’allenatore e meno dipendenza da singoli. Venezia sembra oggi avere il mix giusto tra talento e organizzazione per restare incollata alle prime, trasformando le ambizioni in risultati concreti.
SCENDONO
Vanoli Cremona, occasione sprecata per la consacrazione
Al PalaRadi Cremona perde 79-87 contro Varese e manca l’appuntamento con una vittoria che avrebbe potuto dare slancio in chiave salvezza e avvicinarla alla qualificazione alla Final Eight. La partita ha messo in luce problemi di continuità offensiva e momenti di confusione nelle rotazioni, soprattutto nei secondi quarti in cui Varese ha preso il controllo del ritmo.
A peggiorare il quadro ci sono le condizioni di Durham: se l’infortunio o l’affaticamento dovessero rivelarsi più seri, la Vanoli perderebbe un elemento chiave in termini di punti e leadership. Serve una risposta tecnica immediata, perché la sosta era stata pensata proprio per rimettere in carreggiata la squadra e invece il banco è rimasto al suo posto.
Treviso, un’altra chance sfumata e la classifica resta impietosa
Treviso aveva la ghiotta occasione di sfruttare i problemi extracampo di Trapani per muovere la classifica, ma la Nutribullet ha invece perso 82-89 restando ultima da sola. Il problema principale resta la fragilità difensiva: la squadra concede troppo nelle transizioni e fatica a difendere i tiri dall’arco, pagando l’assenza di continuità nelle rotazioni.
A questo si aggiunge una pressione psicologica crescente: giocare con l’etichetta di fanalino di coda pesa sul piano mentale e si traduce in scelte offensive affrettate. Il mercato può ancora aiutare, ma la sensazione è che Treviso debba soprattutto ritrovare fiducia e identità sul campo prima di sperare in una risalita rapida.
L’MVP DI GIORNATA: SEMAJ CHRISTON (Udine)
Arrivato da pochissimi giorni, ma in campo sembrava fosse a Udine da una vita. Alla sua prima partita in maglia APU, Semaj Christon si prende immediatamente la scena e trascina i friulani alla prima vittoria casalinga stagionale con una prestazione da leader autentico.
Christon ha guidato la squadra per tutti e 40 i minuti, senza mai abbassare l’intensità. Nel finale ha fatto esattamente ciò che fanno i giocatori di un’altra categoria: ha alzato il livello, si è preso responsabilità pesanti e ha firmato le giocate che hanno spaccato la partita.
Chiude con 27 punti, 5 assist, personalità da veterano e la sensazione che il suo impatto possa cambiare davvero le prospettive stagionali dell’APU. Un debutto da assoluto protagonista, da MVP di giornata.
IL PAGELLONE
SASSARI 8
UDINE, VARESE 7,5
BRESCIA, VENEZIA, TRAPANI, VIRTUS BOLOGNA 7
MILANO 6,5
TRENTO 6
REGGIO EMILIA 5,5
TRIESTE, NAPOLI, CANTÙ, TREVISO, CREMONA, TORTONA 5
IL QUINTETTO DI GIORNATA:
NIKOLA IVANOVIC (Brescia)
SEMAJ CHRISTON (Udine)
SALIOU NIANG (Virtus Bologna)
OLIVIER NKAMHOUA (Varese)
CHRIS HORTON (Venezia)
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Semaj Christon, foto Ciamillo-Castoria