Alla BTS Arena si alza ulteriormente la tensione nella serie dei quarti di finale playoff tra Dolomiti Energia Trentino e Virtus Bologna. Dopo le prime due sfide disputate a Bologna, la serie è infatti sull’1-1 grazie al colpo esterno costruito da Trento in gara2, vittoria che ha ribaltato immediatamente il fattore campo e che adesso mette la Virtus davanti alla necessità di trovare almeno un successo in trasferta per riportare eventualmente la serie sotto le Due Torri per la bella.
Le Vu Nere arrivano all’appuntamento in piena emergenza, con assenze pesantissime che stanno limitando profondamente le rotazioni e obbligando Nenad Jakovljevic a chiedere uno sforzo extra ai giocatori rimasti disponibili. Nonostante le difficoltà però, la Virtus dovrà provare a restare aggrappata alla serie affidandosi alla propria esperienza e alla capacità di reagire nei momenti complicati. Gara3, da questo punto di vista, rischia già di rappresentare uno snodo cruciale dell’intero confronto.
Tra i temi più intriganti della sfida c’è inevitabilmente quello che riguarda Khalif Battle. La guardia americana di Trento è stata per tutta la stagione uno dei giocatori più imprevedibili del campionato, capace di alternare prestazioni devastanti a serate decisamente più complicate. Anche questa serie contro la Virtus ha raccontato perfettamente le sue due facce. In gara1 Battle era finito completamente fuori ritmo, soffrendo la pressione difensiva bianconera e incidendo pochissimo sul match. In gara2 invece si è vista la miglior versione del talento americano: aggressivo, continuo, capace di caricarsi sulle spalle l’attacco trentino e di indirizzare la partita con canestri pesanti e giocate di enorme energia.
Ed è proprio da quella prestazione che Battle dovrà ripartire. Le sue statistiche stagionali spiegano bene il peso specifico che ha all’interno della Dolomiti Energia: 13.1 punti di media in 23.8 minuti, con il 48.4% da due, il 35.8% dall’arco e un eccellente 87.2% ai liberi. Quando riesce ad accendersi, Trento cambia completamente volto offensivo.
Dall’altra parte invece gli occhi saranno puntati su Saliou Niang, grande ex della sfida e giocatore che in questa gara3 è chiamato probabilmente alla definitiva prova di maturità. Il classe 2004 conosce perfettamente l’ambiente trentino, quello in cui è cresciuto e si è affermato prima del passaggio alla Virtus Bologna. Adesso però, complice l’emergenza che sta vivendo la formazione bianconera, alla Virtus serve un salto di qualità ulteriore proprio da lui.
Niang dovrà garantire energia, fisicità, presenza a rimbalzo e difesa, ma anche provare ad avere maggiore continuità offensiva in una squadra che in questo momento ha bisogno di punti e soluzioni da più protagonisti possibili. Le sue cifre stagionali raccontano di una crescita evidente: 8.8 punti e 5.1 rimbalzi di media, con uno straordinario 64.5% da due e una valutazione media di 12.3. Numeri importanti per un giocatore che, nonostante la giovane età, è ormai chiamato a prendersi responsabilità pesanti in una serie playoff ad altissima tensione.
Trento arriva alla sfida con entusiasmo e con l’inerzia tutta dalla propria parte dopo il blitz ottenuto a Bologna. La Virtus invece dovrà provare a rispondere con orgoglio e carattere, cercando di allungare la serie e di riprendersi immediatamente il fattore campo. Alla BTS Arena si preannuncia una battaglia vera, con gara3 che potrebbe già indirizzare in maniera decisiva il destino della serie.

Eugenio Petrillo